Francesca Cipriani e la tivù

19 aprile 2010

Scopro questa sera da qualche tg nazionale (credo Studio Aperto) e da internet che Francesca Cipriani, ex concorrente del Grande Fratello di qualche anno fa, si è tuffata nella fontana di Trevi per “protestare” contro la sua esclusione dal reality La pupa e il secchione.
Sull’argomento ci sarebbero molte cose da dire. Tipo che pare strano che le telecamere del tg più amato dai burini fossero lì pronte a immortalare la scena. Come se su “Oggi nel Lazio” dell’Ansa ci fosse scritto: Ore 11: Francesca Cipriani fa il bagno nella fontana di Trevi.
Lei vorrebbe essere pupa perché, dice, è pupa dentro e fuori. Pupa dentro lo è davvero (ad intelligenza, intendo). Ricordo infatti qualche scenetta con lei protagonista a Mai Dire Grande Fratello. Per l’aspetto esteriore bisogna però spendere qualche parola in più. Anzi, farò di meglio… Manderò un messaggio a Francesca Cipriani stessa, perché è da anni che questo equivoco prosegue senza sosta.

Francesca,
ciao. Sono Quad e ti scrivo da Torino. Mi ricordo di te. Mi ricordo delle tue performance nella casa del Grande Fratello e per quanto ho visto posso dire che sì, hai la testa da Pupa. Saresti, cerebralmente, una perfetta pupa. Però c’è un malinteso che ti segue da quando eri nella casa. Tu, erroneamente, credi di essere una gnocca da paura. Mi dispiace dirtelo ma purtroppo non lo sei. Sei carina, lo ammetto. Sei fisicamente gradevole, ma non sei adeguatamente gnocca per poterti considerare una bella soubrette. Non sei adeguatamente figa da poter conquistare il cuore e i pantaloni degli italiani. Mi dispiace ma è così. Chiediti perché a La pupa e il secchione non ti hanno chiamata. “Perché sono troppo intelligente?” penserai. No, dai. Non scherzare. Te lo dico io. Perché non sei abbastanza gnocca. Fattene una ragione. Per gli standard televisivi, sei poco più che una racchia.
E ti dirò di più. Rifarti le tette non è servito a nulla. Cessa eri, e cessa rimani.

Diffondete il verbo, signori e signore. E se la incontrate per strada, diteglielo: cessa eri, e cessa rimani.

Santi

10 aprile 2010


Fatemi capire… c’era davvero qualcuno che pensava che questi due della foto fossero dei santi?
C’era davvero qualcuno che pensava fossero costretti a convivere in serie A con l’unico diavolo bianconero? Che l’unico a sentire telefonicamente i designatori arbitrali fosse Moggi?

Ciao Maurizio!

3 aprile 2010


Maurizio Mosca non era uno dei miei preferiti. Una creatura televisiva che cercava di sfruttare l’effetto tv per far ridere e farsi voler bene. Ma, nonostante questo, lo stimavo e lo ascoltavo sempre, anche quando diceva fesserie.
Come si suole fare in questi casi, vi racconterò un piccolo ricordo su Maurizio Mosca.
Ricordo una delle sue celebri bombe. Era Controcampo, credo, o un’altra di quelle trasmissioni lì, con tanti ospiti e Mosca nel gruppo. Ibrahimovic era all’Ajax e Maurizio disse che lo svedese sarebbe andato alla Juve. Risate in studio. Non ci credeva nessuno. Sorrisini di compatimento per la boiata che aveva appena sparato.
L’anno dopo Zlatan Ibrahimovic sbarcò a Torino. Nessuno se lo ricordava ma Maurizio Mosca lo aveva predetto.

Un Cota dopo l’altro: episodio 1

1 aprile 2010

SONO PASSATI TRE GIORNI E IL NEOPRESIDENTE ROBERTO COTA SI METTE SUBITO IN MOSTRA CON DUE CONTROVERSE DECISIONI SU RU486 E GAY PRIDE.

1) Partiamo dalla RU486. Ammettiamolo. La frase “La pillola rimarrà nei magazzini” è stata strumentalizzata fin troppo. Cota vorrebbe lasciarla nei magazzini ma non può. Può ostacolarne l’avanzata ma non può fermarla. Può costringere la gente ad assumerla in ricovero forzato e probabilmente farà così.
D’altronde, non c’è nulla di che stupirsi. Il votante di Cota, come ad esempio la commentatrice Viviana, avrebbe dovuto leggere almeno il programma elettorale. Quella che Viviana definisce “vaccata” è scritta nero su bianco nel documento generale. Una “mentalità ristretta e bigotta” aggiunge Viviana. E l’ha votato. Ha votato per un candidato che nel programma diceva chiaramente quel che è stato ribadito ieri, quel che lei considera “vaccata”. Ci sarebbe da fare un lungo e meditato discorso sul chi merita di avere il diritto di voto e chi no, ma ora non ho tempo e voglia per farlo.

2) Roberto Cota ha inoltre deciso che la Regione non offrirà più il patrocinio per il Gay Pride torinese. Beh, qui c’è poco da commentare.

Notizie inventate

1 aprile 2010

Il Tg5 (come si può vedere qui) parla di pesci d’aprile e ci butta dentro pure la Guerra dei mondi, il famoso programma radiofonico di Orson Welles che scatenò il panico per le vie d’America.
Peccato però che avvenne ad ottobre. Non ad aprile.