Confronta il prezzo!

27 settembre 2009

Come detto qui, si sta organizzando una campagna di comparazione prezzi nelle varie regioni e città d’Italia.
Ogni partecipante si segnerà i prezzi dei 5 prodotti nella lista e li pubblicherà nei commenti. Più saranno i partecipanti, più l’indagine sarà accurata.
Seguendo i consigli di Mas e Paola, i prodotti da confrontare sono:

  • 1 kg di pane comune*
  • 1 litro di latte Granarolo scremato UHT
  • 0,5 kg di Spaghetti Barilla
  • 1 litro d’olio extravergine d’oliva Carapelli
  • 800 g di Macine Mulino Bianco

(* = oh, ci credereste che non esiste un pane nazionale? Facciamo un kilo di pane a caso, del tipo più comune e diffuso che conoscete)

1 kg di Pane Comune 1 litro di latte Granarolo scremato UHT 0.5 kg di Spaghetti Barilla 1 litro d’olio extravergine d’oliva Carapelli 800 g di Macine Mulino Bianco
Ravenna Conad: 3.30 1.10 0.68 3.80 2.35
Bergamo Coop:
2.74 1.25 0.79 5.19 2.84
Bergamo Auchan: 2.85 1.00 0.79 5.05 2.49
Perugia Emisfero: 1.64 0.98 0.78 4.90 2.36
Perugia Ipercoop: 1.98 0.96 0.62 4.88 2.12
Taranto Conad: 2.20 1.05 0.69 3.35 2.65
Torino Gigante: 2.60 1.39 0.77 4.60 1.98

Bando di concorso: crea il logo de “La strada in salita”

26 settembre 2009

L’AMMINISTRATORE DEL SITO “LA STRADA IN SALITA”

Premesso che

1. Il logo lì in alto attualmente in uso è quello di default del tema (quello col cuoricino, per capirci)
2. Il logo lì in alto fa cagare

Ritenuto necessario sostituire il logo lì in alto.
Dato atto che la sostituzione del logo era già stata annunciata da tempo

DETERMINA

1. l’apertura di un bando di concorso per il logo de “La strada in salita”
2. l’istituzione di un premio ancora da decidere per il vincitore del concorso
3. l’inutilità di una data di scadenza per il bando, visto che sicuramente non parteciperà nessuno

Abbi fede che il post arriva

19 settembre 2009

C’è Natror che aspetta un post ma io questo post continuo a rimandarlo. Natror, dammi un’oretta di tempo per sistemarlo e sarà tutto tuo. Il problema però, in questa settimana, è avere un’oretta di tempo.
Da lunedì a venerdì ho praticamente fatto quattro lavori retribuiti contemporaneamente. Sveglia e inizio di secondo lavoro, fino all’ora di andare in ufficio. Poi, di ritorno a casa, di nuovo all’opera su quello interrotto al mattino. Cena. Poi avanti col terzo e prima di andare a dormire pure un po’ del quarto. Quattro giornali diversi, tutte scadenze immediate.
Come se la mole di lavoro non bastasse, inizio la settimana con una bella querela pendente sulla testa come una ghigliottina (no, non per La strada in salita) ma, fortunatamente, a qualche giorno di distanza, posso essere abbastanza sicuro di averla scampata. Ok, posso togliermi il pannolone.
E giusto perché lo stress in questi giorni non era ancora abbastanza, il mio faccione è stato pure ripreso in primo piano dalle telecamere di uno spot pubblicitaro. Nazionale.
No, inutile che me lo chiediate. Non vi dirò in quale pubblicità. Sappiate solo che la vergogna è alle stelle e il mio ruolo assolutamente ridicolo: avete presente quelle pubblicità che passano alla storia perché c’è uno che non dice nulla e fa l’idiota? Ecco, in questo caso l’idiota sono io. E l’ho fatto aggratis.

Contrappassi

13 settembre 2009

Secondo una recentissima indagine di Altroconsumo (pubblicizzata oggi al Tg2), fare la spesa al sud costerebbe in media di più che al nord.
Sì, sì, ok. Lo so cosa state per dire. “Io quella volta che sono andato là, ho speso meno che qua”. “Ricordo che al mio paese si spendeva la metà di quel che spendo qui al nord”, eccetera eccetera.
Premettendo subito che quest’indagine di Altroconsumo mi puzza di presa in giro, a quanto pare, i prezzi popolari partenopei messi sotto accusa da alcuni politici di destra, non sono poi così popolari.
Indipercui, se si dovesse fare una mappa delle gabbie salariali seguendo Altroconsumo cosa succederebbe? Stipendi più alti al sud che al nord? Gabbie fisse di stipendi a seconda della latitudine o della città?
Interrogativi interessanti, perché ne produrrebbero altri in una sorta di reazione a catena infinita. E cosa accadrebbe dopo? Gli operai si trasferirebbero da Torino a La Spezia per guadagnare di più? Migrazioni di massa al rovescio? I nuovi migranti spedirebbero a casa i soldi guadagnati per aggirare i blocchi salariali locali e fare i signori dove la vita costa meno?
E i dialetti? Una pessima stagione per le lingue italiche, soprattutto per quelle del sud, con le loro terre prese d’assalto dai polentoni dalla E aperta e dal boiafaus in canna. Il Movimento per le autonomie raggiungerebbe la doppia cifra, sarebbe più determinante della Lega e inizierebbe a dipingere di vernice nera slogan tipo “Lega ladrona, la Terronia non perdona”. Qualcuno avanzerebbe l’idea di “O sole mio” come inno d’Italia e tutti vivremo in un mondo migliore. No? Il Giornale è di quest’idea, con un’arrampicata sugli specchi che nemmeno l’uomo ragno…

Report

9 settembre 2009

Stimolato da una breve discussione di oggi, volevo scrivere un post su Report, sulla recente notizia della decisione di togliere la copertura legale ai giornalisti, ma ho poco da dire.
Tanto per cominciare, la copertura giornalistica, per quasi tutti i giornalisti di Report già è assente, in quanto loro sono semplici collaboratori esterni.
Eppoi, che altro dire? Davvero c’è qualcuno che pensa che Report sia schierato? Che attacchi la destra per spalleggiare la sinistra? E i rifiuti del Lazio? In Lazio (Regione e tre province su cinque) ad amministrare è la sinistra. Eppure ci hanno fatto una puntata. Giusto per dirne una.
Informazione in mano ai comunisti? Potrei ancora capirlo se lo dicessero di Annozero (che più che pro-sinistra è pro-sensazionalismo), ma Report proprio no.
Pensavo di avere più tempo e poter articolare in maniera più approfondita l’argomento, ma dovrete farvi bastare questo. Viva Report, finché dura.