Ma perché questo non uccide l’altro?

Postato da Quad il 26 agosto 2010
Categoria: fumetti

Ok, considerate questo periodo di sospensione del blog come una vacanza. Non avevo nulla da dire. E quando ce l’avevo non avevo voglia di metterla su tastiera. Anche se ci sono ancora un po’ di giorni di ferie da consumare, posso dire finito il periodo di chiusura estiva.
L’argomento di oggi verte sui massimi sistemi che governano il mondo. Un argomento delicatissimo che credo presto sarà preso in considerazione da Barack Obama e Medvedev, che Sarkozy ha accuratamente ignorato e che già Berlusconi in passato ha cercato di risolvere.
L’argomento, come molti avranno capito, è la continuity Marvel.

PUNTO NUMERO UNO
Ecco… sto leggendo X-Men: Nuovi Mondi, un volume che raccoglie storie di un po’ di anni fa ma che io – essendo lettore Marvel da pochi anni e un non grande estimatore degli X-Men – non avevo ancora letto.
Uno dei protagonisti è Xorn, un mutante con una stella al posto della testa. Siamo nel 2002. Tra circa un anno scopriremo che non esiste nessuno Xorn. Sotto quella maschera si cela Magneto, proprio quel supercattivo dominatore del magnetismo e tanto noto da comparire anche nel film.
Il problema sta nel fatto che Grant Morrison non è stato onesto. Non vale fare uno scherzo del genere. Ecchediamine! In questo volume siamo lettori onniscenti: vediamo i pensieri di Xorn e leggiamo quel che pensa. NON È MAGNETO, quello. Parla tra sé, vediamo i tipici baloon di chi si sta producendo in un monologo interiore, senza testimoni e senza nessuno che lo possa ascoltare. In questo modo le tavole che leggiamo ci descrivono sentimenti ed emozioni… Ma a che pro? A nessun pro. Xorn, e Morrison stesso, ci stanno ingannando clamorosamente. E tralascio quel che succede dopo al povero Xorn perché le cose si fanno ben più complicate, e alcune di queste ancora non le ho lette. ldm segnala questo riassuntone esplicativo di quanto hanno incasinato il tutto.

PUNTO NUMERO DUE
Ieri leggevo invece Daredevil. Brubaker ci dice che a New York il Gufo sta uccidendo i gangster rivali per avere il monopolio. Eppure su Spider-Man quello che ha già il monopolio e dovrebbe a rigor di logica essere il rivale numero uno del Gufo è Mr. Negative. Perché non se la danno di santa ragione?
Misteri delle serie americane.

Libri letti – giugno 2010

Postato da Quad il 25 luglio 2010
Categoria: libri

Con quasi un mese di ritardo, arriva il post riassuntivo delle rece su Anobii. In settimana arrivano forse anche i fumetti.

“Figlio di Dio”, Cormac McCarthy: 3/5. È un po’ come nei sogni (o meglio negli incubi) quando ti vedi risucchiato in un vortice di eventi incredibili, fai una scelta e poi non puoi fare altro che assecondare la corrente, anche se non ti succede quasi mai, né in sogno né nella realtà, di ritrovarti a scopare cadaveri di donna.
A Ballard invece capita anche questo. E la cosa incredibile, con la scrittura di McCarthy, è che tu ti senti pure in empatia con il protagonista, non importa se lascia decomporre un cadavere in soffitta o ammazza una ragazza innocente: tu (tu impersonale, eh) in alcune parti di libro ti senti lui. E tifi per lui, quasi come se fosse il buono, braccato ingiustamente dai cattivi di turno. Non è così, lo sai, ma non ci puoi fare nulla.

“Ho freddo”, Giancarlo Manfredi: 4/5. Arrivato circa a pagina 350, penso seriamente che questo sia il miglior romanzo che leggerò nel 2010. Non sono né pazzo né esagerato. Manfredi tesse una trama di medicina e storia lanciando nel mucchio qualche spiraglio metafisico, quasi sempre spiegabile razionalmente con diagnosi mediche non ancora precise, illusioni collettive, superstizioni e fenomeni naturali al di là della comprensione dell’uomo di fine ’700 inizio ’800.
Poi però si perde per strada (e con la strada anche una stellina) verso la fine. Il romanzo è in pratica l’insieme di tre episodi separati. Tre situazioni che Jan, Aline e Valcour affrontano e che – è bene specificarlo perché la copertina fa pensare ad altro – poco hanno a che fare con l’horror e i vampiri (non che sia un male!). L’unica cosa che li lega è una maledizione scagliata su una famiglia defunta qualche decennio addietro. Il problema è però che questo trait d’union è molto labile, a tal punto che a volte fai fatica a ricordarti dei dettagli utili; un legame che, secondo me, avrebbe dovuto essere marcato di più.
Comunque sia, a parte questo piccolo appunto, un ottimo romanzo.

“Il fuggiasco”, Massimo Carlotto: 4/5. Una storia personale incredibile. Puoi vivere fino a 100 anni, ma difficilmente vivrai tutto quello che ha vissuto Carlotto.

Dix

Postato da Quad il 24 luglio 2010
Categoria: fumetti

Un finalone da ricordare, una serie praticamente senza sbavature, disegni e sceneggiature sempre all’altezza. Solo un numero, verso la metà, non mi aveva convinto. Per il resto, fantastico.
Jan Dix e la sua serie sono giunti all’epilogo e il finale (forse l’albo più “napoleonico” della serie) lascia intendere che, a differenza di Demian, di speciali annuali non ce ne saranno.
Meglio di Demian, meglio di Caravan, meglio di quel poco che si è visto di Cassidy e forse addirittura meglio di Volto Nascosto. Per quanto mi riguarda, eleggo Dix la miglior miniserie di casa Bonelli.
Concordo con quanto detto da Sundance Kid: Dix è veramente un fumetto da consigliare.

I write like…

Postato da Quad il 15 luglio 2010
Categoria: internet, link

I write like
Charles Dickens

I Write Like by Mémoires, Mac journal software. Analyze your writing!

Secondo questo sito, io scrivo come Charles Dickens. Provate anche voi.
Il sito analizza la vostra scelta di parole e lo stile di scrittura comparandolo con famosi scrittori. Funziona con qualsiasi testo, purché sia in inglese. Va bene con pezzi di post, capitoli di romanzi, raccontini. L’importante che sia nella lingua di Albione, quindi prima passate da Google Translate e vedete un po’ se vi piace. Se anche a voi verrà fuori Dickens, probabilmente il vero Dickensiano sarà il traduttore di Google.

I parassiti dell’informazione: L’Altra Notizia

Postato da Quad il 13 luglio 2010
Categoria: giornalismi, internet

Il diritto all’informazione è un diritto insindacabile. Importante oggi più che mai e difeso strenuamente da tutti gli esseri amorfi dal centro-sinistra in giù: Popoli viola, popoli imbavagliati, pomodori rossi, Di Pietro. Tutti a difendere il diritto di cronaca e il diritto di informarsi. Tutti, compresi i blog parassiti. E questo post nasce per lanciare un’accusa di inutilità ai blog parassiti, che fanno informazione copiando gli articoli dei giornali veri e ci guadagnano pure qualche euro.

Tutto è nato dal fatto che a me, questa notizia, pareva di averla già letta da qualche altra parte. E in effetti era così. “Il generale Mori e Cosa Nostra l’accusa è concorso esterno”. Articolo di Nicola Biondo su L’Unità. Fonte non segnalata, riproduzione totale.
A questo punto mi sono incuriosito con altri post del blog L’Altra Notizia. Ne ho scelti due a caso.
“Padova. Pestati davanti al bar perché gay”. Articolo tratto da Mattinopadova.it. Fonte segnalata, riproduzione totale.
“Travaglio e stipendi in Rai: prendo meno dell’ultima gamba destra di una soubrette”. Articolo tratto da Corriere.it. Fonte segnalata, riproduzione totale.
Vabbè, ma sarà sempre così? Ieri, per scrivere questo post, ho dato un’altra controllata. Tutti i post pubblicati ieri.
1) Eolico, indagati Dell’Utri e Cosentino “Carboni voleva influenzare i pm del G8″. Articolo tratto da Repubblica.it. Fonte segnalata, riproduzione totale.
2) “«Falcone e Borsellino falsi eroi» Gruppo Facebook, denunciati autori”. Articolo tratto da Corriere.it. Fonte segnalata, riproduzione totale.
3) “Casalesi e politica, arrestato l’ex consigliere regionale di Mastella”. Articolo tratto da IlFattoQuotidiano. Fonte segnalata, riproduzione totale.
4) “Giocare alla guerra per tre settimane? Paga lo Stato”. Articolo tratto da IlFattoQuotidiano. Fonte segnalata, riproduzione parziale.

L’Altra Notizia è un non-sito e un non-blog. Non crea, almeno ad una prima indagine, contenuti propri. Copia e incolla articoli altrui. E in più ci mette la pubblicità. Molta pubblicità. Persino popup! 40.000 fan su Facebook.
Cosa? Perché ce l’ho con L’Altra Notizia? No, non ce l’ho con l’Altra Notizia. Semplicemente non lo considero un comportamento molto corretto copiare gli articoli altrui (a volte senza citare la fonte) e guadagnarci pure.

Up & Down: Calcio, Mondiali Sudafrica 2010

Postato da Quad il 12 luglio 2010
Categoria: Up & Down, sport

Up

  • Spagna. Hanno vinto. Vorresti mica metterli tra i Down?
  • Uruguay. Ha sfiorato il titolo. Sorpresona.
  • Germania. Terza ma con un brillante futuro davanti.
  • Dunga, Maradona, van Marwijk. C’è chi critica lo stile dei primi due. Io li ho trovati elegantissimi. Un esempio di stile ed eleganza.
  • Paraguay. Comunque sia è andato ben oltre le aspettative…
  • Giappone. Non è ancora la nazionale di Holly e Benji ma viene su bene.
  • Corea del Sud. Hanno fatto meglio dei cugini, ma questa volta non avevano Moreno dalla loro.
  • Sudafrica. Da organizzatori del mondiale, sfumano il tradizionale passaggio di turno, ma ottengono una storica vittoria contro la Francia che sarà ricordata negli annali.
  • Messico. Rosetti ci ha messo lo zampino, ma gli ottavi dovrebbero già essere un buon risultato.
  • Stati Uniti. Anche loro continuano a migliorare. Vincere un Mondiale, per noi, sarà sempre più difficile.
  • Ghana. Unica africana a passare il turno e ad arrivare ai quarti.
  • Honduras. Non pervenuta. Ed è già un risultato.
  • Cile. Ha fatto la sua figura a seguito del black out del dopo Salas-Zamorano.

Metà e metà

  • Inghilterra. Non ho visto nemmeno una partita dell’Inghilterra. Mea culpa.

Down

  • Francia. C’erano due squadre in spogliatoio. Sono riusciti nel difficile compito di arrivare ultimi del girone. E ricordiamoci di Trapattoni!
  • Svizzera. Pazzesco. Unica squadra a battere la Spagna. Poi però la deriva.
  • Brasile. Fuori quasi subito. Che godimento.
  • Olanda. Tifavo Olanda, ma in finale hanno saputo farsi odiare da tutto il mondo. Chi ha detto De Jong?
  • Argentina. Sembrava imbattibile, e invece…
  • Grecia. È giustamente tornata nel limbo delle merdine.
  • Corea del Nord. Alcuni giocatori pensavano che il calcio fosse il cricket.
  • Portogallo. Siamo (quasi) tutti capaci a fare gli spacchiusi contro la Corea del Nord!
  • Le africane (Nigeria, Algeria, Camerun, Costa d’Avorio). Il continente nero è fermo al palo. Tranne Ghana, tutte fuori subito.
  • Italia. Ovviamente.

La nuova Strada in salita

Postato da Quad il 10 luglio 2010
Categoria: blog bio

Ho intenzione di intensificare un po’ le pubblicazioni. Ci ho pensato a lungo e, visto che scrivo sempre meno, ho pensato che o mi do una mossa o la pianto qui e campo di soli Twitter, FriendFeed & Tumblr. Prima di piantarla, direi che potremmo almeno tentare di scrivere qualcosina in più, no? A chiudere bottega c’è sempre tempo e poi non mi sento ancora pronto ad abbandonare questa mia creaturina.
Per aumentare il numero di post, pensavo però di chiedere consiglio ai quattro gatti-amichetti soliti che bazzicano su queste pagine. Cosa scrivere su Lastradainsalita?
Pensavo di rendere settimanali alcuni post che avevo pubblicato tempo fa:

  • Week News, un post contenitore che riassume tutte le news della settimana. Sì, ma quando pubblicarlo? Alla domenica? Al venerdì? Al lunedì?
  • Recensioni, almeno una a settimana, magari facendo la summa dei libri del mese su Anobii, dei film e dei fumetti visti.
  • Un raccontino a puntate come ai bei tempi? Magari finire quel “Ventennio” che sembrava essere partito così bene e di cui Hytok attende ancora una conclusione?
  • Up & Down. Ne sto preparando uno sui mondiali di calcio. Anche questo potrebbe diventare una rubrica settimanale. Lunedì?
  • Quattro rubriche, dunque, per quattro giorni. E nei restanti tre giorni, si può scrivere di altro: attualità, politica e quel che capita.
  • Una nuova veste grafica, che questa mi ha stufato.

Poi? Cos’altro? Si accettano suggerimenti.

Nothing important happened today

Postato da Quad il 9 luglio 2010
Categoria: attualità

Oggi mi sono alzato e sono andato al lavoro. Ho fatto le mie ore e poi sono tornato a casa. Ero felice. Oggi non hanno ucciso nessuno, non ci sono stati attacchi terroristici, non ci sono state truffe, soprusi, reati di ogni sorta, discriminazioni, ingiustizie. Nessuno mi ha parlato di emarginati, diversi, reietti, sfortunati, poveri, ricchi, assassini, politici. Nessuno mi ha detto di stragi ambientali, disastri naturali, lavoro precario, convergenze infauste.
E tutto perché oggi i giornali non c’erano.
Oh, non è poi così male non sapere un cazzo di quel che succede nel mondo. Non è per niente male. Nulla di importante è accaduto oggi. Basta crederci. Basta riuscire a crederci.

Dell’Utri

Postato da Quad il 29 giugno 2010
Categoria: giornalismi

Mioddio. Stavo guardando Crossing Jordan e mi becco il lancio del TgLa7. Parole chiare e nette: “Condannato in appello Marcello Dell’Utri per concorso esterno in associazione mafiosa.”
Non mi è mai piaciuto Crossing Jordan, quindi mi salto il finale e penso bene di farmi la rassegna dei tg. Guardo gli ultimi minuti della D’Urso e becco il Tg5: “Condannato Marcello Dell’Utri. Pena ridotta di due anni”.
Passo al Tg1: “Pena ridotta di due anni a Marcello Dell’Utri. Assolto per la trattativa Stato-Mafia perché il fatto non sussiste”. In pratica – ascoltando solo il Tg1 – sai perché gli hanno tolto due anni di pena, ma non sai per quale diamine di reato sia stato condannato.
Ricordo i bei tempi in cui Beppe Braida prendeva in giro i Tg italiani. Partiva dal neutrale Tg1. Passava al Tg5 diventando più parziale, e sfociava nell’ossequiosità del Tg4. Già, sembra un secolo fa. Mamma mia come cambiano i tempi.

Up & Down: Nazionale Italiana

Postato da Quad il 26 giugno 2010
Categoria: Up & Down

Up

  • Buffon. Sappiamo che è bravo, e quel poco che doveva fare l’ha fatto. Poi si è fatto male e meritava l’Up già solo per l’energia impiegata nell’incitare i compagni dalla panchina.
  • Chiellini. L’unico bravo là dietro.
  • Marchetti. A parte quello col Paraguay, i gol se li è presi tutti lui. Ma non è colpa sua. Un Up forse poco meritato ma che chiarifica la sua non colpevolezza sull’eliminazione.
  • Quagliarella. Non sono convinto fosse la panacea della Nazionale. Per me, con 270 minuti sulle spalle, sarebbe stato inutile tanto quanto coloro che hanno giocato. Però, per quel poco che ha giocato, si è meritato la sufficienza.
  • Zambrotta. E chi metti al posto suo? Salvato.
  • Pazzini. Up per simpatia e discorso simile a Quagliarella. Non si può giudicare un mondiale da 30′ giocati.
  • Pirlo. Con lui è un’altra Nazionale. Pirlo forever.
  • Montolivo. Ci credeva, ma non è all’altezza di Pirlo. Io li avrei provati insieme.

Metà e metà

  • Gattuso. Giocatore da un solo tempo. Non mi ha convinto ma non merita accuse.
  • Camoranesi. Testa calda, pericolosissimo schierarlo, eppure… sempre meglio che Marchisio.
  • Palombo. Non pervenuto.
  • Bocchetti. Avesse giocato potremmo giudicarlo.
  • De Sanctis. Sv anche per il terzo portiere.

Down

  • De Rossi. Due gol presi sono sua responsabilità.
  • Maggio. Mamma mia che scandaloso.
  • Criscito. Inconsistente.
  • Cannavaro. Anziano. Purtroppo non è più quello del 2006.
  • Marchisio. Bocciato con la Nuova Zelanda… Ripeto: “con la Nuova Zelanda”.
  • Iaquinta, Di Natale, Gilardino. Insufficienti, ciascuno a suo modo.
  • Pepe. Parte piuttosto bene ma conclude nell’inutilità. Riecheggeranno nelle sue orecchie (credo per anni) gli insulti nei suoi confronti per l’erroraccio sotto porta verso lo scadere di Italia-Slovacchia.
  • Lippi. La responsabilità è tutta sua. Convocazioni sbagliate, formazioni sbagliate, tattiche sbagliate. Siamo tutti allenatori in Italia, vero, ma sui suoi errori non si discute.

Lo spam fa progressi

Postato da Quad il 25 giugno 2010
Categoria: blog bio, internet

Questo è il nuovo best commento degli spambot approdato su La strada in salita. Notare la conclusione di classe.

Ciao, grazie per la visita e il commento sul mio blog, il tuo blog è molto buono, ho sempre visitare adesso. buona giornata e un grande fine settimana. pompini.

RTL 102.5

Postato da Quad il 20 giugno 2010
Categoria: tv

Grazie alla Gialappa’s, Rtl 102.5 è riuscita a entrare nel mio autoradio. Posizione 6. E a quanto pare, tra diritti per i mondiali e l’acquisizione del magico trio, il balzo in avanti non lo ha fatto solo col sottoscritto. Guardate ad esempio le statistiche Alexa riguardanti il sito di Rtl: un’impennata proprio in occasione dell’inizio dei mondiali di calcio.

C’è però una pecca.

(da Wikipedia) RTL 102.5 è inoltre una delle emittenti radiofoniche più attive nell’ambito della tecnologia.

Così attiva nel campo tecnologico che se ascolti la radio via web e guardi RaiUno hai un minuto buono di differita. Ieri sera il gol della Danimarca in radio l’hanno detto con due minuti di ritardo. Troppo! Diciamolo, più che i diritti radiofonici, la differenza la fa la Gialappa.

Intercettazioni quotidiane

Postato da Quad il 12 giugno 2010
Categoria: attualità

Sembra quasi brutto non scrivere due righe sulla Legge Bavaglio. La bella ed efficace copertina di Repubblica racchiude in sé un messaggio importante, ma ne trascura un altro, forse ancora più fondamentale.
Contrarissimo al divieto di pubblicare gli atti delle inchieste, penso che la parte più deleteria di questa legge sia quella relativa alle intercettazioni.
Come scrive Sara, “I media in questi giorni stanno dedicando molto spazio alle questioni legate alla giustizia (la cui effettiva gravità o leggerezza mi pare difficile però da capire per le persone normali)” e da giornalista non posso  considerarmi una “persona normale” al 100%.
Il problema secondo me maggiore è l’incidenza non tanto sugli eclatanti casi di mafia o di coinvolgimenti politici, ma sui casi quotidiani, di piccola e invisibile criminalità. Niente microspie, quasi nessuna intercettazione per reati minori. Eppure sfogliando la cronaca si dovrebbe capire quanto questi sistemi d’indagine siano radicati e fondamentali.
Parlo per esperienza: non solo articoli di giornale ma comunicati vergati direttamente dalle forze dell’ordine (tutte, Carabinieri, Polizia, Finanza) che ricordano sempre, puntualmente, l’importante contributo dato dalle intercettazioni, sin da quando giravano le prime voci sulla loro sopressione. Si tratta sempre di indagini lunghe. Gli arresti più frequenti sono sempre frutto di un anno, a volte anche due anni, di indagini. Per fare un esempio, la data più frequente di inizio indagini per gli arresti di maggio 2010 era “settembre 2008″, un anno e mezzo di indagini: nulla a che vedere con i 75 giorni di intercettazioni consentite dalla nuova legge. Indagini così lunghe per poter scoprire e sgominare non il singolo reato ma le reti di criminali, magari non considerabili “criminalità organizzata” ma pur sempre con ganci a vari livelli, dal pusher di quartiere che compra la merce a Porta Palazzo, al venditore di droga che la compra da qualche spagnolo, al trafficante che la importa dalla Spagna. Dal ragazzino che ruba il motorino, all’altro che gli cambia la targa, all’altro che lo porta dall’altra parte della nazione per farne sparire le tracce. Sempre, quando si parla di criminalità, si sottintende una rete criminale. Ecco, la prima conseguenza dell’uso limitato delle intercettazioni sarà proprio questa: dimenticatevi i consueti lanci giornalistici tipo “sgominata banda” o “arrestato gruppo di criminali” in tg e giornali. Se continuerete a sentirli, sappiate che potrebbero non essere del tutto veri.

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