Perché io da piccolo ero un po’ razzista
Categoria: Quad bio
C’è stato un tempo in cui qualcuno avrebbe anche potuto definirmi razzista. O forse semplicemente stronzo. O forse, ancor più semplicemente, stupido. In realtà non lo ero, non più di tutti i miei coetanei, almeno.
Ero un giovincello di 10 anni e sognavo di diventare il presidente della Repubblica o lo scienziato pazzo. Siccome non era molto diverte giocare a fare il presidente della Repubblica, a scuola, fra un agente segreto e un power ranger, a volte mi mettevo a fare lo scienziato pazzo.
Alle elementari ero un angioletto che di note non ne prendeva mai. Ero bravo e diligente, IL più bravo e diligente della classe. Però a volte non riuscivo a trattenermi e facevo lo scienziato pazzo. Io e un mio compagno di merende decidemmo quindi di dover trovare un vaccino ad un inguaribile virus che aveva colpito una nostra compagna. Io, modestamente, il vaccino lo trovai. La colla.
Il virus non esisteva (ovviamant) ma spalmare il tubetto di colla sulle braccia della tipa e urlare “È CONTAMINATAAAAA!” era divertentissimo. Siamo andati avanti una settimana intera.
Morale della favola, la bimba si mise a piangere, il compagno di merende pure, e io mi ritrovai a fare un’arringa alla maestra sul fatto che “siamo giovani e ci piace scherzare”, cercando di difendermi -inutilmente- dalle accuse che lei mi lanciava.
Alla fine la nota me la pigliai. Ero razzista? No, non propriamente, ché la bimba in questione non aveva nulla per poter essere discriminata: né colore di pelle, né etnia, né lingua. Nulla. Era stata discriminata così, a muzzo.
E allora perché scrivo tutto ciò? Per un motivo solo. Io, lo so, in quel momento non stavo “discriminando” nessuno eppure la ramanzina me la sono presa lo stesso. Ma grazie a quelle parole dure, rivolte a un bambino che a malapena sapeva cosa vuol dire “contaminata”, razzista non lo sono diventato. L’educazione dunque ha fatto il suo dovere. La scuola mi ha educato.



Sono quei valori che a mio avviso stanno mancando sia nella scuola che nella famiglia in questi ultimi anni.
Si è passati dall’essere eccessivamente duri a non esserlo assolutamente.
Una via di mezzo no?
Solo una cosa, “il compagno di merende” fa molto Pacciani. ;-)
maggio 26 2009 alle ore 19:27
Clap clap clap.
PS: io a 10 anni ero berlusconiano, quindi chi non ha uno scheletro nel suo armadio? ;-)
maggio 26 2009 alle ore 20:03
Tu in realtà a dieci anni mi sembra di vederti più come rat-man, folle e svitato, che va in giro a spalmare colla sulla gente, credendo che sia un filtro miracoloso X°°°D
maggio 26 2009 alle ore 22:00
Un clone di Quadrilatero? Sarei onorato ;-)
maggio 26 2009 alle ore 22:05
Ha funzionato perchè eri un bravo bambino, fossi stato uno più agitato o con un carattere peggiore (come il mio per esempio…) forse una ramanzina non avrebbe sortito lo stesso effetto… E’ difficile educare :-(
maggio 27 2009 alle ore 08:35
I tempi sono cambiati è vero,e i professori non riescono più ad avere l’autorità di una volta.
Quando andavo a scuola io era raro che i genitori intervenissero nell’educazione scolastica oggi un professore non può nemmeno fre una nota ad un alunno che quelli vanno subito a protestare.
I figli al giorno d’oggi vengono viziati troppo.
maggio 27 2009 alle ore 16:30
A muzzo! Lo dite anche voi?
Espressione tipicamente sicula.
Fosse così semplice, Quad!
maggio 27 2009 alle ore 18:55
A muzzo è un’espressione tipicamente tarantina! ^____^
maggio 27 2009 alle ore 22:24
@ Marco: La via è sempre quella di mezzo. Sante parole.
@ Hyt e Carlo: Vi assicuro che è divertentissimo :D
@ Tfm e Natror: Ok, lo dico a voi ma non ditelo a nessuno. Non sapevo come finire il post :D
Sì, sono consapevole che non basta una ramanzina per raddrizzare la gente. A volte però funziona. A volte.
Sull’a muzzo: Di sicuro non è piemontese. In questo meltin’ pot culturale che è Torino, il termine è arrivato solo qualche anno fa nelle fasce più giovani della popolazione (di cui io mi vanto di fare ancora parte). Ai piemontesi oltre i 40, il significato è ancora oscuro.
maggio 27 2009 alle ore 22:46
ma questo sarebbe un post intimista? di un bimbo razzista? perché i bimbi razzisti dicono contaminata? osti mica sapevo che vivessi nel paese delle meraviglie!
dai lo so che puoi scavare di più…sangue, sangue, sangue! ;)
maggio 27 2009 alle ore 23:15
Vuoi sangue?
Ok, ti darò il sangue. Ma come ti ho detto il post intimista alla fine non è stato mica tanto intimista…
maggio 27 2009 alle ore 23:19
Io la prima volta che sentii a muzz’ fu per merito di Basty…un calabrese!!!
maggio 28 2009 alle ore 08:09
A muzzo infatti è molto in voga nel profondo sud fin dai primi anni ottanta o almeno io mi ricordo che questa parola la dicevo già a nove,dieci anni.:-)
maggio 28 2009 alle ore 15:54
@ Pirkaf: (ops! non avevo visto il tuo primo commento!) E pensare che io da piccolo mi consideravo viziato!
@ Pirkaf 2 e Natror: Quindi qualche meridionale ha portato il termine al nord qualche anno fa… Ma quando?
maggio 29 2009 alle ore 16:50