Saint Jean – Roncisvalle

Posted by Quad on 11th, 2007

Prima di partire in bicicletta, passiamo dall’accueil dei pellegrini per farci il nostro primo timbro sulla “carta del pellegrino”. Siamo parecchio emozionati.

dscn1055.JPG Un Basty all’alba
dscn1056.JPG Romantico mare di nebbia
dscn1057.JPG Il castello di Saint Jean
dscn1058.JPG Un arco al castello di Saint Jean
dscn1059.JPG Freddo. Ma perché sono venuto?!
dscn1060.JPG La foschia cede al mattino
dscn1063.JPG Il primo timbro

Entriamo dentro e ci accolgono due anziani signori francesi.
“Italiano? Allora niente timbro. Qui non facciamo timbri agli italiani.”
“Perchè?”
“Materazzi…”
Ovviamente scherzano e dopo quattro chiacchere ci mettono il nostro atteso timbro. I due vecchi ci spiegano la differenza tra la Via Alta e la Via Bassa, due strade parallele che portano a Roncisvalle: la Via Alta è più pietrosa e altimetricamente più elevata, ma con le nostre bici non possiamo farla. Noi dobbiamo fare per forza di cose la Via Bassa, dicono, perché l’altra ha pendenze impossibili e solo i bikers esperti con vere mountain bike possono tentare. Ci congediamo da loro con due frasi rimaste nella storia del viaggio: “Materazzi provocateur!!” ci dicono loro, e Marco allontanandosi dal paese che urla “Oui oui… mais CHAMPIONS DU MOND!!!
Champions du mond che nel corso della mattinata si trasformerà in Jambon du mond e jambon Bayonne (una volta scoperto che Bayonne è la Parma francese, nota in tutto il mondo per il suo prosciutto.

Salto in panetteria per fare provviste e poi in sella per mezzo chilometro in cerca del riparateur di biciclette e motociclette, perché il mio freno a disco non sembra essere totalmente a posto.
Sulla porta d’entrata c’è scritto “apertura ore 10:00″, ma sono le 10:30 e non si vede ancora nessuno a parte un anziano signore scozzese con cui mi metto a parlare. Ha noleggiato una moto e va in escursione per i pirenei, ora è qui per prendersi la moto ma il titolare del negozio di riparazioni (che gli ha detto di arrivare alle 10:00 in punto) è in ritardo di mezzora. Chiediamo alla fioraia lì vicino e lei ci conferma che sì, in teoria apre alle 10, ma a volte arriva parecchio in ritardo.
Sono le 10:45 e finalmente arriva. Prima tocca allo scozzese perché aspetta da più tempo di me. Per provare la moto che deve noleggiare, il meccanico zompa sopra e si fa una scampagnata in motoretta. Ovviamente ci sono problemi (mi sembra ovvio): al momento di firmare il contrattino e di chiarire i dettagli, lo scozzese mi dice che non capisce il francese e il francese dice di non sapere l’inglese. Eccomi quindi in versione traduttore simultaneo in ambo le direzioni. Sono le 11 passate e finalmente tocca a me. Il lavoro da traduttore è andato egregiamente, il francese si è intascato 500 €, lo scozzese è sgasato subito via e mi ha salutato con una mano, con la classe di un lord con il vizio della birra.
Tocca a me. Spiego il problema al meccanico. Sale in bici e fa un giro (evidentemente è un’abitudine…) per poi scendere e dirmi: “mi dispiace ma io non sono molto esperto in biciclette. Non posso fare nulla.”
Questo era l’unico riparatore del paese. L’unico segnalato sulla nostra guida.
Partiamo quindi per il viaggio, destinazione Roncisvalle. Dal nervoso tiro una piedata al freno a disco e lui miracolosamente si mette a posto.
Wow, ho poteri straordinari! Penso per un attimo a Yumbe e alla maledizione che gli abbiamo tirato ieri e mi preoccupo un po’.

Search