Fidatevi di me, il caffé fatelo sul momento

9 novembre 2007

caffettiera.gifLeggevo con disgusto, raccapriccio e anche un pizzico di ribrezzo, la tremenda abitudine della neo vicina di link Viola. Nome Viola, cognome Viadella, campana che non sopporta i campanellini, con un bel blog che vi consiglio di visitare.
L’abitudine in questione è ovviamente inerente al titolo: Viadella (spero non si arrabbi per questo nick che le ho coniato), come peraltro fa pure mio padre (e a volte pure mia madre) ha il tremendissimissimo vizio di preparare la caffettiera la sera prima.
Cioè, ma vi rendete conto?!? LA SERA PRIMA!
Non so bene quali strane reazioni avvengano nella notte dentro la caffettiera, non so se è per colpa della guarnizione, dell’acqua o del caffé, sta di fatto che il caffé preparato la sera prima

  1. lo riconosco dall’odore a due metri di distanza
  2. non riesco a buttarlo giù
  3. proprio ma proprio non mi piace

E mio padre e pure mia madre e pure Viola Viadella si giustificano dicendo “ma alla mattina io c’ho sonno!!!”
E io vi rispondo: “E CHIAMATEMI!”
Piuttosto che bermi quella brodaglia fermentata sono disposto a interrompere i miei sogni farciti di Nicole Kidman, Parigi di sera, giapponesi incacchiati, fughe da prigioni e il Capitano Sisko che mi dice “Sono tornato”.
Chiamatemi, buttatemi giù dal letto e il caffè lo preparo io. Sul momento.

EATaly

14 maggio 2007

EatalyÈ preoccupante che sabato, partito per la Fiera del Libro, abbia speso più soldi per mangiare che per comprare libri.
Pochi dei visitatori provenienti da tutta Italia per la Fiera del Libro e Torino Comics sapevano dell’esistenza di EATaly, posizionato di fianco al parcheggio dell’ 8 Gallery. Noi, fortunatamente, lo sapevamo.
Slow food, cucina italiana, valorizzazione del cibo buono e sano, il tutto con uno stile a metà strada tra il supermercato e l’organizzazione da fast food.
Ci siamo fiondati nel reparto pesce e con meno di 20€ (abbiamo abbondato, altrimenti stavamo pure sotto i 10€) ci siamo mangiati filetti di pesce spada, tonno e salmone, e un bel piatto di qualcos’altro che ora non ricordo, sicuri di mangiar bene e in maniera sana.
Consigliatissimo.
Avvertenze: il supermercato è sempre aperto ma il ristorante chiude alle 15. Preparatevi a fare un po’ di coda che è sempre pienissimo e i posti sono pochi.

Inno all’aceto

28 aprile 2007

aceto balsamicoQuant’è buono l’aceto. Insieme a un po’ d’olio e di sale con l’insalata verde. O pucciando un friciulìn dentro fino a che non sarà completamente inzuppato. L’aceto. Solo a nominarlo mi fa venire l’acquolina in bocca.
L’aceto balsamico è una dolce variante altrettanto deliziosa. Uscito alla ribalta negli ultimi tempi grazie al suo nuovo marchio DOP, è adatto a moltissimi piatti ed è un ottimo accompagnatore per le serate importanti.

L’aceto, inoltre, in ogni sua forma fa bene:

  • ha un’importante azione antiossidante e di pulizia del sangue dai radicali liberi. Stimola e favorisce la digestione e diminuisce i rischi di gastrite (qui).
  • Accompagnato da un cucchiaio di miele agisce da stimolante, è diuretico e alcuni dicono addirittura che sia dimagrante (qui).

Schifezzuole al formaggio

10 febbraio 2007

In prossimità della festa di San Valentino, inizia oggi la rassegna “le ricette per conquistare la vostra donna” destinata agli uomini che di cucina non ci capiscono quasi nulla.
La prima ricetta che propongo a voi uomini di mondo, in originale si chiamava “palline al formaggio”, ma ammetto che la forma a palla non sia facilissima da ottenere.
In compenso è molto più probabile la forma di “schifezzuola”, nuovo trend 2007 entrato di diritto nelle ricette più cool d’italia.
Ingredienti:
burro 90g
sale
farina 150g
uova 4
groviera 200g grattugiato
Preparazione:
In un pentolino versare un po’ d’acqua (la ricetta prevede 250 cl. ma io l’ho messa a caso), un po’ di burro, un pizzico di sale e fate cuocere il tutto a fuoco lento, fino a quando il burro non è tutto sciolto.
A questo punto aggiungete la farina e mescolate.
Spegnete il fuoco e unite le quattro uova, una per volta. Infine, dopo averlo grattuggiato bene, aggiungeteci il groviera.
L’impasto così ottenuto lo raccogliete a cucchiaiate che posizionerete su un grosso foglio di alluminio, facendo attenzione a lasciar separata ogni cucchiaiata. Se siete fortunati, vi verranno delle palline… altrimenti vi verranno fuori le schifezzuole. Una volta posizionata la poltiglia sul foglio, mettete nel forno e lasciate cuocere per 40 minuti a temperatura media.
Se volete che il risultato venga migliore del mio, sostituite il foglio d’alluminio con carta da forno… perché a me le schifezzuole erano impossibili da staccare dal foglio.

ricetta01.JPG Le schifezzuole al formaggio