Notizie che non lo erano

2 ottobre 2009

Cito il titolo di una nota rubrica del blog di Luca Sofri per segnalare un altro caso di informazione creativa del Giornale.
A Triora, il celebre paese delle streghe in provincia di Imperia, è stato organizzato un convegno su miti, leggende e folklore della montagna. Ospite d’onore: Mario Borghezio.
L’onorevole leghista è invitato per tenere il discorso di chiusura del convegno ma l’appuntamento all’improvviso salta.
Il Giornale coglie la palla al balzo:

È inspiegabile, a meno che non si voglia collegare con l’opera che stanno portando avanti in quella zona del ponente ligure le forze dell’ordine. Il contrasto allo spaccio, alle situazioni al limite della legalità che trovano il nostro plauso possono aver dato fastidio a certi ambienti della sinistra estrema. Comunque dell’intolleranza di queste persone eravamo già consci, qui abbiamo scoperto anche la loro idiozia politica perché riescono a boicottare un evento sociale, culturale e turistico che avrebbe attirato interesse a Triora.
Quel che resta gravissimo è il fatto che certe piccole escrescenze della a gente voglia importare tra le persone perbene dell’entroterra ligure certi metodi mafiosi».
La situazione che si è venuta a creare ha costretto gli organizzatori a rinviare l’appuntamento. [...] «A Triora comunque torneremo, non ci facciamo intimidire», assicura Borghezio. Le minacce, la violenza politica, i metodi antidemocratici ormai tollerati sempre più spesso in Liguria (con il tacito assenso delle istituzioni che mai intervengono se l’aggressione arriva da sinistra) stanno diventando una preoccupante regola.

Capito? Gli abitanti di Triora, mafiosi e di sinistra, non vogliono Borghezio. Poi però Sanremo News pubblica una lettera del direttore dell’hotel in cui si sarebbe dovuto tenere il convegno:

La domanda che è sorta spontanea evidentemente è: se si trattava di una riunione privata e se come tale ci era stata presentata, che ragione c’era di diffondere un comunicato stampa per renderla pubblica? Ci siamo sentiti quantomeno raggirati. E anche preoccupati perché temevamo, non tanto l’assalto dei no-global, quanto il dover gestire un afflusso di persone non assolutamente messo in preventivo, considerando anche che in quel weekend l’albergo avrebbe ospitato altri clienti che nulla c’entravano con suddetta manifestazione e che forse non sarebbero stati felici di finirci nel mezzo, non essendo a loro volta stati avvertiti per tempo.[...]
Non ci è piaciuto come è stata gestita la cosa, non ci è piaciuto vedere organizzare e comunicare un evento che si svolge tra le nostre mura a nostra insaputa.