Archivio per il giorno maggio 26th, 2009


Perché io da piccolo ero un po’ razzista

Postato da Quad il 26 maggio 2009

C’è stato un tempo in cui qualcuno avrebbe anche potuto definirmi razzista. O forse semplicemente stronzo. O forse, ancor più semplicemente, stupido. In realtà non lo ero, non più di tutti i miei coetanei, almeno.
Ero un giovincello di 10 anni e sognavo di diventare il presidente della Repubblica o lo scienziato pazzo. Siccome non era molto diverte giocare a fare il presidente della Repubblica, a scuola, fra un agente segreto e un power ranger, a volte mi mettevo a fare lo scienziato pazzo.
Alle elementari ero un angioletto che di note non ne prendeva mai. Ero bravo e diligente, IL più bravo e diligente della classe. Però a volte non riuscivo a trattenermi e facevo lo scienziato pazzo. Io e un mio compagno di merende decidemmo quindi di dover trovare un vaccino ad un inguaribile virus che aveva colpito una nostra compagna. Io, modestamente, il vaccino lo trovai. La colla.
Il virus non esisteva (ovviamant) ma spalmare il tubetto di colla sulle braccia della tipa e urlare “È CONTAMINATAAAAA!” era divertentissimo. Siamo andati avanti una settimana intera.
Morale della favola, la bimba si mise a piangere, il compagno di merende pure, e io mi ritrovai a fare un’arringa alla maestra sul fatto che “siamo giovani e ci piace scherzare”, cercando di difendermi -inutilmente- dalle accuse che lei mi lanciava.
Alla fine la nota me la pigliai. Ero razzista? No, non propriamente, ché la bimba in questione non aveva nulla per poter essere discriminata: né colore di pelle, né etnia, né lingua. Nulla. Era stata discriminata così, a muzzo.
E allora perché scrivo tutto ciò? Per un motivo solo. Io, lo so, in quel momento non stavo “discriminando” nessuno eppure la ramanzina me la sono presa lo stesso. Ma grazie a quelle parole dure, rivolte a un bambino che a malapena sapeva cosa vuol dire “contaminata”, razzista non lo sono diventato. L’educazione dunque ha fatto il suo dovere. La scuola mi ha educato.

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