Archivio per la categoria 'fumetti'
Postato da Quad il 23 luglio 2011
OVVERO LA NOIA A FUMETTI HA UN NUOVO NOME: N.O.X.
(Vi chiederete che c’entra quest’immagine con la miniserie a fumetti edita dalla Star Comics. Apparentemente nulla, eppure un nesso c’è)
Un albo è poco, ma due sono troppi. Alla fine del numero 1 di N.o.x., pur avendolo trovato a tratti stupido, a tratti ingenuo, a lunghissimi tratti (praticamente sempre) noioso, mi sono detto: “proviamo anche il numero 2 prima di dare un giudizio”, anche perché da come lo presentava Alessandro Bottero sembrava dover esserci il botto in edicola, un prodotto mai visto prima, assolutamente nuovo ed innovativo – o almeno questo è quello che avevo capito io -.
E invece è, più che una storia di spionaggio, una storia noiosa. Ma noiosa forte!
I disegni sono di un piattume indescrivibile, ma d’altronde è difficile rendere differenti personaggi fatti con lo stampino, con l’unica differenza che uno c’ha la frangia bionda e l’altro c’ha gli occhi da bue. E il meccanico? Che minchia fa il meccanico? Non si è ancora visto. Non si è ancora vista una macchina!
Per non parlare dei fastidiosi errori di lettering disseminati ovunque, della presentazione dei personaggi a inizio albo (o tutto con il punto, o tutto senza, non metà e metà. E’ inguardabile!) e di tutta la trama che vorrebbe strizzarti l’occhio, farti capire che leggendo Nox scoprirai cose che altrimenti non sapresti, e invece ti dice quattro banalità e te le spaccia per grande e incredibile novità.
E infine… Il personaggio presentato come Nuno Cardoso, per metà del primo albo viene chiamato… NUNO GOMEZ. Ebbene sì. Crisi d’identità, sconcerto generale. Un personaggio nel corso dell’albo ha addirittura due nomi. Nuno Gomez, proprio come quello in foto.
Postato da Quad il 18 giugno 2011

Asperger. Niente di meglio.
Ok, non è la sindrome più nota del mondo ma purtroppo non è nemmeno la più sconosciuta. Mettere un protagonista con la sindrome di Asperger, così, a primo acchito, a me sembrava una paraculata per fare un personaggio strano con pochi sforzi. La caratterizzazione però viene bene. Yoric è un bel personaggio perché si impegna nel tentativo di migliorare, di capire le sfumature del linguaggio e dell’umore che vede negli altri ma che in lui non sembrano aver attecchito. L’ispirazione da House mi pare evidente: siamo di fronte a uno scorbutico che tratta male tutti, che ha un carattere incomprensibile e un’ironia tagliente, ma se si riuscisse a fare un thriller in salsa House saremmo di fronte a un piccolo capolavoro. Capolavoro, ovviamente, non è.
Fino a qui, tutto bene, come direbbe Marracash. Il problema sta tutto nel genere. Dottor House è un telefilm di dottori? Un -come dicono i fighi- Medical drama? Sì, lo è. E lo è perché si ha un’indagine medica degna di rispetto, perlomeno nelle poche puntate che ho visto.
L’indagine di Dr. Morgue è invece del tutto banale, scontata. Non sto a raccontare il finale, ma basti sapere che l’assassino è trovato dal protagonista in modo fortuito, casuale, del tutto privo di argomentazioni valide.
Non invitate mai 13 persone a tavola perché pensate porti tigna? Attenzione: Dr. Morgue potrebbe accusarvi di omicidio.
Io però in Dr. Morgue nutro speranza: ho comprato il secondo albo e mi accingo a leggerlo. Speriamo bene.
Postato da Quad il 21 aprile 2011
Non leggo più forum su fumetti.
Non leggo più ML su fumetti.
Non leggo più NG su fumetti.
Non leggo più blog su fumetti.
Da gennaio, ho letto un solo fumetto Bonellide (Dr. Morgue, voto 4), zero Marvel, zero DC e zero Bonelli.
E tutto questo perché non ho tempo. Lo farei, potessi. Ma non ho tempo.
Oggi ho fatto un giro nella rete.
Sfogliando quello che il mio feedreader ha raggruppato nella cartella “fumetti”, ho scoperto che a distanza di anni sono ancora tutti lì a discutere e filosofeggiare sul termine “graphic novel”.
Postato da Quad il 29 settembre 2010
Non pensavo -giuro- e invece è possibile: esiste un fumetto più brutto di Khor. Mio Dio, ma quanto è brutto Radairk?
Persino peggio (sì, sul serio) di Factor V! Sono convinto che la trama di Radairk, al termine del sesto numero, risulterà essere più che buona, sono altrettanto convinto che i disegni si manterranno per tutta la serie oltre la sufficienza (i disegni di quest’albo sono molto buoni, ma la carta è così pessima che a risentirne di più sono in prima istanza i colori, poi, subito dopo, i disegni)… ma ‘sto numero? Che mi rappresenta? E i redazionali? Chi ha scritto quei polpettoni noioserrimi?
Io Radairk l’ho letto due volte. Il problema, tanto chiaro quanto grave, è che dopo la seconda lettura continuo a non averci capito una sega.
Postato da Quad il 26 agosto 2010

Ok, considerate questo periodo di sospensione del blog come una vacanza. Non avevo nulla da dire. E quando ce l’avevo non avevo voglia di metterla su tastiera. Anche se ci sono ancora un po’ di giorni di ferie da consumare, posso dire finito il periodo di chiusura estiva.
L’argomento di oggi verte sui massimi sistemi che governano il mondo. Un argomento delicatissimo che credo presto sarà preso in considerazione da Barack Obama e Medvedev, che Sarkozy ha accuratamente ignorato e che già Berlusconi in passato ha cercato di risolvere.
L’argomento, come molti avranno capito, è la continuity Marvel.
PUNTO NUMERO UNO
Ecco… sto leggendo X-Men: Nuovi Mondi, un volume che raccoglie storie di un po’ di anni fa ma che io – essendo lettore Marvel da pochi anni e un non grande estimatore degli X-Men – non avevo ancora letto.
Uno dei protagonisti è Xorn, un mutante con una stella al posto della testa. Siamo nel 2002. Tra circa un anno scopriremo che non esiste nessuno Xorn. Sotto quella maschera si cela Magneto, proprio quel supercattivo dominatore del magnetismo e tanto noto da comparire anche nel film.
Il problema sta nel fatto che Grant Morrison non è stato onesto. Non vale fare uno scherzo del genere. Ecchediamine! In questo volume siamo lettori onniscenti: vediamo i pensieri di Xorn e leggiamo quel che pensa. NON È MAGNETO, quello. Parla tra sé, vediamo i tipici baloon di chi si sta producendo in un monologo interiore, senza testimoni e senza nessuno che lo possa ascoltare. In questo modo le tavole che leggiamo ci descrivono sentimenti ed emozioni… Ma a che pro? A nessun pro. Xorn, e Morrison stesso, ci stanno ingannando clamorosamente. E tralascio quel che succede dopo al povero Xorn perché le cose si fanno ben più complicate, e alcune di queste ancora non le ho lette. ldm segnala questo riassuntone esplicativo di quanto hanno incasinato il tutto.
PUNTO NUMERO DUE
Ieri leggevo invece Daredevil. Brubaker ci dice che a New York il Gufo sta uccidendo i gangster rivali per avere il monopolio. Eppure su Spider-Man quello che ha già il monopolio e dovrebbe a rigor di logica essere il rivale numero uno del Gufo è Mr. Negative. Perché non se la danno di santa ragione?
Misteri delle serie americane.
Postato da Quad il 24 luglio 2010

Un finalone da ricordare, una serie praticamente senza sbavature, disegni e sceneggiature sempre all’altezza. Solo un numero, verso la metà, non mi aveva convinto. Per il resto, fantastico.
Jan Dix e la sua serie sono giunti all’epilogo e il finale (forse l’albo più “napoleonico” della serie) lascia intendere che, a differenza di Demian, di speciali annuali non ce ne saranno.
Meglio di Demian, meglio di Caravan, meglio di quel poco che si è visto di Cassidy e forse addirittura meglio di Volto Nascosto. Per quanto mi riguarda, eleggo Dix la miglior miniserie di casa Bonelli.
Concordo con quanto detto da Sundance Kid: Dix è veramente un fumetto da consigliare.
Postato da Quad il 12 maggio 2010
Qualche commento sparso su alcuni fumetti Marvel letti nei mesi scorsi. La lista purtroppo è incompleta: devo trovare la forza di volontà di segnarmi perlomeno i titoli di quel che leggo. Tra qualche giorno arrivano anche quelli di aprile-maggio. Poi, se la voglia mi sostiene, anche i Bonelli. Di quelli, come sempre, cercherò di essere un po’ più discorsivo.
Secret Invasion: Amazing Spider-Man #1-4 (2009)

Inzomma. 100 pagine che potevano essere raccontate in 25. E la storia è su Jackpot, non sull’uomo ragno.
Books of Doom #1-6 (2006)

La storia di Doom, dalla sua nascita all’ascesa al trono di Latveria.
Adam: Legend of the Blue Marvel #1-5 (2006)

Blue Marvel era il supereroe più forte degli anni 60, ma aveva un problema: era nero. Una bella storia di discriminazione e di riflessioni sulle diversità.
Utopia (Dark Avengers, Uncanny X-Men)

Dark Reign: Elektra #1-5 (2009)

C’è la possibilità che Wolverine abbia frequentato l’Elektra skrull. Storia non male, con Elektra che torna a scorrazzare per il mondo.
Dark Reign: Fantastic Four #1-5 (2009)

Mi piacciono le storie in cui la brillante mente di Reed Richards viene messa in evidenza.
Postato da Quad il 11 maggio 2010
Clifton Pollard scavò la fossa di John Fitzgerald Kennedy. Andò a lavorare di domenica per farlo. Sai perché lo so? Jimmy Breslin fu l’unico in America che pensò di parlargli. E poi scrisse uno dei miei articoli giornalistici preferiti di sempre.
Ben Urich, Iron Man n. 7, dicembre 2008.
Postato da Quad il 9 maggio 2010
A dispetto di quel che ho letto in giro, Torino Comics 2010 è stata la peggior fiera fumettistica che abbia mai frequentato, seconda solo alla Torino Comics di due anni fa (o erano tre?), quando gli stand erano messi nell’area sauna e c’erano le liane, le piante tropicali e un’umidità del 95%.
Quest’anno, a parte il clima respirabile, abbiamo davvero toccato il fondo. Mettiamo in un angolino gli ospiti, ché uno può essere il più grande fan di Scott McCloud o di Ryo Kanai e dirà che quest’anno la fiera era una figata. Parliamo di quel che resta: pochissime iniziative, conferenze, incontri; pochissimo spazio; pochi espositori, sempre le stesse persone; sempre i soliti quattro fan di Star Wars; sempre i soliti otto uomini fumetto.
Un biglietto intero a 9 euro è una rapina. Ovviamente non li ho sborsati ma ho fatto fruttare il tesserino, anche se poi di giornalistico, lì dentro, non ho fatto nulla. Ero partito con le migliori intenzioni per fare un servizio televisivo di colore sulla gente che frequenta la fiera, ma la delusione tra le file degli espositori è stata così alta che me ne sono andato e non ho girato nulla. Questa, un paio d’anni fa, quando il nome era accostato alla Fiera del Libro (e anche prima, quando correva da sola), sembrava essere destinata a diventare la più grande fiera fumettistica d’Italia. Ora, senza fare calcoli, penso abbia perso almeno 4-5 posizioni.
Postato da Quad il 17 novembre 2009

- Leggere almeno 10 autori italiani non ancora letti (la clausola mi farà evitare di sfondarmi di autori già digeriti e apprezzati evitando così di superare in automatico la prova).
- Leggere almeno 10 classici italiani o stranieri. Come definire un classico? Non lo so. Ora ci penso. Quello in foto, se vi può interessare, è John Fante. Ho un bel volume Einaudi con tutti i romanzi di Arturo Bandini. È abbastanza classico? Oh, quello vale per quattro, visto che contiene 4 romanzi.
- Leggere libri di almeno 10 nazioni diverse.
- Leggere almeno 40 libri. Quest’anno (2009) non ce la farò. Però pago lo scotto di non aver aperto un libro per due mesi di fila tra febbraio e marzo a causa di fasi lavorative instabili.
- Guardare almeno 40 film. Sono tanti? Sono pochi? Non ne ho idea. Non ho mai quantificato i film visti (da escludere dalla lista i film horror, calcolati in una lista a parte).
- Guardare almeno 30 film horror prima di andare a dormire. Sì, voglio farmi male.
- Guardare almeno 10 film italiani. Non si sommano le vanzinate.
- Guardare almeno 5 film non italiani o statiunitensi. Oh, sembra poco. Sarà poco?
- Guardare almeno 6 stagioni di telefilm. Poche? Uhm, non saprei. Il tempo è tiranno.
- Guardare almeno 2 stagioni di telefilm italiani. Impresa titanica.
- E i fumetti? Non ci provo nemmeno, si salvi chi può.
Postato da Quad il 3 ottobre 2009
Amazing Spider-Man, Daredevil, Hulk e poco altro.
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Postato da Quad il 30 giugno 2009
Dopo due numeri, si può iniziare ad esprimere un giudizio su Rourke, la nuova miniserie Star Comics.
A differenza del solito, questa recensione non sarà pubblicata su La strada in salita ma su DoubleThink Magazine, un blog di recensioni che promette scintille.
Dublino. Un irlandese considerato da tutti pazzo e disoccupato, in realtà fa un lavoro molto delicato: toglie le maledizioni alla gente e le fa proprie. Già. Rourke, questo il nome del protagonista, assorbe le maledizioni altrui. Poi, grazie a qualche incantesimo, cerca di togliersele di dosso ed eliminarle per sempre. Fantasmi, mostri, qualche intrigo e una storia di fondo che potrebbe occupare tutti e 12 gli albi. Gli ingredienti per una storia interessante ci sono, ma scendiamo un po’ più in dettaglio.
Ecco qui il resto della recensione.
Postato da Quad il 19 aprile 2009
Qualcuno forse si ricorderà del post fatto da Matteo sugli uomini fumetto.
Oggi io e il Matte siamo andati a Torino Comics e ci siamo imbattuti in altri esponenti della specie homo fumettibus, anzi, sempre gli stessi perché gira che ti rigira gli uomini fumetto sono sempre quei 4-5.
Quatti quatti, vedendo la fila bella lunga per autografi e disegni, si intrufolavano negli spazi e cercavano di passarci davanti. E se glielo facevi notare si incazzavano pure!
Cari uomini fumetto, siccome non è la prima volta che ci vediamo passare davanti da voi vecchie glorie della caccia all’autografo, non avete motivo per incazzarvi. Noi invece, il motivo ce l’abbiamo, perché quel piedino mezzo indifferente, quella spalla tendente in avanti come per un invisibile photofinish, quell’aria trasognata ma con l’occhio vigile sulla fila, c’erano tutti. Per un uomo fumetto come voi, io devo ancora avere il mio Dylan Dog disegnato da Alessandro Poli mentre uno della vostra specie se ne è andato a casa con un groucho e un Demian con la spada.
E non indignatevi se ci incazziamo. Imparate, piuttosto, l’educazione.