Mioddio. Stavo guardando Crossing Jordan e mi becco il lancio del TgLa7. Parole chiare e nette: “Condannato in appello Marcello Dell’Utri per concorso esterno in associazione mafiosa.”
Non mi è mai piaciuto Crossing Jordan, quindi mi salto il finale e penso bene di farmi la rassegna dei tg. Guardo gli ultimi minuti della D’Urso e becco il Tg5: “Condannato Marcello Dell’Utri. Pena ridotta di due anni”.
Passo al Tg1: “Pena ridotta di due anni a Marcello Dell’Utri. Assolto per la trattativa Stato-Mafia perché il fatto non sussiste”. In pratica – ascoltando solo il Tg1 – sai perché gli hanno tolto due anni di pena, ma non sai per quale diamine di reato sia stato condannato.
Ricordo i bei tempi in cui Beppe Braida prendeva in giro i Tg italiani. Partiva dal neutrale Tg1. Passava al Tg5 diventando più parziale, e sfociava nell’ossequiosità del Tg4. Già, sembra un secolo fa. Mamma mia come cambiano i tempi.
Buffon. Sappiamo che è bravo, e quel poco che doveva fare l’ha fatto. Poi si è fatto male e meritava l’Up già solo per l’energia impiegata nell’incitare i compagni dalla panchina.
Chiellini. L’unico bravo là dietro.
Marchetti. A parte quello col Paraguay, i gol se li è presi tutti lui. Ma non è colpa sua. Un Up forse poco meritato ma che chiarifica la sua non colpevolezza sull’eliminazione.
Quagliarella. Non sono convinto fosse la panacea della Nazionale. Per me, con 270 minuti sulle spalle, sarebbe stato inutile tanto quanto coloro che hanno giocato. Però, per quel poco che ha giocato, si è meritato la sufficienza.
Zambrotta. E chi metti al posto suo? Salvato.
Pazzini. Up per simpatia e discorso simile a Quagliarella. Non si può giudicare un mondiale da 30′ giocati.
Pirlo. Con lui è un’altra Nazionale. Pirlo forever.
Montolivo. Ci credeva, ma non è all’altezza di Pirlo. Io li avrei provati insieme.
Metà e metà
Gattuso. Giocatore da un solo tempo. Non mi ha convinto ma non merita accuse.
Camoranesi. Testa calda, pericolosissimo schierarlo, eppure… sempre meglio che Marchisio.
Palombo. Non pervenuto.
Bocchetti. Avesse giocato potremmo giudicarlo.
De Sanctis. Sv anche per il terzo portiere.
Down
De Rossi. Due gol presi sono sua responsabilità.
Maggio. Mamma mia che scandaloso.
Criscito. Inconsistente.
Cannavaro. Anziano. Purtroppo non è più quello del 2006.
Marchisio. Bocciato con la Nuova Zelanda… Ripeto: “con la Nuova Zelanda”.
Iaquinta, Di Natale, Gilardino. Insufficienti, ciascuno a suo modo.
Pepe. Parte piuttosto bene ma conclude nell’inutilità. Riecheggeranno nelle sue orecchie (credo per anni) gli insulti nei suoi confronti per l’erroraccio sotto porta verso lo scadere di Italia-Slovacchia.
Lippi. La responsabilità è tutta sua. Convocazioni sbagliate, formazioni sbagliate, tattiche sbagliate. Siamo tutti allenatori in Italia, vero, ma sui suoi errori non si discute.
Questo è il nuovo best commento degli spambot approdato su La strada in salita. Notare la conclusione di classe.
Ciao, grazie per la visita e il commento sul mio blog, il tuo blog è molto buono, ho sempre visitare adesso. buona giornata e un grande fine settimana. pompini.
Grazie alla Gialappa’s, Rtl 102.5 è riuscita a entrare nel mio autoradio. Posizione 6. E a quanto pare, tra diritti per i mondiali e l’acquisizione del magico trio, il balzo in avanti non lo ha fatto solo col sottoscritto. Guardate ad esempio le statistiche Alexa riguardanti il sito di Rtl: un’impennata proprio in occasione dell’inizio dei mondiali di calcio.
C’è però una pecca.
(da Wikipedia) RTL 102.5 è inoltre una delle emittenti radiofoniche più attive nell’ambito della tecnologia.
Così attiva nel campo tecnologico che se ascolti la radio via web e guardi RaiUno hai un minuto buono di differita. Ieri sera il gol della Danimarca in radio l’hanno detto con due minuti di ritardo. Troppo! Diciamolo, più che i diritti radiofonici, la differenza la fa la Gialappa.
Sembra quasi brutto non scrivere due righe sulla Legge Bavaglio. La bella ed efficace copertina di Repubblica racchiude in sé un messaggio importante, ma ne trascura un altro, forse ancora più fondamentale.
Contrarissimo al divieto di pubblicare gli atti delle inchieste, penso che la parte più deleteria di questa legge sia quella relativa alle intercettazioni.
Come scrive Sara, “I media in questi giorni stanno dedicando molto spazio alle questioni legate alla giustizia (la cui effettiva gravità o leggerezza mi pare difficile però da capire per le persone normali)” e da giornalista non posso considerarmi una “persona normale” al 100%.
Il problema secondo me maggiore è l’incidenza non tanto sugli eclatanti casi di mafia o di coinvolgimenti politici, ma sui casi quotidiani, di piccola e invisibile criminalità. Niente microspie, quasi nessuna intercettazione per reati minori. Eppure sfogliando la cronaca si dovrebbe capire quanto questi sistemi d’indagine siano radicati e fondamentali.
Parlo per esperienza: non solo articoli di giornale ma comunicati vergati direttamente dalle forze dell’ordine (tutte, Carabinieri, Polizia, Finanza) che ricordano sempre, puntualmente, l’importante contributo dato dalle intercettazioni, sin da quando giravano le prime voci sulla loro sopressione. Si tratta sempre di indagini lunghe. Gli arresti più frequenti sono sempre frutto di un anno, a volte anche due anni, di indagini. Per fare un esempio, la data più frequente di inizio indagini per gli arresti di maggio 2010 era “settembre 2008″, un anno e mezzo di indagini: nulla a che vedere con i 75 giorni di intercettazioni consentite dalla nuova legge. Indagini così lunghe per poter scoprire e sgominare non il singolo reato ma le reti di criminali, magari non considerabili “criminalità organizzata” ma pur sempre con ganci a vari livelli, dal pusher di quartiere che compra la merce a Porta Palazzo, al venditore di droga che la compra da qualche spagnolo, al trafficante che la importa dalla Spagna. Dal ragazzino che ruba il motorino, all’altro che gli cambia la targa, all’altro che lo porta dall’altra parte della nazione per farne sparire le tracce. Sempre, quando si parla di criminalità, si sottintende una rete criminale. Ecco, la prima conseguenza dell’uso limitato delle intercettazioni sarà proprio questa: dimenticatevi i consueti lanci giornalistici tipo “sgominata banda” o “arrestato gruppo di criminali” in tg e giornali. Se continuerete a sentirli, sappiate che potrebbero non essere del tutto veri.
* Away From Keyboard
Siccome sono uno che di blog guarda giusto i suoi amichetti e qualche imperdibile “must”, mi accorgo con un anno di ritardo che il noto blogger Paul the Wine Guy non è più nel mondo dei più (nel mondo dei blogger, intendo. Lui, se ho capito giusto, è vivo e vegeto).
Un bel giorno si è svegliato e ha cancellato tutto. <Paul era divertente e, se non lo confondo con altri, era pervaso da un umorismo squisitamente nerd. Aveva un bel blog e di questo ne sono piuttosto sicuro perché ho ritrovato l’url in una cartella tra i preferiti di Firefox.
Stasera mi sono imbattuto in un’intervista che ha rilasciato a Gilioli e non ho potuto che concordare sul tema della riservatezza.
Adoro la mia riservatezza, prevalentemente perchè non mi piace che il vicino di casa sappia esattamente cosa ne penso. O il mio datore di lavoro. O il panettiere. Ho aperto un blog per noia e frustrazione: il mio barbiere non deve per forza sapere gli affari miei mentre mi pettina come un deficiente. Preferisco tenere il mio anonimato.
Perché quel titolo? Per tante ragioni, ad esempio perché i miei più cari amici sanno del blog e quando si ricordano lo frequentano pure. Perché la vita afk e davanti allo schermo è sempre più integrata e inscindibile, grazie a Facebook e alla posta, ma questo spazio – anche se aperto a tutti – lo considero più privato dei social network.
Fino a poco tempo fa, l’opera di Antoine de Saint-Exupéry risultava essere uno dei più letti dal popolo anobiano italiano (tanto quanto le altre nazioni).
Ora è misteriosamente sparito. Al suo posto, “Ël cit prinsi”, edizione piemontese di una misconosciuta “Editrice Il Punto – Piemonte in Bancarella”. Come potete vedere dall’immagine, 1497 recensioni, nelle librerie di ben 12 vicini e 3 amici. Sapendo che l’amica Desde è torinese, da lei potrei anche capirlo, ma da Nicce e Virgh che di piemontese hanno ben poco?
Non abbiamo bisogno di attendere la loro conferma per capire che qualcuno, furbescamente, ha sostituito la versione Fabbri Editore con un libro totalmente diverso da quello che quei 1497 recensori hanno letto (se non nel contenuto, almeno nella lingua!).
Come da titolo, fortunatamente troll e bimbiminkia non sembrano affollare le pagine di Anobii, ma se il trend dovesse cambiare? Se le pagine dei nostri libri venissero prese d’assalto come le pagine di Wikipedia? Addio Eden, probabilmente.
L’assistente alla regia agli attori: Questa è la puntata di chiusura, quindi non ci sono più storie sospese, ok? Nessuno è più “basito”. Chiaro? Nessuno è più “basito”, nessuno è “sorpreso”. Ognuno di voi ha capito tutto. Nei primi piani fate sì con la testa, ché avete capito e state sereni.