Ecco perché non sto aspettando l’ultima stagione di Lost – parte 1 di 2

31 gennaio 2010

Alcuni questo post l’hanno già letto, in quanto ricavato da una vecchia mail. Per tutti gli altri, è superfluo dirlo, si tratta di una storia vera.
Il 27 settembre 2009, giro come mio solito sul sito della Fnac, per vedere se ci sono libri in offerta o altre promozioni da cogliere al volo.
Di offerte non ne ho trovate ma mi sono imbattuto in un bando di concorso molto interessante. Un concorso su Lost: bisogna compilare una scheda, rispondere a tre domande banalissime e inviare tutto a Fnac. Chi vince il concorso, vince un viaggio in Marocco per 2 persone. Scadenza: 27 settembre. È il 27 settembre, ore 23:45. Un quarto d’ora di tempo per
partecipare. Secondo voi, cosa faccio? Partecipo. Al volo.

Le domande non sono nulla di difficile: qual è il tuo personaggio preferito? Perché? Qual è la puntata non ancora fatta che vorresti che i produttori di Lost girassero? Ho un quarto d’ora per rispondere e scrivo quattro cretinate. Personaggio preferito Desmond, perché è un Ulisse dei giorni moderni (Eh? Dove? Quando? Ma davvero? Boh, non lo so, l’ho sparata lì, però c’ha la moglie che si chiama Penelope e la frase “Ulisse dei giorni moderni” è figa). Vorrei vedere una puntata su Desmond che fa questo e quello (sostituire questo e quello con due verbi a caso). 23:55. Spedisco.

Una volta compilata e inviata la scheda, passata la mezzanotte, ho tutto il tempo per leggermi il bando nel dettaglio. Purtroppo quel che prima sembrava un semplice concorso basato sulla fortuna si rivela essere una vera e propria prova di resistenza. Leggo infatti che se la tua scheda viene selezionata, non vinci un viaggio, bensì vinci la partecipazione ad una MARATONA DI 36 ORE NON STOP di Lost.
Chi vince la maratona, vince il viaggio.
Ecco, detto questo… qualche settimana dopo vedo nella posta una mail targata Fnac. Sono stato selezionato. A domani con la seconda parte.

Ho visto Barbareschi Sciock

30 gennaio 2010

Di Barbareschi Sciock ne ho viste circa due ore. Io lo guardavo per un solo motivo, Guido Catalano, attualmente considerato il poeta vivente più bravo d’Europa.
Premettendo che della prima puntata non ho visto nulla, su questa puntata non posso che parlar male. Innanzitutto la formula, per nulla innovativa: il presentatore intervista gli ospiti, uno per volta. Sì, elencatemi pure tutte le trasmissioni che lo fanno, se volete, ma tanto non è questo il punto.
Avete presente quando guardate Fazio e dite tra voi “che domanda stupida che gli ha fatto”, o quando vedete la Ventura e vi chiedete “ma chi gliele ha scritte le domande”?. In questa trasmissione le tre frasi che saliranno più spesso alle vostre labbra saranno: “tutto qui?” a causa della banalità di alcune interviste, “che coglione, Barbareschi” per la sua incapacità di andare a fondo, e “di nuovo pubblicità?!” per l’insistente e fastidioso break pubblicitario ogni 5 minuti e rotti.
Luca Barbareschi parte forte con l’intervista a una parlamentare argentina, giovane, di sinistra, che recentemente ha scoperto di essere figlia di desaparecidos. Lei, ovviamente, ha cose interessanti da dire, peccato che siano mortificate da domande banali. Poi Barbareschi la butta in politica parlando di Chavez e Castro, ma la deputata lo siede rispondendogli per le rime. Barbareschi-Ospiti 0-1.
Tocca all’ex fidanzata del figlio di Saddam Hussein. Lui vorrebbe buttarla in caciara, la infila in una vasca da bagno piena di schiuma, ma lei dimostra di essere più intelligente di quel che sembra. 0-2.
Poi chi c’è? C’è un uomo sfigurato che racconta delle sue disavventure e della sua battaglia contro la discriminazione. Si cita l’episodio di quella donna con un braccio solo che presentava un programma per bambini, ma Barbareschi dice che i bambini avevano paura di lei. Lui, giustamente, fa notare che i problemi li hanno sollevati i genitori, non i bambini. Barbareschi-Ospiti 0-3.
Altri ospiti si susseguono senza lasciarmi vividi ricordi da condividere, poi verso la fine della serata arriva Costantino Vitaliano, eletto da Barbareschi vip del nulla (per carità, non avrebbe nemmeno torto), ma Costantino infila due stoccate vincenti e demolisce il conduttore. Cioè, non so se mi spiego… COSTANTINO VITALIANO mette all’angolo Barbareschi. Non Niccolò Machiavelli. Costantino Vitaliano. Prima dimostra che l’effimera notorietà televisiva è stata solo una fortunata parentesi nella sua carriera di modello, poi tira in ballo le accuse di plagio, e Barbareschi -codardamente- fa finta di nulla. Barbareschi-Ospiti 0-5.
Insomma, questo Barbareschi Sciock è stato una delusione. Un programma disegnato su di lui, un one man show con cotillon e intervistati “speciali” alla fine della fiera non è nient’altro che un programma noioso pieno di pubblicità lunghissime.
Ps. Subito dopo Costantino, ho spento la tv. A quanto pare Guido Catalano era subito dopo. Merda. Anzi, MeRRRda.
Ps. E, soprattutto, dov’è lo shock?

Barbareschi Sciok

19 gennaio 2010

Certo che Barbareschi, prossimo al debutto su La7 con Barbareschi Sciok, è stato accolto bene dagli spettatori, eh?

Incollo qualche commento comparso sulla pagina di presentazione del programma su La7.it

fedu
Barbarechi vergognati… se metà delle cose su di te sono vere…. devi andartene e non percepire più lo stipendio!
StefanoP
Trovo vergognoso che La7 ingaggi un personaggio come Luca Barbareschi, che si permette di dichiarare che, siccome lo stipendio da Parlamentare (!) non gli basta per vivere dignitosamente, è costretto a dedicargli solo metà del suo prezioso tempo… ma perché allora non si dimette e lascia spazio a qualcuno in grado di lavorare a tempo pieno? Pensa davvero di essere così indispensabile?
vittorioromano
Sono felice che il sig. Barbareschi sia in grado, grazie a La7, di arrotondare le sue misere entrate da parlamentare (che consistono in cifre a 5 cifre mensili). Il fatto che egli si occupi delle attivita’ parlamentari solo part-time e’ un affronto nei confronti delle istituzioni e dei cittadini elettori. Aggiungo che considero questa trasmissione come una macchia indelebile per La7, che invece stava facendo molte trasmissioni interessanti.
urukai
VERGOGNA! Boicottiamo La7 per protesta, cerchiamo di guardala il meno possibile o di non guardarla del tutto e se proprio non possiamo fare altrimenti giriamo canale quando c’è la pubblicità (linfa vitale delle tv commerciali).
Genia
scusatemi….ma con tutto il rispetto….mi manca Piroso il venerdì sera con niente di personale :( ma quando torna!!!!!!!!!
66eli
TROVO LA STRUTTURA DEL NUOVO SITO DI LA 7 UN VERO CASINO, NON RIESCO A V EDERE PIù NULLA SOLO SPEZZONI DI PROGRAMMI E PUBBLICITA’
alexgalli
ciao Luca, felice di vederti in video con un nuovo programma. Felice anke che tu ospiti il mio amico CARLO PETRINI. Spero in seguito tu kiami anke SILVIA QUERCI , che adoro!!! Spero tu legga questa mia. alessandroGalli – lucca
multiplone
La7 vergonga , assumere un deputato ( per di più lazzarone) che viene pagato con i nostri soldi. Ricordo una sua intervista in cui dichiarava che 5000 euro non gli bastavano, e quindi doveva fare l “attore” in giro per l’ Italia, doveva fare l’ imprenditore; dove aveva il tempo per fare il deputato ? La7 torna a fare informazione libera , spettacoli di qualità, cultura, non omologarti a RAISET. Valter

Ecco, tenetevi i concerti silenziosi

16 gennaio 2010

Chissà come saranno contenti, i milanesi, di avere finalmente le notti silenziose, senza i decibel esagerati che infrangono i timpani.
Chissà come saranno contenti, Letizia Moratti e gli altri, che Paul McCartney abbia deciso che “no, io quando canto faccio casino” e abbia annullato la prevista data di Milano del suo concerto.
Di sicuro saranno più contenti quelli di Napoli e Verona, che il limite dei 78 decibel non ce l’hanno.

Avatar

16 gennaio 2010

Buongiorno amici. Ieri sera, nonostante qualche intoppo, siamo andati a vederci Avatar nel giorno di debutto ufficiale nei cinema italiani (anteprime escluse, ovviamente).
Ho poco da dire sul film, e secondo me è per questo che non posso considerarlo un capolavoro. Un capolavoro, in quanto tale, sa scaldare il cuore e sa attivare il cervello. Così non è stato, ma ciò non significa che Avatar sia un film da buttare, anzi. Segna, sicuramente, un’importante tappa nella storia del cinema per quanto ha saputo creare. Forse non brillerà per originalità di trama, ma -nonostante questo- di sicuro entrerà nei manuali di storia del cinema.
Per una vera e propria guida al film, assortita con interessanti dettagli tecnici, consiglio la recensione di Paolo Attivissimo, abilissimo a ricostruire tutti i riferimenti culturali al nostro mondo: dalla guerra in Iraq alle Torri Gemelle, passando per alcuni dati che a me francamente hanno stupito assai:

Niente pellicola: solo un hard disk che contiene un file cifrato da circa 155 gigabyte, compresso in JPEG2000, in formato 2048 x 858 a 48 fotogrammi al secondo (il doppio di una proiezione 2D). Sull’etichetta, oltre al titolo del film e ai dati tecnici, c’è anche la scritta “Redbird”: il nome in codice usato per non far sapere che si trattava di Avatar durante le prime spedizioni dei dischi alle sale.
Il disco arriva nella scatola imbottita nera che si intravede dietro, sul tavolo, e il proiezionista copia il file al server tramite una normale porta USB. Da lì, una volta sbloccato con la password, che ha scadenza giornaliera, il film viene proiettato tramite un proiettore digitale da 2K (2048 pixel orizzontali) e 5 kW.
Il proiettore è comandato da una postazione sulla quale gira Linux (chiedetevi perché) e che intravedete a destra nella foto qui di fianco. Il proiettore è l’oggetto sopra il rack; il server è quello con le maniglie, dentro il rack.

Le critiche che invece muove TFM sono tutte corrette, eppure non mi viene da criticare troppo. Forse, a volte, l’orpello può essere più che sufficiente per tenere alta la qualità di un film, anche senza storia.
Così come prima, verissimi tutti i riferimenti che presenta:

Il film si apre con un occhio che si apre ed è Lost. C’è Sigurni Uivah ed è Alien. Poi un robot gigantesco mezzo umano ed è Yattaman. C’è Michelle Rodriguez aka ANA LUCIA ed è Lost again. Un branco di lucertoloni ed è Giurassic Park. C’è Giovanni Ribisi ed è Phoebe Buffet. Una svaria di elicotteri e di aerei che compare dalla parte destra dello schermo ed è Apocalipse Now e anche Apocalipse now redux. L’eroe si infiltra da infiltrato ed è Cavallo di Troia. C’è un’enorme quercia che crolla ed è caduta del comunismo. Ci sono due che fanno l’amore in mezzo alle lucciole ed è Lady Oscar. La popolazione di indigeni lucertoloni blu si mette a pregare inchinandosi ad un albero -!- ed è Re Leone. C’è scissione tra fazioni di uno stesso partito ed è Sinistra Italiana. I lucertoloni si mettono a fare strana danza ed è All Blacks. Ah, i lucertoloni sono tutti blu e hanno capo anziano ed è I Puffi e Grande Puffo (sì, c’è anche Puffetta). L’Eroe viene schifato ma poi viene accolto come un Dio ed è Gesù Cristo. L’Eroe incita lucertoloni alla rivolta con grande profitto ed è Braveheart.

Che altro dire su Avatar? Nulla, se non un piccolo appunto: le donne Na’Vi, con quegli occhioni gialli, sono molto sexy. E, a proposito, l’avevate capito che la protagonista blu era Uhura? Io no.

Le classifiche dell’anno e del decennio

2 gennaio 2010

Sondaggi ne ho visti pochi, ma in compenso le liste stilate dai giornali, in questi giorni fioccano da tutte le parti.
Qui, Times Online stila la lista dei 50 migliori libri del 2009. Nella top50, tra gli altri, ci sono Barack Obama e Andrea Camilleri (con Paper Moon, La luna di carta, uscito qui da noi nel 2005).
Della lista non ne ho letto nemmeno uno.
Sempre Times Online stila la lista dei 100 libri più importanti del decennio, anzi no, dei MIGLIORI libri del decennio. Fosse stato dei più “importanti” avrei capito Il Codice Da Vinci in decima posizione, ma… davvero è fra i più belli? Espiazione al nono, Vita di Pi al settimo, al sesto Suite Francese di Irène Némirovsky (libro interessante, credo lo cercherò) e Obama sul gradino più basso del podio. Un fumetto, Persepolis, al secondo posto, e addirittura La strada di Cormac McCarty al primo posto.
Quindi io da mesi ho sul comodino il libro più bello del decennio e continuo a procrastinarlo. Non tutti sono però dello stesso parere: nelle note recensioni di Gamberetta, La strada si è presa solo uno stivale (vale a dire, secondo la legenda di Gamberi Fantasy: “Un prodotto neutro, né consigliato né sconsigliato”).
E che dire del caso editoriale del decennio? Siete in dubbio sulla posizione in classifica di Dan Brown che anche il Telegraph mette al terzo posto (dietro a Obama e al vincitore Harry Potter)? Niente paura, non siete i soli. Sempre su Times Online, a un click di distanza dalla classifica di prima, il Codice da Vinci è anche fra i 5 libri peggiori degli anni 2000.
Qui invece la parola passa alla critica, e i libri nelle classifiche personali si fanno in gran parte misconosciuti.
Fra i film, Matteo Garrone con Gomorra entra nella top100 del decennio alla posizione 67. Borat è all’undicesimo (!) posto e a me vengono seri dubbi sulla sanità mentale di chi fa le liste. Dubbi ancor più saldi a leggere che Bourne Supremacy è al secondo posto e Casino Royale all’ottavo.
Più ragionata e condivisibile, la classifica del Telegraph, che nonostante il settimo posto di Borat, mette sul gradino più alto Fahrenheit 9/11 come film simbolo del decennio.
Niente di eclatante nelle graphic novel del 2009 scelte dal NYT. (EDIT) Molto meglio, almeno dal punto di vista dei consigli per gli acquisti, la classifica di Sparidinchiostro dei 10 fumetti più belli degli anni 00.
Qui invece, due top5 dei videogiochi del decennio. Gioco poco, quindi sono poco autorevole in materie, direi però che la classifica migliore sarebbe un mix delle due proposte.
Il Grande Fratello è lo show televisivo più importante dei “noughties”, e come dar torto al Telegrah? Abbastanza condivisibile, anche la top10 delle canzoni più determinanti del decennio: Hey Ya, Can’t Get You Out Of My Head, Seven Nation Army, Hurt, Bleeding Love, Paper Planes, Yellow, Crazy In Love, I Bet You Look Good On The Dancefloor, Rehab. Un po’ di perplessità sugli Arctic Monkeys così in alto ma credo siano più che altro messi lì a simbolo dell’indie e dell’importanza del web nel mondo della musica.