Santo Domingo – Burgos

Posted by Quad on 1st, 2007

Diario di Fabio
Oggi dovevamo alzarci presto per poterci fare 70 km in tranquillità, ma quando ci svegliamo i nostri occhi vedono una distesa di letti vuoti.
Partiamo in fretta e furia visitandoo dopo pochi minuti la dolce Granon.
Cerchiamo il sello ma la chiesa è deserta. Il cielo promette male. (In questo punto nasce la celebre frase “tutti all’abazia”) Per strada incontriamo (anzi… ci raggiunge come un treno) Cristian, che ci rivela che ieri si è fermato a Nàjera (cioé 20 km dopo Logroño, la tipica tappa di un pellegrino a piedi).
Perché? Lui ci dice “per farsi una tappa di riposo” e oggi spararsi una da 100 km, ma è chiaro che il vero motivo è che s’è fermato a spupazzarsi l’amichetta e oggi gli tocca recuperare.
Parte a tutta birra perché oggi non ha tempo da perdere. Mentre ci sfreccia davanti e ci fa mangiare la polvere, pensiamo che sia un vero latin lover.
Dopo Ventosa inizia il temporale che ci farà prendere la decisione di lasciare perdere il sentiero almeno per un po’. Purtroppo, come dice anche la guida, i sentieri con la pioggia diventano impraticabili per le biciclette.
A Belorado facciamo scorta di viveri e quando stiamo per partire un Cristian nascosto sotto un portico ci chiama: “HOLA FAVIO!” (Lui crede che io mi chiami così, o forse non sa ben pronunciare la B).
“”Niente pioggia oggi!” Mi prende per i fondelli perché io stamattina gli avevo detto che la CNN dava nuvoloso sia a Logroño che a Burgos.
Partiamo per la statale: superiamo Villafranca e ci facciamo la lunga salita dell’Alto de la Pedraja (più alto sull’asfalto che sul sentiero).
Arriviamo fino all’incrocio con San Juan de Ortèga e decidiamo di fare una deviazione per vedere il Santuario.
Chi becchiamo? Ma ovviamente Cristian, che, rapidissimo, s’è fatto la Pedraja lungo il sentiero fangoso, partendo dopo di noi e pure arrivando prima! Quest’uomo non è un uomo! Quest’uomo è o un santo o un robot!
Ci propone di seguirlo a Olmos de Atapuerca, ma è davvero fuori strada e gli diciamo che preferiamo tirare dritto per Burgos senza fare deviazioni strane.
Il santuario comunque è molto carino. Contiene i resti di San Juan ed è molto fine e informale, benché sia un posto religioso dalle grandi potenzialità turistiche.
Andiamo fino ad Ages per poi ri-deviare e tornare sulla carretera che ci porterà a Burgos.
Finalmente raggiungiamo il cartello con la scritta BURGOS, ma ci toccano ancora 5 estenuanti km per raggiungere l’ostello ed attraversare tutta la città.
Mi accorgo poi che potremmo non rivedere più Cristian: per sbaglio gli ho detto che domani saremmo andati fino a El Burgo Ranero, ma in realtà lì ci andremo solo tra due giorni.
L’ostello di Burgos è simpatico: baracche di legno dove incontriamo Riccardo e Davide, i due vercellesi. Parliamo un po’ con loro mangiandoci la squisita (squisita per davvero) zuppa d’aglio.
All’albergue ci sono anche le due ragazze/signore che in pratica ci hanno presentato Cristian a Cizur.
Quel giorno si presero il pullman da Cizur a Logroño e oggi hanno fatto sempre in bus da Logroño a Burgos. Ci dicono che domani prenderanno il terzo pullman e faranno Burgos – Santiago. Wow, che camminata!
Da ricordare:

  • le risate con Riccardo e Davide
  • la zuppa d’aglio
  • la tortilla mangiata in città con Basty dopo cena

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