Pazzesco. Davvero pazzesco. Ci tocca quasi rimpiangere il panino di Mimun, vi rendete conto?
Ci tocca rimpiangere la subdola messinscena di pluralismo, la finta alternanza delle voci, perché ora a dirci la verità c’è lui, il direttore in persona, che ci ricorda che bisogna APRIORISTICAMENTE cestinare le deposizioni di chi accusa il premier.
Augusto Minzolini è riuscito nell’ardua impresa di entrare nel Guinness dei Record come peggior leccaculo direttore di un tg nazionale. È riuscito a superare, doppiare, circumnavigare gente del calibro del sopracitato Mimun, del Riotta scorso e di tutta la sterminata cumpa di Mediaset. Sì, sì, persino di Fede, Belpietro e Giordano messi insieme, perché il Tg1 vale +20 punti e ti fa pescare due carte dal mazzo.
Sono davvero senza parole.
Ma – ripeto – vi rendete conto?
E, come se non bastasse, a Matrix parlano di Fabrizio Corona.

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Essere giornalisti (e finalmente lo sono, anche se soltanto pubblicista) è bellissimo. Certo, ci sono alcuni aspetti negativi e non sto qui ad elencarveli, ma ci sono anche quelli positivi, come ad esempio intervistare la gente, sia essa famosa o non.
Intervistare vuol dire anche studiare, prepararsi, essere aggiornati, e non è un lavoro facilissimo, perché purtroppo non c’è sempre da intervistare il proprio autore preferito o il politico di cui sappiamo tutto. A volte ci tocca intervistare un “ingegnere del freddo” e dobbiamo sempre essere pronti e sapere cosa chiedere a un “ingegnere del freddo”, dobbiamo fargli domande furbe, a un ingegnere di quel tipo lì.
Gli intervistati solitamente hanno risposte pronte per tutto e i più scafati rispondono meccanicamente a qualsiasi richiesta. Poi a volte accade il miracolo.
Una domanda. Fra le tante. La mia. E gli occhi dell’intervistato si illuminano.
La domanda a cui non si era preparato ma che gli va a toccare il cuore. Gli va a stimolare le sinapsi, “oh, finalmente una bella domanda” sembra che stia pensando. E tu, dall’esterno del suo corpo, lo capisci perché gli stai fissando gli occhi, in cerca di un’emozione sfuggita per sbaglio. Gli occhi brillano per un istante e ti dicono “grazie”, poi l’impulso passa alla bocca e questa risponde, travolta dalla gioia. E tu sorridi, hai fatto centro.
Che bello quando accade. A me è capitato con Rita Levi Montalcini. E scusate se è poco.

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Cito il titolo di una nota rubrica del blog di Luca Sofri per segnalare un altro caso di informazione creativa del Giornale.
A Triora, il celebre paese delle streghe in provincia di Imperia, è stato organizzato un convegno su miti, leggende e folklore della montagna. Ospite d’onore: Mario Borghezio.
L’onorevole leghista è invitato per tenere il discorso di chiusura del convegno ma l’appuntamento all’improvviso salta.
Il Giornale coglie la palla al balzo:

È inspiegabile, a meno che non si voglia collegare con l’opera che stanno portando avanti in quella zona del ponente ligure le forze dell’ordine. Il contrasto allo spaccio, alle situazioni al limite della legalità che trovano il nostro plauso possono aver dato fastidio a certi ambienti della sinistra estrema. Comunque dell’intolleranza di queste persone eravamo già consci, qui abbiamo scoperto anche la loro idiozia politica perché riescono a boicottare un evento sociale, culturale e turistico che avrebbe attirato interesse a Triora.
Quel che resta gravissimo è il fatto che certe piccole escrescenze della a gente voglia importare tra le persone perbene dell’entroterra ligure certi metodi mafiosi».
La situazione che si è venuta a creare ha costretto gli organizzatori a rinviare l’appuntamento. [...] «A Triora comunque torneremo, non ci facciamo intimidire», assicura Borghezio. Le minacce, la violenza politica, i metodi antidemocratici ormai tollerati sempre più spesso in Liguria (con il tacito assenso delle istituzioni che mai intervengono se l’aggressione arriva da sinistra) stanno diventando una preoccupante regola.

Capito? Gli abitanti di Triora, mafiosi e di sinistra, non vogliono Borghezio. Poi però Sanremo News pubblica una lettera del direttore dell’hotel in cui si sarebbe dovuto tenere il convegno:

La domanda che è sorta spontanea evidentemente è: se si trattava di una riunione privata e se come tale ci era stata presentata, che ragione c’era di diffondere un comunicato stampa per renderla pubblica? Ci siamo sentiti quantomeno raggirati. E anche preoccupati perché temevamo, non tanto l’assalto dei no-global, quanto il dover gestire un afflusso di persone non assolutamente messo in preventivo, considerando anche che in quel weekend l’albergo avrebbe ospitato altri clienti che nulla c’entravano con suddetta manifestazione e che forse non sarebbero stati felici di finirci nel mezzo, non essendo a loro volta stati avvertiti per tempo.[...]
Non ci è piaciuto come è stata gestita la cosa, non ci è piaciuto vedere organizzare e comunicare un evento che si svolge tra le nostre mura a nostra insaputa.

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Marcello Dell’Utri è di nuovo in giro a spacciare per veri i diari di Mussolini. Non è la prima volta. E nemmeno la seconda.

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Stimolato da una breve discussione di oggi, volevo scrivere un post su Report, sulla recente notizia della decisione di togliere la copertura legale ai giornalisti, ma ho poco da dire.
Tanto per cominciare, la copertura giornalistica, per quasi tutti i giornalisti di Report già è assente, in quanto loro sono semplici collaboratori esterni.
Eppoi, che altro dire? Davvero c’è qualcuno che pensa che Report sia schierato? Che attacchi la destra per spalleggiare la sinistra? E i rifiuti del Lazio? In Lazio (Regione e tre province su cinque) ad amministrare è la sinistra. Eppure ci hanno fatto una puntata. Giusto per dirne una.
Informazione in mano ai comunisti? Potrei ancora capirlo se lo dicessero di Annozero (che più che pro-sinistra è pro-sensazionalismo), ma Report proprio no.
Pensavo di avere più tempo e poter articolare in maniera più approfondita l’argomento, ma dovrete farvi bastare questo. Viva Report, finché dura.

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Si è dimesso Dino Boffo, direttore dell’Avvenire. Forse però era meglio se a dimettersi fosse stato Roberto de Mattei, direttore di “Radici Cristiane” e vicepresidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche.
Notizia tratta dallo Spaghetto Volante, che ci possa sempre illuminare nei secoli dei secoli.

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L’influenza swìn

Studio Aperto, 19 luglio 2009.
Servizio sull’influenza suina. Il sempiterno Angelo Santoro chiama questa forma influenzale “influenza SWÌN”. Il giornalista pensa che il nome sia una qualche sorta di acronimo, ma -come tutti sanno- la “swine flu” (da leggere SUAIN) letteralmente vuol dire influenza dei maiali, chettelodicoaffare.

Escortopoli

Uh, che silenzio. Sembra che le registrazioni della D’Addario non siano mai esistite. Almeno questo è ciò che si desume guardando qualche tg a caso delle reti Rai e Mediaset.
Studio Aperto, 21 luglio 2009, 12:25 – Niente Papi. Spazio a Edoardo Raspelli che si mette a dieta.
Studio Aperto, 21 luglio 2009, 18:30 – Niente Papi. Spazio a Loredana Bertè che vuole fare un calendario sexy e Maria De Filippi che confessa di aver rubato un candelabro in casa propria.
Tg5, 21 luglio 2009, 20:00 – Niente Papi. Spazio a Ficarra e Picone.
Tg4, 21 luglio 2009, 13:30 – Niente Papi.
Tg5, 21 luglio 2009, 20:00 – Niente Papi.
Gli altri tg mediaset non sono riuscito a vederli, ché misteriosamente il sito Mediaset non me li fa vedere. Comunque, nessun risultato utile cercando nell’archivio video le parole chiave “Certosa”, “Grazioli”, “escort”, “scandalo”.
“D’Addario” restituisce un solo risultato: una biografia molto critica sull’ormai nota escort, ma niente di più. TgCom ignora totalmente l’argomento, preferendo parlarci del nuovo culo protagonista della pubblicità di Roberta.
Tg1, 20 luglio 2009, 13:30 – Niente Papi.
Tg1, 20 luglio 2009, 20:00 – Niente Papi.
Tg1, 21 luglio 2009, 13:30 – Niente Papi.
Tg1, 21 luglio 2009, 20:00 – Niente Papi. Spazio a tizi che si tuffano da un ponte di Roma e a un ragazzino fenomeno della batteria.
Gli altri siti dei Tg Rai non li ho visti. M’hanno detto che almeno un tg3 ne ha parlato.

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“Se si sospettasse che il primo ministro ha una relazione con una 18enne a cui promette dei favori, e sua moglie affermasse che va con minorenni, e il premier in questione fornisse di continuo versioni contraddittorie sull’accaduto, tutti i media nazionali gli starebbero addosso 24 ore su 24. Dovrebbe dimettersi nel giro di settimane. [...] La menzogna di un leader politico, per qualunque ragione, è imperdonabile. Ovunque. Anche in Italia”.

Michael Binyon, vicedirettore del Times

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Tre appunti al volo. Controllare la fonte o ignorarla proprio?

  1. Luciana Littizzetto riprende un articolo di La Stampa su una dottoressa americana chiamata Ira D. Sharlip che ha scoperto una sorta di nuovo Viagra. Peccato che la dottoressa sia un dottore. L’articolo su La Stampa è firmato lm&sdp.
  2. Repubblica fa il botto con le confessioni dell’ex di Noemi. Assolutamente da leggere.
  3. Il Tg5 replica con i suoi puntuali servizi: “Noemi chi?”
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È incredibile come Il Giornale riesca a fare disinformazione anche parlando di cultura. Saranno disposizioni dall’alto o solo zelo personale? Paolo Bianchi riesce a buttarla in politica, e ovviamente politica anti-”comunisti”, anche scrivendo una generale nota sulla Fiera del Libro, perché ormai è chiaro: scrivere di libri è passato di moda.
Leggendo l’articolo viene pure il dubbio che Bianchi, anziché andare in Fiera, se ne sia stato in albergo a fumare, accontentandosi di leggere il programma e guardando il Lingotto dalla finestra. Altrimenti non si spiegherebbero sviste degne dell’ultimo dei principianti. Un esempio? Beh, tanto per cominciare Chiamparino da Di Pietro non ci è mai andato. Ma Bianchi non lo sa. Non ci è andato neppure lui.

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