Ho da qualche settimana iniziato la scuola e le cose, fortunatamente, vanno meglio del previsto. Ormai riesco a mascherare piuttosto bene la mia vera età, addirittura facendo più bizze di quante ne facevo la prima volta che avevo sei anni.
La classe è esattamente come me la ricordavo. C’è Paolo Bergamasco, quello che per tutto il periodo delle elementari è stato il mio migliore amico (per poi diventare mio acerrimo rivale alle medie), c’è Gianni Sperandio, famoso per mangiarsi cartucce di inchiostro facendosi diventare tutti i denti blu, e c’è pure quella bellissima Lara Sergi, la mia prima fidanzatina di quarta elementare.
In un angolo della classe c’è il gruppo dei “tre timidoni”. Uno dei tre, nella realtà da cui provengo, è diventato superesperto di fisica quantistica. Fra una ventina d’anni potrebbe essermi utile per capire cosa diavolo mi è successo. Conviene tenerselo amico.
Dopo i timidoni, c’è il gruppo dei “calciatorini”. Tutti iscritti al club calcistico del paese, tutti destinati a una pessima carriera dilettantistica abortita con gli juniores. Uno solo, Carlo Fischer (origine tedesca, piedi buoni e colpo di testa micidiale) avrebbe avuto la stoffa per diventare qualcuno, ma un brutto infortunio lo ha rovinato a 18 anni. Se mi ricorderò, quando sarà ora cercherò di dargli una seconda chance e proverò a cambiargli la vita. Potrei fargli evitare l’infortunio, con un po’ d’impegno. Chissà, potrebbe servire un calciatore di serie A fra gli amici.
Tutti i “calciatorini” e tutti i “timidoni” sbavano dietro al gruppo delle “ballerine”, di cui Lara Sergi non fa parte. Iscritte al corso di danza classica della scuola, in prima elementare in effetti sono tutte magroline e graziose e delicate. Col senno di poi, ringrazio il Signore che Marisa Iotti abbia rifiutato, nella mia precedente vita, la mia proposta di metterci insieme. Le avevo scritto una dichiarazione d’amore su carta velina, ma lei non gradì e me la restituì barrando la casella “No” alla domanda “Ti metteresti con me?”, e barrando la casella “No” anche alla domanda “Ti sono simpatico?”.
Nel corso degli anni (già nell’anno della prima media era un caso disperato) la sua boria era così grande che faceva fatica ad essere contenuta nel suo culone da ginnasta illusa.
Oh, Marisa Iotti, quanto te la tiri, solo perché hai sei anni e sei l’unica ad avere le tette.
A fissare le tette di Marisa c’era anche Oscar Macchiavelli, quello che per un breve lasso di tempo fu il mio peggior incubo.
Carissimi amici,
quando leggerete questo post io sarò in partenza per la Sardegna, bellissima isola che ospiterà le mie stanche membra fino al 19 agosto.
Siccome non vorrei lasciare queste pagine vuote fino ad allora, ho pensato di fare dei post a orologeria che si attiveranno il 30 luglio, il 3 agosto, il 9 agosto e il 14 agosto.
I post saranno nuove brevi pagine di diario di quel che lo scorso anno venne battezzato “Ventennio”, un racconto con sondaggi che però morì alla quarta puntata per scarsa voglia del sottoscritto.
Ecco, le puntate precedenti sono brevi e consultabili tutte a quest’indirizzo.
Ma nel caso non abbiate voglia di rileggervi tutta la storia, farò un breve riassuntone.
Anno 2008. Un tizio di nome Stefano, 25 anni, si sveglia misteriosamente nel corpo di un bambino di 4 anni. No, nessuno scambio di persona alla “Da grande” o alla “Big” ma un vero e proprio viaggio indietro nel tempo. Stefano è tornato incomprensibilmente al 1987 e il suo corpo ha biologicamente 4 anni. Pur mantenendo tutti i ricordi del suo futuro, Stefano si ritrova a vivere per una seconda volta la sua vita. Non sa perché è tornato indietro, ma sa che cambiare il suo nuovo presente potrebbe modificare irrimediabilmente il suo futuro.
Vi ricorda un po’ troppo Terminator? Life on Mars? Lost? Può darsi. Sappiate che ad ispirarmi non furono questi telefilm ma un incubo fatto tempo fa.
L’idea è carina ma -siccome a scriverla ci sono io- la storia è sviluppata un po’ da schifo.
I sondaggi, com’è ovvio che sia, riprenderanno al mio ritorno.
Buone vacanze!
Sono andato in Spagna, a Santiago, e c’erano gli incendi.
Poi sono andato a Ischia, e c’erano gli incendi.
Quest’anno vado in Sardegna. Ma non è che porto sfiga?
Studio Aperto, 19 luglio 2009.
Servizio sull’influenza suina. Il sempiterno Angelo Santoro chiama questa forma influenzale “influenza SWÌN”. Il giornalista pensa che il nome sia una qualche sorta di acronimo, ma -come tutti sanno- la “swine flu” (da leggere SUAIN) letteralmente vuol dire influenza dei maiali, chettelodicoaffare.
Escortopoli
Uh, che silenzio. Sembra che le registrazioni della D’Addario non siano mai esistite. Almeno questo è ciò che si desume guardando qualche tg a caso delle reti Rai e Mediaset.
Studio Aperto, 21 luglio 2009, 12:25 – Niente Papi. Spazio a Edoardo Raspelli che si mette a dieta.
Studio Aperto, 21 luglio 2009, 18:30 – Niente Papi. Spazio a Loredana Bertè che vuole fare un calendario sexy e Maria De Filippi che confessa di aver rubato un candelabro in casa propria.
Tg5, 21 luglio 2009, 20:00 – Niente Papi. Spazio a Ficarra e Picone.
Tg4, 21 luglio 2009, 13:30 – Niente Papi.
Tg5, 21 luglio 2009, 20:00 – Niente Papi.
Gli altri tg mediaset non sono riuscito a vederli, ché misteriosamente il sito Mediaset non me li fa vedere. Comunque, nessun risultato utile cercando nell’archivio video le parole chiave “Certosa”, “Grazioli”, “escort”, “scandalo”.
“D’Addario” restituisce un solo risultato: una biografia molto critica sull’ormai nota escort, ma niente di più. TgCom ignora totalmente l’argomento, preferendo parlarci del nuovo culo protagonista della pubblicità di Roberta.
Tg1, 20 luglio 2009, 13:30 – Niente Papi.
Tg1, 20 luglio 2009, 20:00 – Niente Papi.
Tg1, 21 luglio 2009, 13:30 – Niente Papi.
Tg1, 21 luglio 2009, 20:00 – Niente Papi. Spazio a tizi che si tuffano da un ponte di Roma e a un ragazzino fenomeno della batteria.
Gli altri siti dei Tg Rai non li ho visti. M’hanno detto che almeno un tg3 ne ha parlato.
Oggi ricorre l’anniversario dello sbarco sulla Luna e ogni trasmissione radio che si rispetti ha dedicato almeno un quarto d’ora per parlare di questa celebrazione. Le redazioni, per fare quelli che “ci dobbiamo distinguere” hanno fatto questo ragionamento: “Oggi è l’anniversario dello sbarco sulla Luna. Banale. Facciamo gli alternativi super-yeah. Parliamo di quelli che dicono che sulla Luna non ci sia mai andato nessuno”.
E quindi tutti a parlare delle ombre storte, della bandiera, della sabbia, dei video scomparsi. Insomma, tutte cose vecchie e già da tempo sbugiardate da chi di dovere. Tony Severo e RosarioPellecchiaa “105 Friends” iniziano a parlarne ma poi si rendono conto che potrebbero fare la figura dei fessi e liquidano l’argomento nello stesso modo in cui è stato liquidato da Calabresi su La Stampa: “non ne so molto ma è più romantico crederci”. Calabresi qualche giorno dopo, punzecchiato dai lettori, ha corretto il tiro, ma il sospetto che il romanticismo nasconda una lacuna rimane forte.
Peggio di Tony e Ross (che, ricordiamolo, sono i due deejay preferiti da Sundance Kid), hanno saputo fare solo Alvin e il DJ Giuseppe in “Music&Cars” (anche loro molto amati da Sundance Kid). Alvin afferma che per trovare quelle perle sono stati in piedi fino alle cinque di notte perché “se sai cercare bene su internet le trovi”.
Caro Alvin, bastava cercare “misteri sbarco sulla Luna” e al terzo risultato usciva il blog di Paolo Attivissimo che ti spiegava tutto, che confutava tutte le stronzate che hai detto.
Cari Alvin e Giuseppe… ACCAAAASA.
… Il mio blog oggi ha superato nella classifica Alexa uno dei siti per cui lavoro, proprio quel sito che mi dà un misero ma regolare stipendio mensile.
Le domande che sorgono sono tante:
1) Perché La strada in salita non mi frutta altrettanto?
2) Se il sito per cui lavoro è “peggio” di LSIS, come può pretendere di conquistare il mondo?
3) Non è che fra un po’ dovrò pagare per lavorare?
Ditemi quel che volete, ma questo blog non riuscirà mai -neanche con il massimo impegno- a essere intimista.
E ci ho provato, eh. Ci ho provato davvero tanto, ma tutti gli sforzi sono finiti nella cartella bozze. Parti riusciti male in attesa di finire cestinati per sempre.
Mica si può avere tutto, no?