Libri letti – giugno 2010

25 luglio 2010

Con quasi un mese di ritardo, arriva il post riassuntivo delle rece su Anobii. In settimana arrivano forse anche i fumetti.

“Figlio di Dio”, Cormac McCarthy: 3/5. È un po’ come nei sogni (o meglio negli incubi) quando ti vedi risucchiato in un vortice di eventi incredibili, fai una scelta e poi non puoi fare altro che assecondare la corrente, anche se non ti succede quasi mai, né in sogno né nella realtà, di ritrovarti a scopare cadaveri di donna.
A Ballard invece capita anche questo. E la cosa incredibile, con la scrittura di McCarthy, è che tu ti senti pure in empatia con il protagonista, non importa se lascia decomporre un cadavere in soffitta o ammazza una ragazza innocente: tu (tu impersonale, eh) in alcune parti di libro ti senti lui. E tifi per lui, quasi come se fosse il buono, braccato ingiustamente dai cattivi di turno. Non è così, lo sai, ma non ci puoi fare nulla.

“Ho freddo”, Giancarlo Manfredi: 4/5. Arrivato circa a pagina 350, penso seriamente che questo sia il miglior romanzo che leggerò nel 2010. Non sono né pazzo né esagerato. Manfredi tesse una trama di medicina e storia lanciando nel mucchio qualche spiraglio metafisico, quasi sempre spiegabile razionalmente con diagnosi mediche non ancora precise, illusioni collettive, superstizioni e fenomeni naturali al di là della comprensione dell’uomo di fine ’700 inizio ’800.
Poi però si perde per strada (e con la strada anche una stellina) verso la fine. Il romanzo è in pratica l’insieme di tre episodi separati. Tre situazioni che Jan, Aline e Valcour affrontano e che – è bene specificarlo perché la copertina fa pensare ad altro – poco hanno a che fare con l’horror e i vampiri (non che sia un male!). L’unica cosa che li lega è una maledizione scagliata su una famiglia defunta qualche decennio addietro. Il problema è però che questo trait d’union è molto labile, a tal punto che a volte fai fatica a ricordarti dei dettagli utili; un legame che, secondo me, avrebbe dovuto essere marcato di più.
Comunque sia, a parte questo piccolo appunto, un ottimo romanzo.

“Il fuggiasco”, Massimo Carlotto: 4/5. Una storia personale incredibile. Puoi vivere fino a 100 anni, ma difficilmente vivrai tutto quello che ha vissuto Carlotto.

I write like…

15 luglio 2010

I write like
Charles Dickens

I Write Like by Mémoires, Mac journal software. Analyze your writing!

Secondo questo sito, io scrivo come Charles Dickens. Provate anche voi.
Il sito analizza la vostra scelta di parole e lo stile di scrittura comparandolo con famosi scrittori. Funziona con qualsiasi testo, purché sia in inglese. Va bene con pezzi di post, capitoli di romanzi, raccontini. L’importante che sia nella lingua di Albione, quindi prima passate da Google Translate e vedete un po’ se vi piace. Se anche a voi verrà fuori Dickens, probabilmente il vero Dickensiano sarà il traduttore di Google.

I parassiti dell’informazione: L’Altra Notizia

13 luglio 2010

Il diritto all’informazione è un diritto insindacabile. Importante oggi più che mai e difeso strenuamente da tutti gli esseri amorfi dal centro-sinistra in giù: Popoli viola, popoli imbavagliati, pomodori rossi, Di Pietro. Tutti a difendere il diritto di cronaca e il diritto di informarsi. Tutti, compresi i blog parassiti. E questo post nasce per lanciare un’accusa di inutilità ai blog parassiti, che fanno informazione copiando gli articoli dei giornali veri e ci guadagnano pure qualche euro.

Tutto è nato dal fatto che a me, questa notizia, pareva di averla già letta da qualche altra parte. E in effetti era così. “Il generale Mori e Cosa Nostra l’accusa è concorso esterno”. Articolo di Nicola Biondo su L’Unità. Fonte non segnalata, riproduzione totale.
A questo punto mi sono incuriosito con altri post del blog L’Altra Notizia. Ne ho scelti due a caso.
“Padova. Pestati davanti al bar perché gay”. Articolo tratto da Mattinopadova.it. Fonte segnalata, riproduzione totale.
“Travaglio e stipendi in Rai: prendo meno dell’ultima gamba destra di una soubrette”. Articolo tratto da Corriere.it. Fonte segnalata, riproduzione totale.
Vabbè, ma sarà sempre così? Ieri, per scrivere questo post, ho dato un’altra controllata. Tutti i post pubblicati ieri.
1) Eolico, indagati Dell’Utri e Cosentino “Carboni voleva influenzare i pm del G8″. Articolo tratto da Repubblica.it. Fonte segnalata, riproduzione totale.
2) “«Falcone e Borsellino falsi eroi» Gruppo Facebook, denunciati autori”. Articolo tratto da Corriere.it. Fonte segnalata, riproduzione totale.
3) “Casalesi e politica, arrestato l’ex consigliere regionale di Mastella”. Articolo tratto da IlFattoQuotidiano. Fonte segnalata, riproduzione totale.
4) “Giocare alla guerra per tre settimane? Paga lo Stato”. Articolo tratto da IlFattoQuotidiano. Fonte segnalata, riproduzione parziale.

L’Altra Notizia è un non-sito e un non-blog. Non crea, almeno ad una prima indagine, contenuti propri. Copia e incolla articoli altrui. E in più ci mette la pubblicità. Molta pubblicità. Persino popup! 40.000 fan su Facebook.
Cosa? Perché ce l’ho con L’Altra Notizia? No, non ce l’ho con l’Altra Notizia. Semplicemente non lo considero un comportamento molto corretto copiare gli articoli altrui (a volte senza citare la fonte) e guadagnarci pure.

Up & Down: Calcio, Mondiali Sudafrica 2010

12 luglio 2010

Up

  • Spagna. Hanno vinto. Vorresti mica metterli tra i Down?
  • Uruguay. Ha sfiorato il titolo. Sorpresona.
  • Germania. Terza ma con un brillante futuro davanti.
  • Dunga, Maradona, van Marwijk. C’è chi critica lo stile dei primi due. Io li ho trovati elegantissimi. Un esempio di stile ed eleganza.
  • Paraguay. Comunque sia è andato ben oltre le aspettative…
  • Giappone. Non è ancora la nazionale di Holly e Benji ma viene su bene.
  • Corea del Sud. Hanno fatto meglio dei cugini, ma questa volta non avevano Moreno dalla loro.
  • Sudafrica. Da organizzatori del mondiale, sfumano il tradizionale passaggio di turno, ma ottengono una storica vittoria contro la Francia che sarà ricordata negli annali.
  • Messico. Rosetti ci ha messo lo zampino, ma gli ottavi dovrebbero già essere un buon risultato.
  • Stati Uniti. Anche loro continuano a migliorare. Vincere un Mondiale, per noi, sarà sempre più difficile.
  • Ghana. Unica africana a passare il turno e ad arrivare ai quarti.
  • Honduras. Non pervenuta. Ed è già un risultato.
  • Cile. Ha fatto la sua figura a seguito del black out del dopo Salas-Zamorano.

Metà e metà

  • Inghilterra. Non ho visto nemmeno una partita dell’Inghilterra. Mea culpa.

Down

  • Francia. C’erano due squadre in spogliatoio. Sono riusciti nel difficile compito di arrivare ultimi del girone. E ricordiamoci di Trapattoni!
  • Svizzera. Pazzesco. Unica squadra a battere la Spagna. Poi però la deriva.
  • Brasile. Fuori quasi subito. Che godimento.
  • Olanda. Tifavo Olanda, ma in finale hanno saputo farsi odiare da tutto il mondo. Chi ha detto De Jong?
  • Argentina. Sembrava imbattibile, e invece…
  • Grecia. È giustamente tornata nel limbo delle merdine.
  • Corea del Nord. Alcuni giocatori pensavano che il calcio fosse il cricket.
  • Portogallo. Siamo (quasi) tutti capaci a fare gli spacchiusi contro la Corea del Nord!
  • Le africane (Nigeria, Algeria, Camerun, Costa d’Avorio). Il continente nero è fermo al palo. Tranne Ghana, tutte fuori subito.
  • Italia. Ovviamente.

La nuova Strada in salita

10 luglio 2010

Ho intenzione di intensificare un po’ le pubblicazioni. Ci ho pensato a lungo e, visto che scrivo sempre meno, ho pensato che o mi do una mossa o la pianto qui e campo di soli Twitter, FriendFeed & Tumblr. Prima di piantarla, direi che potremmo almeno tentare di scrivere qualcosina in più, no? A chiudere bottega c’è sempre tempo e poi non mi sento ancora pronto ad abbandonare questa mia creaturina.
Per aumentare il numero di post, pensavo però di chiedere consiglio ai quattro gatti-amichetti soliti che bazzicano su queste pagine. Cosa scrivere su Lastradainsalita?
Pensavo di rendere settimanali alcuni post che avevo pubblicato tempo fa:

  • Week News, un post contenitore che riassume tutte le news della settimana. Sì, ma quando pubblicarlo? Alla domenica? Al venerdì? Al lunedì?
  • Recensioni, almeno una a settimana, magari facendo la summa dei libri del mese su Anobii, dei film e dei fumetti visti.
  • Un raccontino a puntate come ai bei tempi? Magari finire quel “Ventennio” che sembrava essere partito così bene e di cui Hytok attende ancora una conclusione?
  • Up & Down. Ne sto preparando uno sui mondiali di calcio. Anche questo potrebbe diventare una rubrica settimanale. Lunedì?
  • Quattro rubriche, dunque, per quattro giorni. E nei restanti tre giorni, si può scrivere di altro: attualità, politica e quel che capita.
  • Una nuova veste grafica, che questa mi ha stufato.

Poi? Cos’altro? Si accettano suggerimenti.

Nothing important happened today

9 luglio 2010

Oggi mi sono alzato e sono andato al lavoro. Ho fatto le mie ore e poi sono tornato a casa. Ero felice. Oggi non hanno ucciso nessuno, non ci sono stati attacchi terroristici, non ci sono state truffe, soprusi, reati di ogni sorta, discriminazioni, ingiustizie. Nessuno mi ha parlato di emarginati, diversi, reietti, sfortunati, poveri, ricchi, assassini, politici. Nessuno mi ha detto di stragi ambientali, disastri naturali, lavoro precario, convergenze infauste.
E tutto perché oggi i giornali non c’erano.
Oh, non è poi così male non sapere un cazzo di quel che succede nel mondo. Non è per niente male. Nulla di importante è accaduto oggi. Basta crederci. Basta riuscire a crederci.