Bilancio 2010

26 dicembre 2010

Un anno fa, quando avevo tempo e voglia di aggiornare quotidianamente il blog, avevo stilato una lista di buoni propositi cine-letterari per l’anno 2010. Ora che siamo agli sgoccioli dell’anno, direi che possiamo tirare le somme e vedere se sono riuscito a raggiungere almeno uno di quegli obiettivi.

  • Leggere almeno 10 autori italiani non ancora letti. Tabucchi, Murgia, Bajani, Saviano, Culicchia, Gramellini, Catalano, Elkann. (Di Carlotto e Manfredi avevo letto qualche pagina, quindi niente). Con i libri non di narrativa, riuscirei a superare la soglia.
  • Leggere almeno 10 classici italiani o stranieri. Manco po’ cazz.
  • Leggere libri di almeno 10 nazioni diverse. Manco po’ cazz.
  • Leggere almeno 40 libri. Strana cosa avvenne nel mio cervello. Io ho smesso di leggere il 31 luglio. Dopodiché, qualche libro l’ho ancora letto, raramente l’ho finito, ancor più raramente mi è piaciuto. Dei 31 libri iniziati nel 2010, solo 7  sono stati iniziati dopo la fine di luglio. A luglio ero dunque con una media più che soddisfacente.
  • Guardare almeno 40 film. Non li ho contati ma difficilmente sono stati 40.
  • Guardare almeno 30 film horror prima di andare a dormire. Ne avrò guardati sì e no 4. La fascia giornaliera “prima di andare a dormire” ha smesso di esistere. Se esci con ragazza, amici, parenti, torni a casa e non hai voglia di guardarti un intero film.
  • Guardare almeno 10 film italiani. Macché.
  • Guardare almeno 5 film non italiani o statiunitensi. Macché.
  • Guardare almeno 6 stagioni di telefilm. Uhm, Lost 6, Heroes 2 e 3, Warehouse 13 1, Happy Town, Doctor Who 1, 2 e 3, Fringe 1 e 2, e qualcos’altro che ora mi sfugge.
  • Guardare almeno 2 stagioni di telefilm italiani. Boris 1, 2 e 3. Un capolavoro.

Fra qualche giorno ci riprovo con i buoni propositi per l’anno 2011.

Tabella delle serie televisive v. 1.01
bozza e suggerimenti

26 ottobre 2010

È da tempo che ce l’ho sul pc. L’ho fatta per buona parte dei telefilm che ho seguito, ma ora pensavo di condividerla con tutti coloro fossero interessati a catalogare in qualche modo le serie televisive.
L’idea è semplice: un indice che raccoglie in un foglio di excel tutte le puntate divise per stagione, con la possibilità di inserire dati relativi al formato in proprio possesso, presenza di tracce audio o video, senza dimenticare i dati più personali come l’esatta ubicazione del file (su quale hard-disk, ad esempio) e se l’episodio è già stato guardato.

Qui di seguito è possibile scaricare il file excel di base e quello già compilato per la serie “Castle, detective tra le righe”.
Attenderò con piacere riscontri e suggerimenti!


Tabella vuota v. 1.01

Castle, detective tra le righe


A proposito dell’ultima puntata di Lost

4 giugno 2010

L’assistente alla regia agli attori: Questa è la puntata di chiusura, quindi non ci sono più storie sospese, ok? Nessuno è più “basito”. Chiaro? Nessuno è più “basito”, nessuno è “sorpreso”. Ognuno di voi ha capito tutto. Nei primi piani fate sì con la testa, ché avete capito e state sereni.

Lost – la sesta stagione

2 febbraio 2010

Lost parte oggi in Usa e se tutto va bene domani o dopodomani ce la guardiamo pure qui in Italia. Le riflessioni su quel poco che si è visto sono pochissime. Solo una, IMHO, al momento merita di essere espressa:

l’inizio della stagione conclusiva di Lost sarà probabilmente il più grande What if di tutti i tempi.

Ecco perché non sto aspettando l’ultima stagione di Lost – parte 2 di 2

1 febbraio 2010

SOTTOTITOLO: TUTTA COLPA DELLA RED BULL
Milano alle sei del mattino è una meraviglia. Esco dalla metropolitana e annuso l’aria ancora libera dallo smog. Siamo a ottobre, il giorno prima che cambino l’ora. Vorrei stare qui fuori per scattare qualche foto e godermi la città che si sveglia, ma non posso perché l’Isola mi attende.
La Fnac la trovo al volo, ma è ancora troppo presto e le serrande sono ancora giù, quindi prima faccio una sosta al cesso e al bancone di un bar per non dovermi preoccupare di bisogni fisici per le prime ore della maratona.
Taglio corto: siamo poco meno di 50 e sono le 8 del mattino di sabato. Dobbiamo resistere, svegli, davanti a uno schermo che proietta 3a, 4a, 5a stagione di Lost, non-stop, fino alla sera del giorno seguente. Per il pasto ci penseranno loro: una baguette con salame o prosciutto e un banco fornito di frutta e bevande. Per i problemini fisiologici, per telefonare, o per staccare un attimo dalla routine, avremo invece a disposizione due pause lunghe da 15 minuti e cinque pause brevi da 5 minuti l’una da fare quando ti pare. Sembrano tante, per alcuni, ma non lo sono. Per i fumatori sono mortali.
Mi guardo intorno e vedo un casino di uomini fumetto e di nerd che io in confronto sembro una persona normale (e non lo sono). Poco dopo, mi accorgo che forse la mia preparazione su Lost è più superficiale del previsto quando, collegando i neuroni, non riesco a mettere insieme i numeri della lotteria e della botola. Gente che cita le battute delle puntate, gente che è infognatissimissima, gente che – lo realizzo solo ora – è impossibile da battere. Su Star Trek sarei stato più preparato, ma su Lost, ahimè, non sono ferratissimo.
Mi sento come uno studente che si presenta all’appello dopo aver studiato solo un paio d’ore. Risponde all’appello, guarda di nascosto gli altri studenti che confabulano tra loro di argomenti sconosciuti, e prende l’amara decisione di tornarsene a casa.
“Massì” penso. “Rimango finché c’ho voglia, poi al massimo me ne torno a casa questa sera”. Ma il Marocco è sempre lì, a un passo.
È sabato sera e realizzo quanto sia noioso questo telefilm dopo la suspence della prima visione. Alle 22 mi cala la palpebra e soltanto una puntata su Desmond piazzata in mezzo alla notte riesce a tenermi sveglio.
Poi… avviene l’irreparabile.
Quando sai che per nulla al mondo devi addormentarti, quando sai che in teoria dovresti pure stare attento perché alla fine della proiezione ci sarà il quizzone con domande a tema, che fai? Ti imbottisci di Red Bull.
Glugluglu. Sento la Taurina che entra nelle vene e pompa il cuore. Pompa. Pompa. Pompa un po’ troppo ‘sto cuore.
Palpitazioni, sudori freddi, manie ossessivo-compulsive per tutta la notte.
In overdose da taurina e Red Bull, improvvisamente il tempo si dilata. Fidatevi, si dilata. Date un’occhiata all’orologio. Le 3:00 di notte. Fissate lo schermo per quello che a voi sembra un quarto d’ora, poi tornate a vedere l’ora. Le 3:01. Il tempo non passa e il cuore batte a mille.
Questa notte c’è persino il cambio d’ora e tutta la fatica per arrivare alle due di notte improvvisamente svanisce. Siamo di nuovo all’una. Mi guardo intorno. Siamo tutti drogati di Red Bull. Alcuni mollano, altri tengono duro.
Io vorrei mollare, sono sincero. Vorrei tornarmene a casa, o più semplicemente farmi un giro notturno per gli scaffali del mio negozio preferito. E invece no, mi tocca stare lì a guardare quella dozzina di cretini che non fanno altro che andare da una parte all’altra dell’isola. “Basta, me ne vado” penso per un attimo. Ma la metropolitana è chiusa e che minchia faccio alle 4 di notte in giro per Milano? Decido di rimanere lì, di tenere duro ancora per un po’.
Alle 1:52 mando un messaggio a Torino: “Inizio a pensare che non ce la farò”.
Alle 3:18: “Uff sto per esplodere”.
Alle 5:12: “Non mi arrenderò. Costi quel che costi arriverò fino a domani sera”.
Alle 5:42: “Tengo duro”.
Alle 6:56 mi sto veramente rompendo i coglioni, ma così tanto che voglio sapere quanto dovrò soffrire prima di vedere le puntate dell’ultima stagione: “Quante sono le puntate del secondo blocco della quinta stagione?” Ovviamente Linda m’ha risposto con ore di ritardo. Le puntate erano una in più di quelle che pensavo io. Se sei in overdose di Taurina, una notizia del genere ti getta nel panico.
Alle 7:20 mando un messaggio: “Ciao”.
Alle 7:58: “Non mollò”. Con l’accento, ma non ricordo se voluto o no. Non credo.
Alle 8:24 penso al futuro: “Quante sono le puntate della quinta?” Sto facendo dei calcoli. Non me ne frega più nulla di quel che passa sullo schermo, mi interessa solo sapere quando potrò uscire di lì. La risposta mi incoraggia. Facendo due rapidi calcoli, per le 16 le puntate dovrebbero essere finite.
Alle 10:00 arrivo a una conclusione: “Non hai idea di quanto sia noioso Lost”.
Taglio di nuovo corto: sì, sono arrivato fino alla fine della maratona, in compagnia di poco più di 30 persone.
Sono le 16:30 circa. I ragazzi Fnac ci danno un questionario a risposta multipla ma le domande sono facili. Passo senza problemi.
Ce ne distribuiscono un altro. Anche qui, le domande non sono così impossibili. Passo.
Terzo livello. Qui le domande iniziano a essere toste. Due le rispondo a caso e ho culo. Passo.
Quarto livello, l’ultimo. Siamo 7-8, non di più. Le domande sono impossibili (tipo mi chiedono quale codice digita Alex quando fugge dal campo degli Altri) e purtroppo toppo. Tra qualche minuto sapremo il nome del vincitore ma io saluto tutti e me ne vado verso Torino. Non faccio nemmeno un giro in Fnac, compro lo Speciale Dampyr in edicola in stazione ma, dopo 10 pagine di lettura, m’addormento sul treno.
Il viaggio non l’ho vinto, ma in compenso ho una maglia nerdissima con la scritta Maratona Lost e una penna a sfera di plastica con scritto sopra I’M LOST. Ho pure un dvd con i contenuti extra della quinta stagione. È, ad oggi, ancora incelofanato.
Ebbene sì, I’m Lost, ma dalla maratona lo sono decisamente meno.

Ecco perché non sto aspettando l’ultima stagione di Lost – parte 1 di 2

31 gennaio 2010

Alcuni questo post l’hanno già letto, in quanto ricavato da una vecchia mail. Per tutti gli altri, è superfluo dirlo, si tratta di una storia vera.
Il 27 settembre 2009, giro come mio solito sul sito della Fnac, per vedere se ci sono libri in offerta o altre promozioni da cogliere al volo.
Di offerte non ne ho trovate ma mi sono imbattuto in un bando di concorso molto interessante. Un concorso su Lost: bisogna compilare una scheda, rispondere a tre domande banalissime e inviare tutto a Fnac. Chi vince il concorso, vince un viaggio in Marocco per 2 persone. Scadenza: 27 settembre. È il 27 settembre, ore 23:45. Un quarto d’ora di tempo per
partecipare. Secondo voi, cosa faccio? Partecipo. Al volo.

Le domande non sono nulla di difficile: qual è il tuo personaggio preferito? Perché? Qual è la puntata non ancora fatta che vorresti che i produttori di Lost girassero? Ho un quarto d’ora per rispondere e scrivo quattro cretinate. Personaggio preferito Desmond, perché è un Ulisse dei giorni moderni (Eh? Dove? Quando? Ma davvero? Boh, non lo so, l’ho sparata lì, però c’ha la moglie che si chiama Penelope e la frase “Ulisse dei giorni moderni” è figa). Vorrei vedere una puntata su Desmond che fa questo e quello (sostituire questo e quello con due verbi a caso). 23:55. Spedisco.

Una volta compilata e inviata la scheda, passata la mezzanotte, ho tutto il tempo per leggermi il bando nel dettaglio. Purtroppo quel che prima sembrava un semplice concorso basato sulla fortuna si rivela essere una vera e propria prova di resistenza. Leggo infatti che se la tua scheda viene selezionata, non vinci un viaggio, bensì vinci la partecipazione ad una MARATONA DI 36 ORE NON STOP di Lost.
Chi vince la maratona, vince il viaggio.
Ecco, detto questo… qualche settimana dopo vedo nella posta una mail targata Fnac. Sono stato selezionato. A domani con la seconda parte.

Tabella serie televisive – v0.001

23 giugno 2009

Per gli amanti dei telefilm da scaricare, o da vedere, o da collezionare, è da tempo che qui su La strada in salita si pensa alla tabella delle serie televisive.
Ho provato a farne una, ma è soltanto una prova. Contiene soltanto gli episodi di Dexter, 24 e il Doctor Who (nuova serie).
La tabella è scaricabile a quest’indirizzo. Non sapendo programmare, ho usato il vecchio e banale excel. Attendo suggerimenti e consigli.

Si sta come in Star Trek sugli alberi le foglie

13 maggio 2009

Questa sera andrà in onda l’episodio doppio di Lost, l’ultimo della stagione. Benjamin Linus garantisce che sarà un episodio bomba. Anzi, doppiamente bomba.
Che sia bomba ne siamo tutti sicuri, ma a me viene un atroce sospetto.
J.J. non è che hai usato lo stesso deus ex machina di Star Trek? No perché vent’anni fa qualcuno ci aveva già provato e stava per essere linciato da folle inferocite (tra cui mia mamma e mia nonna). Io non dico nulla ma se prendi quella strada m’arrabbio.

Jericho – stagione 1

29 aprile 2008

Erik KnudsenStasera ho finito di vedere la prima stagione, in ritardo di un anno rispetto alla programmazione di RaiDue che ai tempi ho amabilmente saltato a pié pari.
Bello. Definirlo la risposta della CBS a Lost mi sembra eccessivo, anche se i paragoni non possono che esserci. Isolati sì, ma al centro dell’America, dopo una serie impressionante di bombe atomiche che hanno inginocchiato il paese. Questo l’incipit della prima (e in pratica unica) stagione. A parte quel “isolati”, non c’è nulla di Lost, in verità. I personaggi sono tarati male e solo con la fine della stagione iniziano ad assestarsi. La trama all’inizio labile si fa via via più serrata e i personaggi stonati e inutili sono soppressi, cambiano ruolo o semplicemente sono accantonati. Skeet Ulrich è Jake Green, il superprotagonista tuttofare, figlio del sindaco, con un passato oscuro e due gnocche che gli fanno il filo. Un personaggio troppo esagerato per essere vero e, talune volte, persino troppo esagerato per essere apprezzato. L’attore lo ricordo con piacere per l’altra fantastica superserie “Miracles” (recuperatela sul mulo), anch’essa soppressa dopo poche puntate ma meritevole di un ben più nutrito pubblico. Sarà mica Skeet a portare sfiga? Tornerò prima o poi (prestissimo) a parlare di Skeet, sia perché dovrò recensire pure la seconda stagione di Jericho, quelle sette puntate fatte per far contenti i fan, sia perché direi volentieri due paroline anche su Miracles. PS: nella foto, un giovane serial killer.