Ayegui – Logroño
Diario di Fabio
Colazione ricca e quattro chiacchere con il Toscanaccio. Ci svegliamo con la voce di un inglese incazzato che parla col toscanaccio e chiede notizie della “filarmonica di Modena” che stanotte ha dato spettacolo, ma gli arzilli vecchietti se la sono già data a gambe verso le 5 di notte e sui loro letti non c’è più nulla.
Non abbiamo tempo di partire che arriviamo alla celebre fontana del vino (dove c’è pure una webcam). Basty Senior, padre del Basty Junior, da casa tenta di guardarci online ma purtroppo la webcam non funziona.
Assaggiamo il vino, buono, e io ne prendo un po’ per per pranzo. Nel frattempo arrivano anche Rastaman e Gnocca e tutti insieme ci godiamo la scena di un ubriacone che si riempie una bisaccia intera e diverse borracce. Quando ripartiamo, alla fontana sta arrivando lo slovacco delle viti di ieri.
Andiamo fino ad Azqueta ma poi decidiamo che, a causa di pezzi di sentiero fatti in surplus nei giorni precedenti, oggi possiamo tirare un po’ il fiato e farci solo statale. Poco dopo Azqueta vediamo in lontananza sotto di noi un tizio che dormiva nel nostro ostello ad Ayegui, appesa allo zaino una enorme bandiera con scritto NO TAV. Gli urliamo “SI TAV”, “spianate la valsusa” e altre cose fastidiose, poi partiamo a bomba verso Los Arcos, cercando di seminare il NOTAVista come bambini dispettosi.
Sansol, Torres del Rio, poi una lunga salita fino a Viana, bella cittadina, dove mangiamo pranzo.
Anche oggi abbiamo l’appuntamento quotidiano con il sosia di Markus Schenkenberg, Cristian. Mangiamo pranzo assieme e ci facciamo anche una foto davanti alla porta della cattedrale, proprio sopra alla tomba di Cesare Borgia, il principe ispiratore di Machiavelli.
Una volta tanto, partiamo prima di Cristian lasciandolo a finire i suoi panini. Anche Cristian oggi arriverà a Logrogño quindi sarebbe un onore arrivare prima di lui, soprattutto perché il mio problema ai cambi si sta facendo serio e non posso più procrastinare. A Logroño devo assolutamente mettere a posto la bicicletta, altrimenti troverò durissimo fare le montagne dei prossimi giorni.
Ci impegnamo a non farci raggiungere dal mostro spagnolo di nome Cristian e diamo il massimo di noi stessi.
Anche oggi corriamo lungo infiniti vigneti e mi mangio tre grappoli d’uva, giusto per farmi meritare il soprannome di Bacco. Arriviamo a Logroño e le sorprese non sono finite. L’ostello è quasi pieno e ovviamente i pellegrini a piedi hanno la precedenza, anche se questi hanno preso il pullman il giorno prima e lo riprenderanno il giorno dopo. Una signora di Verona, una idiosissima signora di Verona, ha osato dire che “ovvio che i pellegrini a piedi abbiano la precedenza”, avendo, LEI, preso il pullman il giorno prima e sapendo pure che domani lo riprenderà e se ne andrà dritta e filata a Burgos.
Per poco non la uccidiamo ma dentro di noi sappiamo che è una povera idiota senza cervello e non stiamo lì a litigare.
Passano i minuti e continuano a non farci entrare, io allora dico all’oste che devo assolutamente fermarmi a Logroño perché la bici è “cassada”, rotta. Forse per quello o forse no, sta di fatto che ci fanno entrare… giusto in tempo per assistere all’arrivo del nostro idolo Markus (Cristian) e farci pagare insieme il biglietto dell’albergue. Matteo e Marco hanno l’onore (?!?) di fare la doccia con Cristian, io invece sono sistemato nel letto accanto al suo.
Ovviamente ora sto un po’ esagerando, il mitico Cristian è uno dei tanti personaggi ispirati al viaggio e ingigantiti nei nostri discorsi. Cristian è un bravo ciclista che, ai nostri occhi divertiti, si presta bene per diventare l’esempio da imitare (e nello stesso tempo prendere in giro).
L’aura divina di Cristian viene leggermente incrinata in due occasioni: prima l’urlo “ulalà” sotto la doccia gelida che non è proprio da divinità, poi una capocciata dolorosissima contro una trave.
Ritorna poi al rango divino poche ore dopo quando ci comunica che ha ottenuto il permesso dell’ostello di tornare un po’ più tardi rispetto allo strettissimo orario di chiusura (le 22:00), dopo aver impiegato meno di mezzora per circuire una fanciulla e conquistarla con il suo fascino spagnolo.


