La musica e il file sharing illegale
Postato da il 18 dic 2009
Categoria: musica
Categoria: musica

Partendo da qualche commento di Altai su Anobii, sono finito qui e ho letto questo che riporta questo: la musica, i soldi guadagnati dagli artisti musicali e le ripercussioni sul mercato del file sharing.
Dal 2004 al 2008 sono diminuiti i guadagni dalla vendita della musica, ma sono aumentati considerevolmente quelli dei concerti. Più musica live, dunque, e meno musica registrata. Sarà corretto dire che chi scarica aggratis, i soldi risparmiati li spende comunque in concerti? Forse considerarlo come verità assoluta sarebbe esagerato, ma rimane il fatto che il trend favorirebbe nettamente l’artista, piuttosto che la casa discografica.
E, a proposito di diritti, notato che il bollino Siae su Altai reca il titolo “Lepanto dopo Q”?



Fortunatamente l’autore stesso dell’articolo dice che ci eravamo arrivati già da tempo.
Sono anni che dico che i primi a doversi ribellare sono gli artisti. Non è possibile che quasi tutto il ricavato delle vendite vada ad una società mafiosa legalizzata. Per quanto il tour sia un “lavoro guadagnato fisicamente”, il processo di registrazione, per non parlare della stessa creazione di musica che vende dovrebbe essere premiata e basta. Invece si alimenta una mafia legale, che non protegge un bel nulla e io ne ho le prove per esperienza diretta.
Segnalai un plagio alla SIAE mi dissero che non potevano far niente a meno che non fosse stato l’autore a segnalare. L’autore era morto. Complimenti, loro però ci guadagneranno ancora, viscidi ladri.
E se sembro troppo esagerato basta leggere un po’ qui per capire il meccanismo estorsivo:
http://chartitalia.blogspot.com/2004/06/siae-ma-quanto-mi-costi.html
dicembre 19 2009 alle ore 02:24