L’Italia non è più un paese di sinistra
Che l’Italia non sia più un paese di sinistra lo si è ormai capito da diverse elezioni. E le prossime ne saranno l’ennesima conferma.
Domenica, come accennato nel post precedente, alla Fiera Internazionale del libro Bertinotti e Di Pietro (e pure Chiamparino, in teoria, ma poi ha dato forfait) hanno discusso della notte della sinistra, del momento buio che vive qualsiasi partito politico che abbia sulla bilancia anche un minimo di tendenza da quel lato.
Ecco, l’Italia, ho capito dalla conferenza, non è più un paese di sinistra. Bertinotti ha parlato di tanta fuffa e di tanti argomenti seri, così come ha fatto Di Pietro.
“Ma lei, Di Pietro – chiede Luigi La Spina, il moderatore dell’incontro – che c’azzecca con la sinistra?”
“Se non la fa nessuno – risponde Tonino – mi ci metto io a farla!”
E il pubblico, in gran parte dipietrista, applaude compiaciuto alle battute del leader, che -ricordiamolo- sarà pure monotono nelle sue battaglie ma c’ha sempre dannatamente ragione.
E il pubblico applaude anche a Bertinotti (anche se con minor slancio) sia quando parla del passato che quando parla del presente e del futuro. Ma nel discutere degli errori del Governo precedente avviene l’inaspettato.
Fausto dà ragione a Tonino sulla legge sul conflitto d’interessi: “È vero. Il Governo avrebbe dovuto farla, quella legge. Ma ora ne dirò un’altra di legge che avremmo dovuto fare”. La folla attende trepidante: di quale altra legge fondamentale non completata si è macchiato il governo di centrosinistra?
“La legge sui Dico” risponde Bertinotti.
E il pubblico, che si autoconsidera di sinistra, ha fischiato.
L’Italia non è più un paese di sinistra.


