D&D – Lords of Madness
Uno dei pezzi, IMO, più belli della nuova serie di miniature di D&D, Lords of Madness. La creatura in questione è un alacorona (livello 26).
Uno dei pezzi, IMO, più belli della nuova serie di miniature di D&D, Lords of Madness. La creatura in questione è un alacorona (livello 26).
È da tempo che ce l’ho sul pc. L’ho fatta per buona parte dei telefilm che ho seguito, ma ora pensavo di condividerla con tutti coloro fossero interessati a catalogare in qualche modo le serie televisive.
L’idea è semplice: un indice che raccoglie in un foglio di excel tutte le puntate divise per stagione, con la possibilità di inserire dati relativi al formato in proprio possesso, presenza di tracce audio o video, senza dimenticare i dati più personali come l’esatta ubicazione del file (su quale hard-disk, ad esempio) e se l’episodio è già stato guardato.
Qui di seguito è possibile scaricare il file excel di base e quello già compilato per la serie “Castle, detective tra le righe”.
Attenderò con piacere riscontri e suggerimenti!
Castle, detective tra le righe
Finalmente posso guardare il Tumblr senza pericoli. Credo che Inception sia stato il film più spoilerato di Tumblr nel corso del 2010.
Tantissime immagini strepitose che raccontano a mo’ di grafico la trama, ma tutte, nessuna esclusa, che metta al riparo dagli spoiler.
Divertitevi! Ma mi raccomando… prima guardate il film!
Non pensavo -giuro- e invece è possibile: esiste un fumetto più brutto di Khor. Mio Dio, ma quanto è brutto Radairk?
Persino peggio (sì, sul serio) di Factor V! Sono convinto che la trama di Radairk, al termine del sesto numero, risulterà essere più che buona, sono altrettanto convinto che i disegni si manterranno per tutta la serie oltre la sufficienza (i disegni di quest’albo sono molto buoni, ma la carta è così pessima che a risentirne di più sono in prima istanza i colori, poi, subito dopo, i disegni)… ma ‘sto numero? Che mi rappresenta? E i redazionali? Chi ha scritto quei polpettoni noioserrimi?
Io Radairk l’ho letto due volte. Il problema, tanto chiaro quanto grave, è che dopo la seconda lettura continuo a non averci capito una sega.

Siamo davvero alla frutta. Ora persino La Stampa si è convertita al “pò”.
Cari uomini che vogliono conquistare le donne, questo post è per voi. È passato più di un anno dall’ultima puntata di Love Guru by Quad&Neru e ora è giunto il momento di mettere nuova carne al fuoco. Neru ha già dato, io invece sono in ritardo mostruoso.
Oggi, cari uomini che vogliono conquistare le donne, vi farò diventare degli uomini che conquistano. Siete pronti? Bene, procediamo. Quad se ne va un attimo in bagno e al suo posto arriva il Love Guru, l’uomo che tutto sa e tutto conosce di quella strana sensazione che voi giovani chiamate ammore.
I consigli di questa lezione sono solo cinque, ma sappiate che sono uno più fondamentale dell’altro!
Punto primo. Ferradini era un coglione. Aò! Macché “trattala male”! Trattala bene! Ricordi quel che diceva il cantante? Non ascoltarlo. “Prendi una donna, trattala male, / lascia che ti aspetti per ore, / non farti vivo / e quando la chiami / fallo come fosse un favore / fa sentire che è poco importante, / dosa bene amore e crudeltà, / cerca di essere un tenero amante / ma fuor dal letto nessuna pietà.” Tutte fregnacce. Se la tratti male, a meno che non sia una ciospa depressa con la sindrome dell’idolatrìa maschile, ti pianterà in asso.
Punto secondo. Ferradini era un Love Guru. Che poi, povero Ferradini, lui lo dice che le sue sono fregnacce, ma tutti si ricordano solo le prime 2 strofe. Della terza non si ricorda mai nessuno: “No caro amico, / non sono d’accordo, / parli da uomo ferito / pezzo di pane… lei se n’è andata / tu non hai resistito… / Non esistono leggi in amore, / basta essere quello che sei, / lascia aperta la porta del cuore / vedrai che una donna è già in cerca di te.”
Punto terzo. Ricordati che devi morire! Potevo dire Carpe Diem, ma negli ultimi 3000 anni si è un po’ abusato di questo motto. Ricordati che devi morire, ricordati che ogni lasciata è persa, ricordati che ogni volta che “poi roviniamo l’amicizia”, “non ci provo perché [UN MOTIVO A CASO]” quella volta non tornerà più. Rovina tutto, se c’è da rovinare. Meglio aver rovinato che vivere nell’illusione che, forse, la tua vita sarebbe stata diversa.
Punto quarto. Ti piace vincere facile? Siamo alla prima uscita.
Love Guru: Dove la porti?
Adepto: bsbsbs.
Love Guru: Come? Come dici?
Adepto: bsbsbs.
Love Guru: Eh?
Adepto: Alla fabb…. crois…. aringhe.
Love Guru: Parla più forte! Hai detto “Alla fabbrica di croissant salati e aringhe”?
Adepto: Sì.
Love Guru: Perché?
Adepto: Per provare.
NOOOOOOOOOOOOOO. Mai azzardare. Mai. Questa sera, caro uomo che vuole conquistare le donne, tu non sei in trasferta culinaria per provare piatti esotici che non sai ancora se ti piaceranno o meno. Questa sera sei fuori per conquistarla. Portala in un posto che non conosce, ma che tu invece conosci bene. Portala dove sai che gli gnocchetti al castelmagno sono da infarto, dove la piadina è romagnola doc, dove il kebab (se le piace) ha un’interessante variante con le olive verdi che quando le mordi ti convertiresti all’islam all’istante. Mai improvvisare. Non dire “proviamo quella pizzeria lì che non ci sono mai stato”. Mai.
Punto quinto. Eau de carciofòn. E prima di incontrare la tua bella, spruzzati un buco di ozono addosso usando il più carico e pesante deodorante maschio da uomo dal fragrante aroma di uomo selvatico morto. Mi raccomando, nulla che abbia il ph neutro. Come dici? No, non serve per deodorarti le ascelle. Serve per uccidere le zanzare. Una spruzzata di quello e la serata scorrerà liscia senza fastidiosi insetti. Come avrai capito dalle righe poco sopra, evita di ricoprire le tue ascelle con quella sostanza. A differenza di quel che fanno vedere in pubblicità, le donne non apprezzano molto quegli arditi accostamenti olfattivi.
Promozione autunnale: Diventa anche tu Love Guru! A breve i corsi tenuti da Quad&Neru per diventare Love Guru con la L e la G maiuscole!
Qui le altre due puntate precedenti. Ma attenzione! Presto i contenuti di Love Guru potrebbero diventare a pagamento! Prenota un posto in prima fila al corso Diventa anche tu Love Guru!
PER LA SERIE: SU INTERNET C’ERA ROBA DIVERTENTE ANCHE PRIMA DELL’ARRIVO DI FACEBOOK, MA MOLTI ALL’EPOCA LO IGNORAVANO E CONTINUANO A IGNORARLO.
Molti li conosceranno già: sono i Crazy Frog Brothers, che ballano cantano e mimano la hit della rana pazza del 2005. Sono, non c’è bisogno di dirlo, strepitosi. Come tutti i fenomeni di internet, sono poi nati molti video che riprendono l’originale e lo sviluppano con qualche divertente modifica.
Il controllo dell’autenticità delle notizie che si stanno per pubblicare o che sono già state pubblicate, in Italia, è quasi del tutto inesistente. Oltre oceano, ovviamente, è un modo di lavorare ben più radicato. Il punto di riferimento made in Italy per il fact checking è sicuramente factcheck.it, che qualche giorno fa ha fatto notare come l’improvvisa polemica per la moschea che si vorrebbe costruire a Ground Zero non ha senso di esistere. Anche perché, come rincara il Post, la moschea non sarebbe IN Ground Zero ma a due isolati di distanza, in un luogo in cui già si officiano delle cerimonie islamiche.
Factcheck.it:
Il New York Times pubblica un articolo di fact checking per smontare buona parte della retorica utilizzata da democratici e repubblicani per protestare contro l’ipotesi di costruire un luogo di preghiera islamico vicino a (e non dentro) Ground Zero:
A New York imam and his proposed mosque near ground zero are being demonized by political candidates — mostly Republicans — despite the fact that Islam is already very much a part of the World Trade Center neighborhood. And that Muslims pray inside the Pentagon, too, less than 80 feet from where terrorists attacked. And that the imam who’s being branded an extremist has been valued by both Republican and Democratic administrations as a moderate face of the faith.
Il Post pubblica un documento di Associated Press:
Il luogo proposto per il centro islamico e la moschea non è a Ground Zero, ma due isolati più a nord in un’area commerciale. Dovremmo continuare a dire che è “vicino” a Ground Zero, o a due isolati da lì.
Buongiorno a tutti. Oggi posterò un articoletto che attende la pubblicazione da circa un anno. Me lo aveva chiesto un amico, ma non ho mai il tempo per metterlo a posto e finirlo una volta per tutte. Ho rimandato per settimane e mesi, nell’attesa di trovare un minimo di tempo da dedicargli, ma alla fine è sempre finita in un nulla di fatto: il lavoro rimane incompleto con numerosi buchi ancora da riempire. Ora però voglio pubblicarlo lo stesso, malgrado le molte lacune ancora presenti. Magari, con l’aiuto di qualche lettore, possiamo arricchirlo e renderlo più completo in un secondo momento.
In questo meraviglioso video si enunciano tutti i meriti del Fascismo.
Ok.
Il video ha però un problema di fondo. Un ENORME problema di fondo. Il problema non è affatto da poco perché verte in generale sul periodo storico mondiale in cui è nato e morto il fascismo. Fin qui ci siamo? Bene.
Passiamo al problema in sé. L’Italia fascista ha ottenuto dei buoni passi in avanti in certi ambiti del progresso, questo è vero, ma siamo sicuri che sia merito del Regime in vigore in quel periodo?
Faccio un esempio casereccio, poi passeremo ad analizzare il video.
Prendiamo internet. Sarebbe un po’ come se Berlusconi, domattina dicesse “Io all’Italia ho portato internet” solo perché il 90% della popolazione durante i suoi Governi si è dotato di internet. No, questo non significa portare internet. Soprattutto perché la stessa identica cosa è accaduta in tutte le nazioni occidentali in un certo qual modo assimilabili al tenore di vita italiano. Come tutti ben sapranno, rimanendo nell’esempio in questione, l’Italia non figura nei paesi più avanzati per quanto riguarda internet… anzi, la copertura, la velocità e le tariffe la mettono piuttosto indietro nelle classifiche. Dunque? Dunque è errato dire che internet sia merito del Governo, concordate?
Capito dove voglio andare a parare? Bene. Ora passiamo in rassegna i punti.

Quattro stellette su cinque.
La trama: Maxwell Sim ha un po’ di problemi. C’ha la depressione. È un quasi divorziato, un quasi disoccupato, un padre disadattato, un marito disadattato e un figlio disadattato. È pure collega, amico, conoscente, ospite, ma sempre disadattato.
Poi un bel giorno il destino lo mette su una strada (metaforica ma soprattutto catramosa) attraverso lo United Kingdom, con come destinazione le lontane Shetland. Lungo questa strada incontrerà strani individui che lo aiuteranno ad andare sempre più a fondo nel suo vero Io e che lo illumineranno su alcuni episodi del suo passato.
Detto ciò, passiamo al giudizio. Fare peggio era impossibile: “La pioggia prima che cada” era una virata brusca dopo un’incetta di capolavori. E lo dice uno che ha dato il massimo dei voti a “Circolo chiuso”, un Coe che non è piaciuto a tutti.
Trovarsi di fronte a un altro dei grandi capolavori dell’autore era una speranza, forse con scarse possibilità, ma abbastanza realizzabile, dati i trascorsi.
Capolavoro, purtroppo, non è. Coe ritorna sui suoi passi imparando dagli errori dell’ultimo libro, ma ricalca un po’ troppo le strade già battute, le piacevoli variazioni, le casualità mai per caso. A ogni bivio, però, ti mette la freccia lampeggiante con troppo anticipo, e quello che negli altri libri era uno spiazzante colpo di scena, qui è il naturale passaggio successivo.
I personaggi sono belli, eppure non meravigliosi. Al centro della scena abbiamo solo lui, Maxwell Sim, protagonista sfigato e semplice di una storia in bilico costante tra divertimento e dramma. Intorno a lui, alcuni comprimari sfumati ma intensi, come il padre silenzioso, Poppy che registra l’audio degli aeroporti, lo scrittore metaromanzesco e l’intellettuale Roger, un londinese d’altri tempi col piglio di Lord Byron e la determinazione di Sherlock Holmes.
Sullo sfondo c’è la crisi economica odierna e la new wave ecologica, ma è più lontana, più impalpabile delle ricostruzioni dei decenni passati. L’ambiente che lotta contro le multinazionali non è che un piccolo ingrediente di poco conto per l’ecosistema del libro. Quando si tratta di sentimenti, invece, le cose vanno molto meglio. Max è spendidamente instabile, confuso, insicuro, a tratti folle. Un bel personaggio che – anche se con difficoltà – riesce a guidarci per tutto il libro senza farci cadere l’attenzione.
Insomma, un libro che oscilla molto nel giudizio, ma che non merita un voto mediocre. Questo “4 stelle” è dato per la stima, per la fiducia e perché comunque l’avventura di Maxwell Sim è un buon libro. Io però da Coe mi aspetto di più. Molto di più.