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16
gen
2010
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Buongiorno amici. Ieri sera, nonostante qualche intoppo, siamo andati a vederci Avatar nel giorno di debutto ufficiale nei cinema italiani (anteprime escluse, ovviamente).
Ho poco da dire sul film, e secondo me è per questo che non posso considerarlo un capolavoro. Un capolavoro, in quanto tale, sa scaldare il cuore e sa attivare il cervello. Così non è stato, ma ciò non significa che Avatar sia un film da buttare, anzi. Segna, sicuramente, un’importante tappa nella storia del cinema per quanto ha saputo creare. Forse non brillerà per originalità di trama, ma -nonostante questo- di sicuro entrerà nei manuali di storia del cinema.
Per una vera e propria guida al film, assortita con interessanti dettagli tecnici, consiglio la recensione di Paolo Attivissimo, abilissimo a ricostruire tutti i riferimenti culturali al nostro mondo: dalla guerra in Iraq alle Torri Gemelle, passando per alcuni dati che a me francamente hanno stupito assai:
Niente pellicola: solo un hard disk che contiene un file cifrato da circa 155 gigabyte, compresso in JPEG2000, in formato 2048 x 858 a 48 fotogrammi al secondo (il doppio di una proiezione 2D). Sull’etichetta, oltre al titolo del film e ai dati tecnici, c’è anche la scritta “Redbird”: il nome in codice usato per non far sapere che si trattava di Avatar durante le prime spedizioni dei dischi alle sale.
Il disco arriva nella scatola imbottita nera che si intravede dietro, sul tavolo, e il proiezionista copia il file al server tramite una normale porta USB. Da lì, una volta sbloccato con la password, che ha scadenza giornaliera, il film viene proiettato tramite un proiettore digitale da 2K (2048 pixel orizzontali) e 5 kW.
Il proiettore è comandato da una postazione sulla quale gira Linux (chiedetevi perché) e che intravedete a destra nella foto qui di fianco. Il proiettore è l’oggetto sopra il rack; il server è quello con le maniglie, dentro il rack.
Le critiche che invece muove TFM sono tutte corrette, eppure non mi viene da criticare troppo. Forse, a volte, l’orpello può essere più che sufficiente per tenere alta la qualità di un film, anche senza storia.
Così come prima, verissimi tutti i riferimenti che presenta:
Il film si apre con un occhio che si apre ed è Lost. C’è Sigurni Uivah ed è Alien. Poi un robot gigantesco mezzo umano ed è Yattaman. C’è Michelle Rodriguez aka ANA LUCIA ed è Lost again. Un branco di lucertoloni ed è Giurassic Park. C’è Giovanni Ribisi ed è Phoebe Buffet. Una svaria di elicotteri e di aerei che compare dalla parte destra dello schermo ed è Apocalipse Now e anche Apocalipse now redux. L’eroe si infiltra da infiltrato ed è Cavallo di Troia. C’è un’enorme quercia che crolla ed è caduta del comunismo. Ci sono due che fanno l’amore in mezzo alle lucciole ed è Lady Oscar. La popolazione di indigeni lucertoloni blu si mette a pregare inchinandosi ad un albero -!- ed è Re Leone. C’è scissione tra fazioni di uno stesso partito ed è Sinistra Italiana. I lucertoloni si mettono a fare strana danza ed è All Blacks. Ah, i lucertoloni sono tutti blu e hanno capo anziano ed è I Puffi e Grande Puffo (sì, c’è anche Puffetta). L’Eroe viene schifato ma poi viene accolto come un Dio ed è Gesù Cristo. L’Eroe incita lucertoloni alla rivolta con grande profitto ed è Braveheart.
Che altro dire su Avatar? Nulla, se non un piccolo appunto: le donne Na’Vi, con quegli occhioni gialli, sono molto sexy. E, a proposito, l’avevate capito che la protagonista blu era Uhura? Io no.





9 commenti a “Avatar”
“C’è scissione tra fazioni di uno stesso partito ed è Sinistra Italiana.”
Mitico Paolo!
Io il film lo vado a vedere questa sera causa incomprensioni con amici.
Sinceramente lo vado solo a vedere per potermi rendere conto se il 3D vale veramente la spesa o meno dopo i precedenti film che ho visto che non mi sono molto piaciuti usare questa tecnica.
Ritengo però che la trama seria e intrigante sia una colonna portante di un film, quindi uscirò probabilmente soddisfatto ma non certamente con quegli occhi traboccanti di soddisfazione come sarebbe potuto essere con una trama degna.
Spè, spè, la frase incriminata non è di Paolo ma di Nico, alias TFM.
Modifico quel capoverso per evitare fraintendimenti.
Io ancora non sono riuscito a vederlo ma conto di recuperare al più presto.:-)
Incredibile! Mentre tu scrivevi questo commento, io stavo scrivendo sul tuo blog! :)
ci sono anche quei macchinari col cristiano dentro che li guida che è matrix.
Ora vado a digerire il film
allora. grazie per la citazione, innanzitutto.
diciamo questo. ci ho pensato a lungo. forse ero stato po’ troppo severo, un mese fa. a freddo dico questo (l’ho scritto anche da Axl e Dear). Il punto sono i personaggi: sono monodimensionali. Peccato mortale, per un film in 3D.
E poi, come dici te, non c’è calore.
Fine. Film godibile, ma il “cinema” rimane lo stesso. Mi pare che su questo punto siamo un po’ tutti d’accordo.
@ Paola: Naaa, Matrix io dico di no.
@ TFM: No, non sono d’accordissimo sul cinema che rimarrà lo stesso. Ora il cinema è più “a sé”. Un Avatar non potrai mai vederlo (credo) bene come al cinema. E se questo valeva anche per molti film in 2d, per i 3d la differenza diventa un abisso. Un po’ come vedersi uno spettacolo teatrale su raitre. Non va.
Certo, la fruizione cambia e quindi anche il cinema. Da quel punto di vista è vero. Io parlavo un po’ più in generale. Ci vorrà molto tempo prima che però le cose cambino realmente. Comunque oggi riflettevo: ma quando passeranno Avatar su Rete4, come faremo? (visto che a poco a poco stanno uccidendo sky: hai visto oggi che porcata si prepara?)
Uhm, Avatar su Rete4, probabilmente in 2d. Ma per allora ci sarà un canale 3d.
Che poi, l’alta definizione, con marchingegni adatti, potrebbe valere altrettanto bene per la profondità. O no? Boh.
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