L’Italia dei blogger è over 35?

3 febbraio 2010

Sul free press Metro di oggi c’è un breve articolo sui blog. A quanto si legge, i blogger in Italia sono 1,2 milioni. 2,3 milioni di persone li leggono e ben 700mila si informano solo tramite blog.
Secondo questa ricerca, i blogger italiani sono quasi tutti del Nord Est, tra i 35 e i 54 anni. L’argomento più trattato è lo sport, seguito da attualità, intrattenimento e tecnologia.

Insomma, evidentemente sono un blogger atipico: parlo poco di sport, sono del Nord Ovest e ho meno di 35 anni. Eppure, a navigare in rete, il profilo del blogger medio mi pare leggermente diverso da quello proposto.

Quando è troppo è troppo

23 dicembre 2009

L’ignoranza degli italiani. Sapranno anche i sassi come la penso su determinati politici e giornalisti, da che parte sto, quali sono le mie antipatie e quali le mie simpatie.
Ebbene, io inizio a ricredermi. Inizio a pensare che i 5 minuti di monologo di Travaglio da Santoro facciano più male che bene, visto come la gente diventa istericamente guerrafondaia. Un esempio? Be’, ad esempio i gentiluomini del post sulla Carfagna, che nel tempo libero (sapete com’è… a scuola oggi iniziavano le vacanze di Natale…) inviano commenti minatori sia sul sito che via mail al sottoscritto.
Per carità, tutte parole simpatiche come “presto le pallottole entreranno nel tuo cranio”, “tante pallottole nel tuo cervello”, etc. (grande fantasia, tra l’altro), ma che dopo un po’ annoiano. E siccome a me piace giocare, ma fino a un certo punto, mi sono rivolto a chi di dovere, segnalando l’indirizzo IP 62.50.194.56 , 62-50-194-56.client.stsn.net e attendendo novità succulente.
Insomma… siccome questo spammer ho proprio voglia di conoscerlo, e siccome di querele non ne ho ancora viste, provvedo io.

Cospirazioni radio

20 luglio 2009

Oggi ricorre l’anniversario dello sbarco sulla Luna e ogni trasmissione radio che si rispetti ha dedicato almeno un quarto d’ora per parlare di questa celebrazione. Le redazioni, per fare quelli che “ci dobbiamo distinguere” hanno fatto questo ragionamento: “Oggi è l’anniversario dello sbarco sulla Luna. Banale. Facciamo gli alternativi super-yeah. Parliamo di quelli che dicono che sulla Luna non ci sia mai andato nessuno”.
E quindi tutti a parlare delle ombre storte, della bandiera, della sabbia, dei video scomparsi. Insomma, tutte cose vecchie e già da tempo sbugiardate da chi di dovere.
Tony Severo e Rosario Pellecchia a “105 Friends” iniziano a parlarne ma poi si rendono conto che potrebbero fare la figura dei fessi e liquidano l’argomento nello stesso modo in cui è stato liquidato da Calabresi su La Stampa: “non ne so molto ma è più romantico crederci”. Calabresi qualche giorno dopo, punzecchiato dai lettori, ha corretto il tiro, ma il sospetto che il romanticismo nasconda una lacuna rimane forte.
Peggio di Tony e Ross (che, ricordiamolo, sono i due deejay preferiti da Sundance Kid), hanno saputo fare solo Alvin e il DJ Giuseppe in “Music&Cars” (anche loro molto amati da Sundance Kid). Alvin afferma che per trovare quelle perle sono stati in piedi fino alle cinque di notte perché “se sai cercare bene su internet le trovi”.
Caro Alvin, bastava cercare “misteri sbarco sulla Luna” e al terzo risultato usciva il blog di Paolo Attivissimo che ti spiegava tutto, che confutava tutte le stronzate che hai detto.
Cari Alvin e Giuseppe… ACCAAAASA.

È nata la strada in lettura…

30 maggio 2009

ma il nome è provvisorio.
Ricordate che a novembre 2008 chiedevo pareri sui tumblr? Avevo tentato di farne uno, così, per vedere come funziona, ma il risultato non m’ispirava molto e l’iscrizione è rimasta lì a languire per mesi. Il tumblr intitolato “La strada in foto” è morto.
Ieri ho deciso di resuscitarlo, ma non è detto che la sua vita debba essere lunga. Ora si chiama “La strada in lettura”. Ieri pomeriggio si chiamava “La strada in discesa”, ieri sera si chiamava “Letture in salita”.

1) Sondaggione sul titolo. Quale preferite? Fatemi sapere.

2) Edit. Nel frattempo ho anche cambiato il template de “La strada in salita”, il sito madre. Questo è mooolto provvisorio. Piace? No, eh?

La splendente vita dei blogger di successo

18 maggio 2009

Di veri e propri blog ne leggo pochi, giusto quelli degli amichetti e qualche star infilata nel mucchio.
Pulsatilla non è nel gruppo. Non ce l’ho nel feed reader, ma nonostante questo a volte mi capita di leggerla. E ci aggiungo “con piacere”, perché lo stile mi piace e a volte riesce anche a colpirmi.
A leggere qualche riga ogni tanto m’ero fatto un’idea della blogger che c’è dall’altro lato dello schermo e il giudizio era (abbastanza) buono.
Poi però l’ho vista e sentita ad Artù con Gnocchi e a Otto e mezzo dalla Gruber.
Nulla di personale (scusa eh!) ma la sbatto direttamente nella categoria di quelli “che a pelle ti stanno sulle palle”. Senza perché. A pelle, appunto. Allitterazioni di p a gogo.
Chissà quanti amici di blog mi starebbero profondamente sui cosiddetti e chissà a quanti io starei sui loro! Ma non divaghiamo.
A proposito di persone che stanno sui cosiddetti e di volti in tv, ce n’è uno, Filippo Facci, che a differenza di Pulsatilla mi stava sulle balle anche solo a leggerlo. Penna tagliente, parole scelte con cura, invettive precise. Poi però, lo vedi in tv e la penna tagliente diventa lingua biascicante, le parole scelte con cura diventano parole a rilento e le invettive precise diventano farfugliamenti decisamente poco pro-auditel. Insomma, il Facci è ben più adatto alla carta che allo schermo. Eppure, nonostante le difficoltà televisive, la fedeltà dimostrata negli anni nei confronti del suo amato editore è stata finalmente ricompensata: ora Facci ha una rubrica su Canale 5, all’interno di Mattino 5 con la D’Urso e Brachino.

Facebook… ehm… account sospeso

24 aprile 2009

Sono stato sbattuto fuori da Facebook: il mio account è stato sospeso :)
Ieri volevo caricare alcuni video da YouTube, e sicuramente voi occhi attenti avrete notato che negli ultimi tempi, quando si cerca di inserire dei video, non sempre appare la finestrellina di YouTube ma solo un link.
Ecco, non è un problema di diritti, perché alcune volte il link lo prende e altre invece non lo prende. Io ho insistito finché il link me l’ha preso.
Peccato che poi dopo sia comparso l’avviso “Ehi! Attento! Hai esagerato col tasto condividi. Se lo usi ancora ti disattiviamo l’account!”. Con parole leggermente diverse ma il significato c’è.
Questa mattina, conscio del rischio “condividi”, limito la mia attività facebookiana a una sola mail al mio amico Sundance Kid, ma Facebook mi dà errore.
“Errore, bla bla bla, messaggio non inviato”. Allora riprovo.
“Errore, bla bla bla, messaggio non inviato”.
Riprovo.
“Errore, bla bla bla, messaggio non inviato”.
Riprovo.
“Errore, bla bla bla, messaggio non inviato”.
Riprovo.
“Caro Quadrilatero, il tuo account è stato disattivato”. Ah! Pensavano facessi spam.
Vabbè, era così per dire. Rassicuriamo chi mi ha fra gli amici: presto tornerò.

Domande sull’opinione, sulla libertà di stampa e sulla religione

10 marzo 2009

“I forum on line non sono come la stampa”. E pure i blog, aggiungono. Bene, bravo, bis!
La Cassazione ha deciso così. Ottimo, perché in caso contrario avrei spinto per diventare il blog ufficiale del partito monarchico e succhiare un po’ dei contributi a Feltri.
E invece no. I giornali sono una cosa, i blog un’altra. Se da una parte è cosa buona e giusta, a me ‘sta cosa continua a puzzare di bruciato. Ad esempio puzza il fatto che per la bizzarra decisione di un prete, un sito venga oscurato per mesi; e mi puzza ancora di più il diritto e la libertà d’informazione posseduti dalle sole testate registrate. Per dire, se dicessi che secondo me Ruini è un cretino, mi chiuderebbero il sito? E se lo dicessi di Berlusconi? Sarebbe informazione? Sarei perseguibile? Non lo so.
Per ora, comunque, rischio e lo dico.

So che tornerà fra 100.525 anni / La moda del Facebook

8 gennaio 2009

Il tempo di smaltire l’alcol di capodanno e possiamo tornare a parlare della moda del 2008, che pare continuare pure nel 2009: Facebook.
Mentre due pezzi da 90 (Gilioli e Mantellini) discutevano sull’utilità del social network o dell’inutilità di fondo di qualsiasi cosa c’entri con Facebook, anch’io, guarda caso, scrivevo un post di argomento simile e tiravo quelle che forse saranno le mie conclusioni definitive (GIURO! Questa è l’ultima volta!*).
Dicevo… Facebook. A novembre ho letto questo post di Luca Conti che mi ha fatto riflettere. Quel che Conti ci descrive è il Facebook ideale:

“Ogni volta che torno da una conferenza, la prima cosa che faccio è inserire i contatti dei biglietti da visita su Facebook e Linkedin, così da mantenere un collegamento anche nei mesi e negli anni a seguire. Facebook ha di suo l’ essere generalista e omnicomprensivo, quasi un microcosmo nella rete, dal quale controllare e gestire le proprie relazioni, con messaggi, chat e condivisione di link, eventi o la partecipazione a gruppi con interessi comuni. Il rischio, soprattutto in una prima fase, è di farsi inglobare e pensare che Facebook sia Internet. Non è così. Come ogni strumento, va usato con il giusto equilibrio: possono nascere opportunità professionali inaspettate o idee frutto della condivisione. Basta solo un po’ di sale in zucca.”

Basta solo avere un po’ di sale in zucca, dice lui.
Però c’è un problema di fondo. Facebook, a seconda di chi lo usa, si trasforma in un’applicazione sempre diversa. Nel 99% dei casi Facebook equivale a cazzeggio e a rimpatriata fra vecchi amici. Che significa questo? Be’, per esempio che non ci sarebbe niente di strano nel vedersi scrivere da un vecchio amico “Eueeeeeeeeeeee coglionazzo! Ieri sera hai sboccato l’anima fuori da quel pub!” e non ci sarebbe niente di strano nel vedersi taggati in una foto di capodanno, vestiti solo con una foglia di fico e dei calzini rossi bucati.
Il problema però si pone quando si tenta di sfruttare Facebook nel modo descritto sopra da Conti.
Tanto per iniziare, potrei aggiungere ai contatti il direttore del giornale per cui scrivo, che di me pare avere una buona opinione. Ma che succederebbe se vedesse sul mio profilo questo (autentico) dialogo?

IO: Tra le foto degli “amici” non c’è il sottoscritto.
ANDRE: Tra le foto degli amici ci sono quelle che ho trovato. Se tu mi mandassi quella tua foto nuda sul cofano di un camion, saresti fra le foto. PORCA!

Esiste un rimedio? Sì, secondo me sì. Ed è semplicissimo.
Raddoppiare i livelli. Amici e conoscenti, pubblico e privato. Chiamateli come volete ma fateli. Il mio fraterno amico di ciucche non può e non deve stare insieme al mio sindaco. E questo perché l’unico attuale modo per tenere il piede in entrambe le scarpe sarebbe cancellare messaggi come quello postato più sopra, e non mi sembra affatto una buona soluzione, visto che in fondo quel messaggio mi fa ridere tutte le volte che lo leggo.

* = Ho tenuto le dita incrociate.