Ma di cosa hanno paura poi…
Prima le ronde che ricordano tanto un altra epoca guardando quelle divise ora questo metodo da Gestapo per tappare la bocca anche ai Bloggers a me sembra che questi invece di andare avanti vanno all’indietro.
@ Natror 1: Ti incollo il commento che ho messo da Attivissimo.
Creare un router Hadopi per vivere sereni nell’illegalità non mi sembra la soluzione migliore.
La soluzione migliore è una rete libera. E protestare, anche se inutilmente, è un segno che si lancia e che qualcuno può cogliere.
Chi è al Governo non coglierà, ma forse qualcun altro sì. L’opposizione? Può darsi, ma non ci conto. I giornali italiani? Quelli stranieri? Io francamente un po’ ci spero.
La rete ha il potere di cambiare le carte in tavola. Lo ha dimostrato più volte, di recente. Ha dimostrato di potersi imporre, seppur limitatamente.
Perché, dunque, non tentare?
Io tenterò.
La rete può cambiare parecchie cose ma continuando a far circolare le notizie che sui giornali non girano. I giornali italiani se ne sbattono e quelli stranieri non hanno influenza quì. E’ per questo che la ritengo inutile: preferirei si facesse un giorno di notizie particolarmente scomode, almeno la rete avrebbe fatto il suo dovere.
La rete ha, per dirne una, creato il fenomeno Serracchiani, l’unica persona che è riuscita a battere con un solo video di Youtube le preferenze di Berlusconi. Scusa se è poco.
La Serracchiani ha vinto perché su twitter, su blog, su facebook, su newsgroup e mailing list è comparso il suo video. Condiviso e diffuso anche laddove la politica difficilmente prende piede.
A scorrere il mio feed reader, un buon 50% dei blog che seguo ha aderito all’iniziativa.
Anche blog che non parlano di politica, che non fanno politica, ma manco per sbaglio.
Che succede, dunque? Che tu, lettore, magari manco sai di che si tratta quest’iniziativa e te la trovi lì. Succede che grandi network da 10-20 post al giorno di cinema ti spiattellano un solo post che di cinema non c’entra nulla. E tu lo vedi, vedi un link, vedi un titolo, vedi la scritta “questo blog alza la voce” e capisci che se protestano pure questi che di politica non parlano mai allora è una faccenda seria per davvero.
Il cosiddetto “sciopero”, in realtà sciopero non è. È un messaggio. Un messaggio a reti unificate.
Su questo argomento sono perfettamente d’accordo con Paolo Attivissimo, mi sembra una cosa lodevole ma asssssssssssssssssssssssssolutamente inutile.
luglio 14 2009 alle ore 12:12
Ma di cosa hanno paura poi…
Prima le ronde che ricordano tanto un altra epoca guardando quelle divise ora questo metodo da Gestapo per tappare la bocca anche ai Bloggers a me sembra che questi invece di andare avanti vanno all’indietro.
luglio 14 2009 alle ore 18:00
Hanno paura perchè vogliono avere il controllo su TUTTO. Lo sa bene il vaticanista del tg3 che è stato defenestrato dopo una battuta riuscita male.
luglio 15 2009 alle ore 11:46
@ Natror 1: Ti incollo il commento che ho messo da Attivissimo.
Creare un router Hadopi per vivere sereni nell’illegalità non mi sembra la soluzione migliore.
La soluzione migliore è una rete libera. E protestare, anche se inutilmente, è un segno che si lancia e che qualcuno può cogliere.
Chi è al Governo non coglierà, ma forse qualcun altro sì. L’opposizione? Può darsi, ma non ci conto. I giornali italiani? Quelli stranieri? Io francamente un po’ ci spero.
La rete ha il potere di cambiare le carte in tavola. Lo ha dimostrato più volte, di recente. Ha dimostrato di potersi imporre, seppur limitatamente.
Perché, dunque, non tentare?
Io tenterò.
luglio 16 2009 alle ore 22:40
La rete può cambiare parecchie cose ma continuando a far circolare le notizie che sui giornali non girano. I giornali italiani se ne sbattono e quelli stranieri non hanno influenza quì. E’ per questo che la ritengo inutile: preferirei si facesse un giorno di notizie particolarmente scomode, almeno la rete avrebbe fatto il suo dovere.
luglio 17 2009 alle ore 14:44
La rete ha, per dirne una, creato il fenomeno Serracchiani, l’unica persona che è riuscita a battere con un solo video di Youtube le preferenze di Berlusconi. Scusa se è poco.
luglio 17 2009 alle ore 19:43
Poi ci ha pensato il PD stesso a levarsela dalle palle gh.
luglio 18 2009 alle ore 12:23
APPUNTO! Quadri diciamo la stessa cosa: la Serracchiani ha vinto perchè la rete ha parlato, non perchè è stata zitta!
luglio 20 2009 alle ore 17:47
La Serracchiani ha vinto perché su twitter, su blog, su facebook, su newsgroup e mailing list è comparso il suo video. Condiviso e diffuso anche laddove la politica difficilmente prende piede.
A scorrere il mio feed reader, un buon 50% dei blog che seguo ha aderito all’iniziativa.
Anche blog che non parlano di politica, che non fanno politica, ma manco per sbaglio.
Che succede, dunque? Che tu, lettore, magari manco sai di che si tratta quest’iniziativa e te la trovi lì. Succede che grandi network da 10-20 post al giorno di cinema ti spiattellano un solo post che di cinema non c’entra nulla. E tu lo vedi, vedi un link, vedi un titolo, vedi la scritta “questo blog alza la voce” e capisci che se protestano pure questi che di politica non parlano mai allora è una faccenda seria per davvero.
Il cosiddetto “sciopero”, in realtà sciopero non è. È un messaggio. Un messaggio a reti unificate.
luglio 20 2009 alle ore 22:21