30 marzo 2010

Pronostico azzeccato. Ne avevamo parlato qualche giorno fa e ora tutto il quadro viene confermato. Il movimento 5 stelle di Beppe Grillo è riuscito con il suo 4% a mandare a casa Mercedes Bresso. Al suo posto, Roberto Cota.
Questa notte riusciranno a prendere sonno i sostenitori di Beppe Grillo? Io credo di no.
18 marzo 2010

Tempo fa, l’amico Marco Taddia, nel suo chilometrico racconto a puntate, aveva ipotizzato che una persona, in tv, si mettesse a dire cose vere.
Sì, lo so, il ragazzo scrive proprio fantascienza per poter pensare una cosa del genere! Eppure qualche volta qualcosa di simile succede anche nella realtà. Marco ipotizzava che dopo aver ascoltato le parole della verità, gli zombi catodici si sarebbero risvegliati dal loro torpore infinito e avrebbero marciato su Roma. Avrebbero protestato così tanto da bloccare tutta la capitale. Non ricordo se glielo dissi o lo pensai solo, ma il suo risultato non mi convinceva. Io rimanevo dell’opinione che la gente, bene o male, è così in avanzato stato di zombificazione che non metterebbe nemmeno il piede fuori di casa.
Ecco, oggi noi ne abbiamo la conferma. Ieri sera all’Isola dei Famosi, Aldo Busi si è permesso di dire che Papa Benedetto XVI si scaglia contro gli omosessuali. Oggi che è successo? Gente in piazza? Messaggi di solidarietà all’intellettuale isolano? No. Aldo Busi radiato da OGNI trasmissione televisiva. Ha osato insultare il Papa. Di peggio c’è soltanto l’insulto diretto a Mussolini.
Visto Marco? In strada non c’è nessuno, purtroppo. Il tuo è proprio un racconto di fantascienza.
11 marzo 2010

La lettera che segue fate conto l’abbia scritta Federico Moccia. Già che ci siete, immaginatevi come colonna sonora la canzone “Fossi figo” di Elio feat. Gianni Morandi, ma con Moccia al posto di figo e qualche verso cambiato per farla calzare meglio.
Cari amici, cari lettori, cari nemici,
vi scrivo per parlarvi di quello che è recentemente successo durante una mia visita all’Università La Sapienza di Roma. Ero stato chiamato per parlare del mio ultimo film e del mio ultimo libro e, non appena mi sono seduto in aula, dei ragazzetti con la tuta dell’Adidas hanno iniziato a deridermi, ad accusarmi di essere una nullità, a criticare il mio scrivere libri e il mio fare cinema.
Ecco, più che altro io ora mi rivolgo a loro, a quei ragazzetti che m’accusano di avere un non-stile. Io, lì, davanti alle mie attricette tanto care, sono stato gentile, ho risposto in maniera pacata alle infamanti accuse, ma siccome poi le critiche sono continuate su internet e su altri media, io ora ho deciso di dire basta.
È ora di dire basta. È ora di BASTA.
Mi rivolgo a voi, dunque.
Ah stronzi. Ah pupetto con la tuta bianca, ma vedi di annà a studiare che manco sai l’italiano. Mi dici “specie in una platea univesitaria, per me è particolare che lei possa parlare [...]“. Particolare CHE? Aò, ma in che lingua parli? AOOOO, MA COME PARLIIIII? Una delle tante accezioni di “particolare” vede quest’aggettivo come sinonimo di “rilevante”, “notevole”. Sembrerebbe quasi un complimento, ma so che non lo è. Era un insulto, il suo. Un insulto di un ignorante.
Comunque, tralasciamo il “particolare”.
Io rivolgo a voi una domanda: ma perché a me? Di università ne ho girate, e nei vari atenei ho visto cose turche: ho visto Luciana Littizzetto, ho visto Vecchioni che insegnava con la cattedra vuota (nel senso che gli studenti c’erano, ma lui no). Eppure non ho visto mai nessuno chiedere alla Lucianina perché nei suoi libri (editi da Mondadori) non parli quasi mai di politica. E nessuno ha mai criticato Vecchioni. Anzi, il suo passato da professore lo rende un cantante intellettuale. Eppure la mia presenza tra le mura universitarie desta scalpore.
Perché a me, dunque, le critiche? Ve lo dico io perché. Perché siete invidiosi dei miei soldi. Siete invidiosi perché, nonostante il mio stile semplice, ho fatto una vagonata di euro e voi avete il manoscritto nel cassetto e nessuno vi ha mai cagato. Siete accidiosi, perché vi considerate un’elite culturale, ma per quanto mi riguarda siete un’elite culturale di merda. Perché, mi ripeto, voi non ce l’avete con me per i miei libri che fanno schifo, ma perché quei benedetti libri riesco a venderli alla grande. Alla grandissima.
Voi non potete farci nulla, però. Io vendo e sono contento. E allo stesso tempo non potete nemmeno criticare le mie lettrici, perché sono ragazzine ed è giusto che leggano libri da ragazzine. Nessuno si è mai sognato di criticare l’autrice di Geronimo Stilton, perché a leggerlo sono i bambini! E se andasse ospite all’università sarebbe applaudita come tutti, come Calvino, o Pasolini, o addirittura Liala.
Ora, in conclusione, non prendetevela con me o con le mie lettrici. Prendetevela con gli adulti che non leggono i libri che volete voi, e prendetevela con voi stessi, che credete di essere grandi letterati eppure quando Lino Banfi ha ottenuto una Laurea Honoris Causa nessuno gli ha rinfacciato il suo passato di porco da film di terz’ordine. Ennò, perché oltre al rivalutare Banfi, si sono già rivalutati pure i film suoi, compresi quelli in cui ci sono Pierino e la Feneck. Siete un branco di ipocriti. Tutti. Quel che è fine e impegna, e guarda caso, v’interessa, allora è Ok.
Quel che è fine, impegna, ma non v’interessa, allora sarà pretenzioso, snob.
Quel che è di bassa lega e non v’interessa è trash in senso letterale, spazzatura da evitare.
Se infine è di bassa lega ma vi piace, allora è di quel Trash con la T maiuscola, da rivalutare, da rendere cult, così nessuno vi prenderà in giro.
Ok, ora la finisco davvero. Continuate a criticarmi, se volete.
Io tirerò dritto per la mia strada e continuerò a farmi un fottìo di soldi. Oggi, giusto per farvi andare in sollucchero, mi comprerò un Home Theatre da 10 mila euro. Alla facciazza vostra.
Cordiali saluti
Federico Moccia
2 marzo 2010

Da quanto leggo sul Corriere della Sera di oggi, il Panda originariamente era un animale carnivoro. Secondo alcuni ricercatori di un’università cinese, il Panda in un antico passato preferiva di gran lunga mangiare carne anziché bambù. Si nutriva di spiedini di pollo, braciole di maiale e soprattutto salsicce di mangusta.
I panda, all’epoca, erano in tanti. Riempivano interi ristoranti del Roero per gustare il polletto del Roero e il cinghiale appena cacciato. Con tutta probabilità non disdegnavano l’arrosto con sughetto ai funghi porcini.
Poi, un bel giorno, arrivò il salutista radical chic con la puzza sotto il naso e disse “Bon, io mangio solo bambù”. Anzi, no. C’aveva la erre moscia e, da buon panda salutista ma soprattuto radical chic con la puzza sotto il naso, voleva ostentarla. Dunque disse: “pRefeRiRei non divoRaRe più cReatuRe appaRtenenti alla sfeRa animale. MangiaRe caRne fa male e uRta la mia aRmonia con la natuRa. Io aboRRo la caRne. Da meRcoledi mangeRò solo bambù. Chi mi ama mi segua”.
E si dà il caso che il panda in questione fosse piuttosto amato. Risultato: ora la popolazione mondiale di panda (escluse le Multijet Fiat) è tra i 2.500 e i 3.000 esemplari.
Quindi, la prossima volta che qualcuno vi mostra l’immagine di un agnellino o un coniglietto e vi chiede di diventare vegetariani, citate l’immagine di questo post (grazie ldm313) e ricordate loro la fine che hanno fatto i panda: sono diventati vegetariani. E sono a un passo dall’estinzione.