I terribili segreti di Maxwell Sim
31 agosto 2010

Quattro stellette su cinque.
La trama: Maxwell Sim ha un po’ di problemi. C’ha la depressione. È un quasi divorziato, un quasi disoccupato, un padre disadattato, un marito disadattato e un figlio disadattato. È pure collega, amico, conoscente, ospite, ma sempre disadattato.
Poi un bel giorno il destino lo mette su una strada (metaforica ma soprattutto catramosa) attraverso lo United Kingdom, con come destinazione le lontane Shetland. Lungo questa strada incontrerà strani individui che lo aiuteranno ad andare sempre più a fondo nel suo vero Io e che lo illumineranno su alcuni episodi del suo passato.
Detto ciò, passiamo al giudizio. Fare peggio era impossibile: “La pioggia prima che cada” era una virata brusca dopo un’incetta di capolavori. E lo dice uno che ha dato il massimo dei voti a “Circolo chiuso”, un Coe che non è piaciuto a tutti.
Trovarsi di fronte a un altro dei grandi capolavori dell’autore era una speranza, forse con scarse possibilità, ma abbastanza realizzabile, dati i trascorsi.
Capolavoro, purtroppo, non è. Coe ritorna sui suoi passi imparando dagli errori dell’ultimo libro, ma ricalca un po’ troppo le strade già battute, le piacevoli variazioni, le casualità mai per caso. A ogni bivio, però, ti mette la freccia lampeggiante con troppo anticipo, e quello che negli altri libri era uno spiazzante colpo di scena, qui è il naturale passaggio successivo.
I personaggi sono belli, eppure non meravigliosi. Al centro della scena abbiamo solo lui, Maxwell Sim, protagonista sfigato e semplice di una storia in bilico costante tra divertimento e dramma. Intorno a lui, alcuni comprimari sfumati ma intensi, come il padre silenzioso, Poppy che registra l’audio degli aeroporti, lo scrittore metaromanzesco e l’intellettuale Roger, un londinese d’altri tempi col piglio di Lord Byron e la determinazione di Sherlock Holmes.
Sullo sfondo c’è la crisi economica odierna e la new wave ecologica, ma è più lontana, più impalpabile delle ricostruzioni dei decenni passati. L’ambiente che lotta contro le multinazionali non è che un piccolo ingrediente di poco conto per l’ecosistema del libro. Quando si tratta di sentimenti, invece, le cose vanno molto meglio. Max è spendidamente instabile, confuso, insicuro, a tratti folle. Un bel personaggio che – anche se con difficoltà – riesce a guidarci per tutto il libro senza farci cadere l’attenzione.
Insomma, un libro che oscilla molto nel giudizio, ma che non merita un voto mediocre. Questo “4 stelle” è dato per la stima, per la fiducia e perché comunque l’avventura di Maxwell Sim è un buon libro. Io però da Coe mi aspetto di più. Molto di più.
