Sondaggi ne ho visti pochi, ma in compenso le liste stilate dai giornali, in questi giorni fioccano da tutte le parti.
Qui, Times Online stila la lista dei 50 migliori libri del 2009. Nella top50, tra gli altri, ci sono Barack Obama e Andrea Camilleri (con Paper Moon, La luna di carta, uscito qui da noi nel 2005).
Della lista non ne ho letto nemmeno uno.
Sempre Times Online stila la lista dei 100 libri più importanti del decennio, anzi no, dei MIGLIORI libri del decennio. Fosse stato dei più “importanti” avrei capito Il Codice Da Vinci in decima posizione, ma… davvero è fra i più belli? Espiazione al nono, Vita di Pi al settimo, al sesto Suite Francese di Irène Némirovsky (libro interessante, credo lo cercherò) e Obama sul gradino più basso del podio. Un fumetto, Persepolis, al secondo posto, e addirittura La strada di Cormac McCarty al primo posto.
Quindi io da mesi ho sul comodino il libro più bello del decennio e continuo a procrastinarlo. Non tutti sono però dello stesso parere: nelle note recensioni di Gamberetta, La strada si è presa solo uno stivale (vale a dire, secondo la legenda di Gamberi Fantasy: “Un prodotto neutro, né consigliato né sconsigliato”).
E che dire del caso editoriale del decennio? Siete in dubbio sulla posizione in classifica di Dan Brown che anche il Telegraph mette al terzo posto (dietro a Obama e al vincitore Harry Potter)? Niente paura, non siete i soli. Sempre su Times Online, a un click di distanza dalla classifica di prima, il Codice da Vinci è anche fra i 5 libri peggiori degli anni 2000.
Qui invece la parola passa alla critica, e i libri nelle classifiche personali si fanno in gran parte misconosciuti.
Fra i film, Matteo Garrone con Gomorra entra nella top100 del decennio alla posizione 67. Borat è all’undicesimo (!) posto e a me vengono seri dubbi sulla sanità mentale di chi fa le liste. Dubbi ancor più saldi a leggere che Bourne Supremacy è al secondo posto e Casino Royale all’ottavo.
Più ragionata e condivisibile, la classifica del Telegraph, che nonostante il settimo posto di Borat, mette sul gradino più alto Fahrenheit 9/11 come film simbolo del decennio.
Niente di eclatante nelle graphic novel del 2009 scelte dal NYT. (EDIT) Molto meglio, almeno dal punto di vista dei consigli per gli acquisti, la classifica di Sparidinchiostro dei 10 fumetti più belli degli anni 00.
Qui invece, due top5 dei videogiochi del decennio. Gioco poco, quindi sono poco autorevole in materie, direi però che la classifica migliore sarebbe un mix delle due proposte.
Il Grande Fratello è lo show televisivo più importante dei “noughties”, e come dar torto al Telegrah? Abbastanza condivisibile, anche la top10 delle canzoni più determinanti del decennio: Hey Ya, Can’t Get You Out Of My Head, Seven Nation Army, Hurt, Bleeding Love, Paper Planes, Yellow, Crazy In Love, I Bet You Look Good On The Dancefloor, Rehab. Un po’ di perplessità sugli Arctic Monkeys così in alto ma credo siano più che altro messi lì a simbolo dell’indie e dell’importanza del web nel mondo della musica.

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LUNGO EXCURSUS CHE PARTE DAI FORUM DEI FUMETTI E FINISCE DI NUOVO AI WU MING E AD ALTAI
Già lo dissi tempo addietro: io sono un gran lettore di fumetti Bonelli e Bonellidi eppure, nella mia lunga e onorata carriera di lettore, mi sono sempre ben guardato dall’iscrivermi ai forum fumettistici.
Il motivo è presto detto: all’interno dei forum fumettistici di questo piccolo paese quale è l’Italia, c’è la divertente possibilità di entrare in contatto con disegnatori e autori dei nostri fumetti preferiti. Nel caso capitasse a me, o al mio amico Sundance Kid, questo vorrebbe dire poter fare qualche domanda ogni tanto, leggere qualche loro “perla di saggezza”, far loro sapere quali sono gli albi che ci sono piaciuti di più e di meno… e bon.
Purtroppo non tutti i fumettofili sono come me e Sundance.
Innanzitutto ci sono i nerd in cerca di amicizie prelibate (“Eh, sì. Io e Roberto Recchioni siamo amici, ormai.” dice il Nerd n.1 al Nerd n.2 alla fiera di fumetti di paese), ma ci sono soprattutto i wannebe fumettari che se potessero limonerebbero duro con i loro autori preferiti per poter diventare a loro affini, ricchi, belli, famosi e pubblicati (come il Lando di Cajelli già citato sul tumblr). Come sempre, esistono gli estremi, purtroppo: capisco bene l’elogio motivato, l’apprezzamento di un’opera che forse davvero ci fa impazzire, ma questi individui fanno sistematica opera di adulazione, diventano vere e proprie groupie acerebrate… E come se non bastasse, mi stanno accerchiando. Lasciano commenti allo zucchero filato in quasi tutti i siti che visito regolarmente, una volta incensando il tratto di un disegnatore, un’altra volta citando canzoni che sanno piaceranno allo sceneggiatore di cui sono innamorati, un’altra volta ancora elogiando gratuitamente per ogni minima cretinata (“Grande XXX, i tuoi post sul giardinaggio sono sempre bellissimi”), e ormai hanno invaso anche i blog degli scrittori non di fumetti, perché ogni wannabe fumettaro, anche se non sa l’italiano, ha comunque un romanzo nel cassetto da sponsorizzare.
Orbene, ora trasgredisco agli ordini del Governo e incito all’odio nei confronti delle due categorie sopra descritte: i fan leccaculi vanno estirpati a cartoni sul muso, i wannabe leccaculi vanno cosparsi di benzina e gettati nei forni a legna dei pizzaioli.
Per qualche motivo, però, ai fumettisti, i leccaculi iniziano a dare fastidio solo quando diventano molesti. Quando fanno complimenti, no, non danno fastidio. Molto più fastidiosi, per loro, sono i criticoni (come sintetizza in una breve metafora Tito Faraci).
Appurata la mia posizione sui leccaculi, passiamo ai criticoni. Partendo dal presupposto che internet sia un luogo democratico dove ognuno può dire la sua, sono dell’idea che alcuni talvolta esagerino. Ci sono  criticoni e criticoni, sia chiaro: quelli che criticano sistematicamente i lavori di qualcuno (che quindi un po’ sono fissati, ma magari hanno dei buoni motivi) e gli stalker della critica, gli infognati persi per la loro ossessione. Che differenza c’è tra i detrattori normali e gli stalker? Che i detrattori normali, se non apprezzano un autore, non lo seguono. Gli esagerati, i fissati, li seguono apposta per poterli criticare.
Ecco, io mi sono imbattuto in uno di questi ultimi, ma me ne sono reso conto solo a una settimana di distanza (e tutto per colpa di Twitter che nella versione italiana non fa vedere i re-tweet). Ieri sera ho scoperto che qualche giorno fa i Wu Ming hanno linkato sul loro twitter la mia recensione di Altai. Ecco dunque giungere frotte di fan dell’Ex Luther Blissett pronte a leggere cosa scrivevo.
Fin qui tutto nella norma. A parte il fatto che, oltre ai fan di Wu Ming, c’era pure un detrattore particolarmente fervente, tal Peterlioa, che poi ho scoperto avere pure uno o più blog dedicati all’argomento. Ecco, Peterlioa mi fa: “La scheda sembra scritta direttamente dai Wuming. Ahi, prodigi di aNobii…”.
Non so, forse sono ingenuo io, ma la prima cosa che penso è che a questo Peterlioa gli sia piaciuto così tanto lo stile con cui ho scritto la recensione da paragonarmi addirittura ai Wu Ming stessi, suoi scrittori preferiti. Non la considero una delle mie recensioni migliori, ma evidentemente a lui è piaciuta. Poi un altro utente mi illumina: No, Peterlioa non intendeva quello. Secondo lui, io sono un sockpuppet gestito da un Wu Ming o un caro amico di quest’ultimo/i, pronto a recensire in maniera positiva il libro dei miei cari amici wuminghi. Non sono dunque nemmeno considerato un leccaculo della prima parte del post… sono proprio un membro del Governo Ombra della teoria del complotto che vuole spingere Altai al primo posto in classifica, Governo Ombra a cui sono iscritti ovviamente i membri del collettivo, più qualche loro amico di blog che io nemmeno seguo (tipo la Lipperini, di cui -forse- Peterloa ha una fissazione così grande da averle dedicato un contro-blog da preoccupanti derive da stalker). Io! Proprio io che fino a una settimana fa credevo che le identità del collettivo letterario fossero ancora sconosciute, proprio io che avevo recensito negativamente il romanzo “solitario” di uno dei Wu Ming! E tutto questo solo perché loro hanno linkato la recensione.
No, non penso che i criticoni vadano arsi vivi come i leccaculi: talvolta in loro un po’ di materia grigia c’è, solo che non viene spremuta a dovere. Concludo evitando di mandare un “get a life” innecessario (perché uno mi potrebbe fare specchio-riflesso per questo post), e do un appassionato consiglio ai detrattori di tutto il mondo: non siate così ossessivi con le vostre manie perché passerete automaticamente dalla parte del torto; sembrate psicopatici, sembrate i Tartaglia, le Maiolo, leggermente disturbati e con il chiodo fisso in testa. Ma vi sembra il caso di aprire blog monotematici che fanno il verso ai blog famosi? Vi sembra il caso di lanciarvi in una crociata contro gli autori di cui -è chiaro- siete invidiosi del successo?
Lo capisco, davvero, lo capisco. Vi sono autori che sponsorizzano il loro romanzo in modi a dir poco ambigui, esagerati, forse persino fraudolenti, ma non credo proprio che ai Wu Ming serva una pubblicità del genere.
Insomma, spassionatamente, lo dico per il vostro bene: lasciate perdere queste vostre monomanie… che è meglio per tutti, voi inclusi.

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  • Leggere almeno 10 autori italiani non ancora letti (la clausola mi farà evitare di sfondarmi di autori già digeriti e apprezzati evitando così di superare in automatico la prova).
  • Leggere almeno 10 classici italiani o stranieri. Come definire un classico? Non lo so. Ora ci penso. Quello in foto, se vi può interessare, è John Fante. Ho un bel volume Einaudi con tutti i romanzi di Arturo Bandini. È abbastanza classico? Oh, quello vale per quattro, visto che contiene 4 romanzi.
  • Leggere libri di almeno 10 nazioni diverse.
  • Leggere almeno 40 libri. Quest’anno (2009) non ce la farò. Però pago lo scotto di non aver aperto un libro per due mesi di fila tra febbraio e marzo a causa di fasi lavorative instabili.
  • Guardare almeno 40 film. Sono tanti? Sono pochi? Non ne ho idea. Non ho mai quantificato i film visti (da escludere dalla lista i film horror, calcolati in una lista a parte).
  • Guardare almeno 30 film horror prima di andare a dormire. Sì, voglio farmi male.
  • Guardare almeno 10 film italiani. Non si sommano le vanzinate.
  • Guardare almeno 5 film non italiani o statiunitensi. Oh, sembra poco. Sarà poco?
  • Guardare almeno 6 stagioni di telefilm. Poche? Uhm, non saprei. Il tempo è tiranno.
  • Guardare almeno 2 stagioni di telefilm italiani. Impresa titanica.
  • E i fumetti? Non ci provo nemmeno, si salvi chi può.
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Times Online propone una classifica dei migliori 60 libri degli ultimi 60 anni.
Indipendentemente dal valore che può avere una classifica fatta in questo modo, eccovi 60 consigli di lettura che male non fanno.
Any comment? Chi manca? Chi dovrebbe sparire?

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I misteriosi venti del destino mi hanno messo in mano un manoscritto di prossima pubblicazione per una piccola casa editrice che, seppur piccola, paga i propri autori e distribuisce abbastanza bene.
Il manoscritto sarà pubblicato, questo è sicuro, ma la versione che ho fra le mani deve ancora passare da editor e correttori di bozze.
L’ho letto. Tutto.
Ecco, dopo aver letto e riletto le quasi trecento pagine, posso dare spassionatamente un consiglio a tutti gli aspiranti scrittori.
Non arrendetevi. Non scoraggiatevi. Dopo quello che ho visto, tutto è possibile.

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nullC’è un personaggio che fra tutti spicca in “Circolo chiuso” di Jonathan Coe, e chi l’ha letto secondo me concorderà.
Paul. Paul Trotter, dopo essere stato piuttosto trascurato nel primo volume (“La banda dei brocchi”) a favore del fratello Ben, qui diventa uno dei principali protagonisti. Il libro l’ho letto un paio d’anni fa, mi pare, ma in questi giorni m’è tornato in mente per un particolare relativo al personaggio di Paul.
Chi non volesse rovinarsi la lettura si fermi qui. (capito Neru? :D)
Paul in “Circolo chiuso” è diventato un parlamentare labourista del governo di Tony Blair. Inspiegabilmente decide di votare a favore della guerra in Iraq e la cosa che stupisce maggiormente è che il motivo per cui vota “sì” è assolutamente slegato da riflessioni politiche, ma è motivato solo ed esclusivamente dall’amore per… la sua amante.
Ecco, io a leggere quest’articolo di Gilioli ho ripensato a Paul Trotter. E nel 2006 mi sembrava fantascienza.

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È incredibile come Il Giornale riesca a fare disinformazione anche parlando di cultura. Saranno disposizioni dall’alto o solo zelo personale? Paolo Bianchi riesce a buttarla in politica, e ovviamente politica anti-”comunisti”, anche scrivendo una generale nota sulla Fiera del Libro, perché ormai è chiaro: scrivere di libri è passato di moda.
Leggendo l’articolo viene pure il dubbio che Bianchi, anziché andare in Fiera, se ne sia stato in albergo a fumare, accontentandosi di leggere il programma e guardando il Lingotto dalla finestra. Altrimenti non si spiegherebbero sviste degne dell’ultimo dei principianti. Un esempio? Beh, tanto per cominciare Chiamparino da Di Pietro non ci è mai andato. Ma Bianchi non lo sa. Non ci è andato neppure lui.

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Diffondo il post di Axl perché certe cose mi fanno andare in bestia.
Caso uno. Questo tizio, Wolfango Horn, ha spacciato per suo un racconto che invece non lo è.
Caso due. Melania Mazzucco copia Guerra e Pace.
Per leggere la storia nei dettagli, andate da Axl.

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Ci sono tanti autori di cui ho letto solo un’opera, massimo due, ma di cui vorrei leggere non dico tutto ma bonaparte. Ci sono altri autori che invece non ho mai letto e che sono nella lista delle letture da fare “prima o poi”. Ecco, il prima o poi è ora. Camilleri, Grisham, persino Faletti, Simenon, Martin (che ho già deciso di rimandare al 2009), Lucarelli, Ludlum, Palahniuk, Lansdale. A parte Martin, tutti gli altri sono assimilabili a quel genere che spazia dal giallo al thriller al noir che a me non ha mai entusiasmato molto.
Quindi… la domanda sorge spontanea: da chi iniziare? E con quale romanzo? Sondaggino. Leggi il resto del post…

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“Facciamo scegliere al caso, lasciamo che Mondolibri mandi la proposta raccomandata”. Ed è così che arriva Olive comprese, libro di questo pluripremiato Vitali spalmato su 400 pagine ma così pieno di spazi vuoti che in versione economica sarà lungo sì e no 150. Scorre veloce, incalzante, con capitoli brevi e accattivanti ma soprattutto con un caleidoscopio di personaggi davvero simpatici e unici, andando a formare nel corso delle pagine una fantasiosa storia cittadina di eventi e personaggi buffi. I quattro mascalzoni, la mano nera, il cacciatore di piccioni, ma anche la chiromante, la pazza, la prostituta. Personaggi verosimili ma fuori dagli schemi che si incastrano con le figure tipiche di inizio secolo: il prevosto, il maresciallo, il dottore del paese, il segretario locale del partito fascista, il podestà. Tutti insieme per formare un unico indistinto flusso narrativo senza veri protagonisti, in un mondo ancora bucolico ma già moderno, dove il fascismo è cattivo ma innocuo, la morte è viva ma sempre dolce, la guerra c’è ma è all’estero (in Spagna) e tutto quel che importa è il viver quieto di paese. Un buon libro, una placida commedia di veloce lettura. Il motivo del titolo è presto detto… ma non ve lo dico. È troppo bello scoprirlo da soli e farsi quattro sonore risate.

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La grande bugiaInnanzitutto spendo due parole di ringraziamento per Matteo, che dopo un 2007 in cui ho letto davvero poco (eccezion fatta per i libri scolastici) è riuscito con il suo regalo a farmi tornare la voglia della lettura.
Il libro in questione è “La grande bugia” di Giampaolo Pansa ed è stato una gradita sorpresa. Non avevo mai letto nulla di Pansa, lo conoscevo poco e quel poco che sapevo di lui non era molto lusinghiero: un intellettuale revisionista e un cavalcatore dell’onda berlusconiana. Bene, il libro spiega esattamente questo, che Pansa non è quello che si dice in giro.
Leggi il resto del post…

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APPELLO DESTINATO A VOI, UTENTI DEL BLOGVERSO, LATORI DI ETEROGENEE CULTURE E DI ESPERIENZE UNICHE

(MESSAGGIO REGISTRATO IL 31/07/2007)
Rielaboro un po’ l’idea di TFM sui consigli e la vecchia richiesta che avevo fatto lo scorso anno:
Consigliatemi qualcosa non per il mare (che sono già partito) ma per il mio ritorno.
Qualche film, qualche telefilm, qualche libro, qualche disco, qualche fumetto. Qualsiasi cosa, basta che sia bello.
L’anno scorso, proprio in questi giorni, chiedevo nel vecchio blog un libro da portare in viaggio. Hytok mi rispose Gianrico Carofiglio, ma non feci in tempo a passare in libreria.
Quest’anno, con il dovuto anticipo, sono passato e mi sono preso uno dei libri che mi aveva consigliato: “Testimone inconsapevole”. Grazie Hyt, ti dirò poi com’è.
Il sondaggione viene fuori di conseguenza:
“Quale libro/film/telefilm/fumetto/disco consigliate per l’estate 2008?”
Sbizzarritevi.

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Stimolato da CBicp, partecipo a una catena di Sant’Antonio da blogger. Elencare i 5 incipit letterari preferiti.
L’incipit è una bestia brutta, è qualcosa che ti rimane dentro, che ti fa decidere con che velocità leggerai il resto del libro: incipit brutto e la lettura proseguirà a rilento, incipit bello e il libro verrà divorato in men che non si dica.

Nota: Con Explorer ci sono alcune immagini che rompono il layout. Con Firefox no. Ho messo width 20%, ma Explorer lo interpreta come 20% dello schermo, mentre Firefox lo interpreta come 20% della colonna centrale.
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