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Si è dimesso Dino Boffo, direttore dell’Avvenire. Forse però era meglio se a dimettersi fosse stato Roberto de Mattei, direttore di “Radici Cristiane” e vicepresidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche.
Notizia tratta dallo Spaghetto Volante, che ci possa sempre illuminare nei secoli dei secoli.

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Pescato sul blog della Flying Spaghetti Monster’s Italian Church, gente che -come noi- perde le giornate a litigare con i creazionisti.

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Se passerà questa proposta, in Canada si autorizzerà il libero pensiero creazionistico. I genitori potranno scegliere se autorizzare i propri figli a seguire le lezioni relative all’evoluzione e all’educazione sessuale.
Questo significa che se tu, bimbo bello, hai due genitori fusi, la teoria dell’evoluzione dovrai imparartela da solo al raggiungimento della maggiore età.

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Creazionismo versus Evoluzionismo, once again sull’argomento.
Da recenti sondaggi svolti in USA è stato dimostrato che il 24% degli americani crede che entrambe le teorie siano vere; il 41% crede che il creazionismo sia una teoria giusta e che l’evoluzionismo sia sbagliato, mentre solo il 28% pensa che l’evoluzionismo sia l’unica teoria provata.
Chi non crede nell’evoluzionismo ha dato le seguenti motivazioni: “perché credo in Gesù Cristo” (19%), “perché credo in Dio” (16%), “per ciò che dice la mia religione” (16%), “non ci sono prove scientifiche” (14%), “perché credo in quel che leggo nella Bibbia” (12%), “perché sono cristiano” (9%), “perché non credo che gli uomini discendano dalle scimmie” (3%). Il 39% degli intervistati pensa che l’uomo sia stato creato già in forma umana negli ultimi 10.000 anni.
Sempre secondo questi sondaggi, chi frequenta settimanalmente il luogo di culto ha maggiori probabilità di non credere all’evoluzionismo (74%).
Politicamente parlando, i creazionisti sono ben radicati in entrambi gli schieramenti, ma sono soprattutto da una parte: il 68% dei repubblicani non crede nell’evoluzionismo e alle ultime elezioni potevano scegliere fra tre candidati alle presidenziali che la pensavano allo stesso modo (Huckabee, Tancredo e Brownback); la percentuale fra i democratici -allo stesso modo sorprendente- è del 40%.
Dall’82 a oggi, le percentuali di chi crede che l’uomo non si sia evoluto da forme animali inferiori è rimasta sostanzialmente la stessa (44% nel ‘82 e 43% nel ‘07), e secondo me questo è il dato che più fa meditare.

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Alcuni ne saranno felici, altri lo saranno di meno, altri ancora se ne sbatteranno e passeranno oltre. Non importa. L’argomento era nell’aria da un po’ di tempo ma il fulcro del discorso sarà questa volta ben mirato. Non importa cosa voi pensiate, qui non si tratta di decidere se la religione in cui credete sia vera o no. Questo post nasce solo per far chiarezza su un ben preciso argomento: la base scientifica. Non entrerò nelle scelte personali che spingono alcune persone a credere ciecamente alla Bibbia in quanto parola di Dio, tanto meno criticherò chi come me crede soprattutto alle prove, autentiche. Criticherò invece chi, fra i creazionisti, si nasconde dietro a falsi alibi scientifici per motivare le proprie teorie e farle sembrare più vere. Recentemente un film americano di creazionisti è stato proposto nei cinema d’oltreoceano ed è stato subito sapientemente smontato da esimi scienziati darwinisti. Quest’altro che invece vi propongo è quello che ho visto io e che mi sono preso la briga di analizzare nel dettaglio. Purtroppo non compare da nessuna parte il titolo dell’opera ma se ho capito giusto dovrebbe essere pressappoco “Creation or Evolution?”. Come dire… anche in questo lungo documentario smaccatamente di parte come neanche il Tg4, di panzane ce ne sono molte, moltissime. (Un brevissimo assaggio nel video qui sotto). Dopo il “continua” un’analisi passo per passo, frase per frase, di tutto il documentario. L’analisi, lungi da me definirla completa e perfetta, è stata realizzata grazie alla lettura di alcuni libri sull’argomento, la consultazione di alcuni siti davvero ben fatti e la visione di documentari sull’evoluzione.

Leggi il resto del post…

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Visto che sull’argomento non avevo ancora detto la mia…

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PersepolisE uno va a vedersi questo film e magari c’ha delle riserve (bianco e nero, iran, cartone animato…) e probabilmente non s’aspetta di vedere un capolavoro se non sa bene cos’ha di fronte.
Però poi finisce che chi un po’ di fiducia ce l’ha, lo va a vedere e non se ne pente, mentre chi invece non ci crede più di tanto cambia sala e si spara 118 minuti di Muccino (il Muccino sbagliato ovviamente).
Il piccolo gioiello d’animazione tratto dal fumetto (o graphic novel se preferite) di Marjane Satrapi a me -spettatore medio- tanto per cambiare trasmette due morali fondamentali.
a) per chi ancora vede il fumetto come mezzuccio d’intrattenimento minore, quest’opera d’arte naive e moderna dimostra il contrario, mischiando biografia, storia, morale e sottile umorismo.
b) Ah Valerio Caprara, tu non sai quanto sei in errore quando dici quel che dici. Ogni singolo passo di progresso va difeso con il sangue e con i denti, perché la società non è mai abbastanza acculturata da essere immune a ritorni di oscurantismo. Mai. L’inizio dell’era dei lumi doveva essere la fine di tutti i mali, ma così non è stato. L’inizio del XX secolo pure, ma due guerre mondiali e totalitarismi hanno dimostrato il contrario. In questo mondo occidentale dove tutto sembra conquistato per sempre, diamo troppe cose per scontate, dimenticandoci che c’è sempre bisogno di battersi, anche per le cazzate. L’Iran del film ne è l’esempio, ma la mente corre al presente, ai telegiornali e ai paesi europei a forma di stivale. A nazionalismi e a fanatismi, verso una libertà fittizia che porta solo ottusità e oppressione.
Persepolis, un film davvero per tutti.

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(video segnalato tanto per cambiare dall’ineccepibile e onnisciente Hytok)

Mi preme sottolineare un passaggio di questo filmato:
«Ma lei… si sente discendente da uno scimpanzé?! Io no.»
Cardinale Renato Martino

Io di sicuro non mi sento discendente da un Cardinale.

COMMENTI CHIUSI
COMMENTI APERTI
Mi sembra che le acque si siano calmate abbastanza per poter riaprire il discorso.
Dopo aver saputo della volontà di partecipare alla discussione di due persone di differenti “schieramenti” (che al post non hanno ancora commentato), riapro i commenti precisando che non saranno accettati attacchi personali e precisando inoltre che tutti i partecipanti alla discussione si sono già più volte scusati per i toni troppo accesi e per gli attacchi diretti. Confido in voi e nel vostro buon senso. Chiedo scusa per non averli riaperti prima, ma secondo me la condizione di tranquillità non era ancora stata raggiunta.

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