Il Giornale e la cultura di sinistra
È incredibile come Il Giornale riesca a fare disinformazione anche parlando di cultura. Saranno disposizioni dall’alto o solo zelo personale? Paolo Bianchi riesce a buttarla in politica, e ovviamente politica anti-”comunisti”, anche scrivendo una generale nota sulla Fiera del Libro, perché ormai è chiaro: scrivere di libri è passato di moda.
Leggendo l’articolo viene pure il dubbio che Bianchi, anziché andare in Fiera, se ne sia stato in albergo a fumare, accontentandosi di leggere il programma e guardando il Lingotto dalla finestra. Altrimenti non si spiegherebbero sviste degne dell’ultimo dei principianti. Un esempio? Beh, tanto per cominciare Chiamparino da Di Pietro non ci è mai andato. Ma Bianchi non lo sa. Non ci è andato neppure lui.



lo so che è un post meravillioso di un giovane giornalista in erba con un futuro roseo e dorato -tra l’altro appunto, bravo quad così si fa- ma io volevo dire che cmq travaglio dal vivo è un bel figheiro e io non lo avrei mai detto.
quad comincio ad avere del vero interesse per torino e tu sai perché…
perdona il commento deficiente a un post intelligente!
maggio 18 2009 alle ore 22:09
Neru ti dico solo una cosa…
Sulle pagine bianche trovi l’indirizzo di chi sai tu…
maggio 18 2009 alle ore 22:41
come ti scrissi “ma io ti adoro, tu sei il mio guru, tu sei il sole che risplende nel mio firmamento”.
sappi che si deve organizzare intervista con annessa clamorosa figura di merda o non ti riconosco più!
amico, conto su di te!
la tua affezionatissima giornalista d’assalto…fra le lenzuola!
maggio 18 2009 alle ore 23:05
E’ interessante notare come si accanisca sulle “inutili” biografie:
“Ma allora perché non fare un salto anche da Cesare Cremonini, il divetto pop di Bologna, anche lui attraversato dall’urgenza di raccontarci di sé.”
Curiosità: il libro è edito da Rizzoli.
Mi piacerebbe sapere cosa pensa Bianchi delle innumerevoli opere (per esempio quella della Marini, della Ventura, di Califano e potrei continuare) edite dalla Mondadori, che non si preoccupa di devastare le foreste mondiali pur di pubblicare libri a cani e porci.
maggio 18 2009 alle ore 23:19
@ neru: Sei determinata! Vediamo cosa riusciamo a organizzare. Io il suo indirizzo te l’ho dato… Ora tocca a te!
@ Axl: Infatti. Senza scomodare gli assenti, Mondadori ha portato in fiera Claudio Baglioni e Geppi Cucciari. Un cantante e una comica, esattamente come quelli criticati.
maggio 19 2009 alle ore 10:47
Per dovere di cronaca a leggere l’articolo mi sembra che critichi anche la presenza di Baglioni.
Cito:
“Che lo spettacolo cominci. Se bisogna attrarre le platee, riempire i vuoti, innalzare le statistiche, impennare i dati, c’è un modo sicuro: convocare i volti noti, visti di recente in tv. Le ragazzine, e non solo, adoranti raggiungono il numero di seicento per cogliere qualche frase di Claudio Baglioni, il cantautore a cui è scappata l’autobiografia. E si può anche capire, qualcosa da raccontare ce l’avrà pure, dopo tanti anni.”
maggio 19 2009 alle ore 16:04
Giusto, giusto. Non me lo ricordavo più. C’è da dire poi che a case editrici l’autore non ha problemi a sparare contro il gruppo Mondadori-Einaudi. A Cesare quel che è di Cesare.
Rimangono gli attacchi puramente politici, ma per quelli al Giornale non c’è cura.
maggio 19 2009 alle ore 17:40
Eh… a proposito di Giornale incurabile, beccatevi pure la difesa a Berlusconi nel processo Mills… a firma Redazione. Che vergogna.
maggio 19 2009 alle ore 19:37
“Rimangono gli attacchi puramente politici, ma per quelli al Giornale non c’è cura.”
Purtroppo di giornali all’inglese in Italia non se ne vedono…forse il più neutrale è il 24 ore…ma anche lì non sono convinto fino in fondo…
maggio 20 2009 alle ore 08:56
Il sole 24ore è il giornale di Confindustria, ma qui non si tratta di giornali che difendono questa o quella parte politica. Il Giornale e Libero difendono e propugnano l’illegalità.
maggio 20 2009 alle ore 10:09
Non è questione di neutralità. Firmare un articolo come quello linkato nel commento a nome Redazione sta a sottolineare alcune cose: 1) che la Redazione, tutta, si stringe attorno al premier. 2) che se online è Redazione, probabilmente su carta non è firmato. Che è considerato non un’opinione ma un dato di fatto.
Non avrei visto nulla di male nel vedere l’articolo firmato. Sarebbero state opinioni. Opinioni a mio parere sbagliate ma pur sempre opinioni. E invece con quel generico redazionale si sottintende la verità assoluta.
maggio 20 2009 alle ore 11:54
Mah secondo me rimane un problema di neutralità. Il giornalista non deve esprimere le proprie opinioni ma riportare fatti, se poi vuoi mettere anche quelle lo dici esplicitamente. Il problema è che in Italia simili giornali non esistono mentre esistono giornali fortemente di parte (che sia l’una o l’altra) e che nel loro sostegno non affrontano obiettivamente la realtà. Facile in questo caso sostenere l’illegalità, questo perchè i politici che sostengono vivono o hanno vissuto nell’illegalità.
maggio 20 2009 alle ore 16:14
Illegalità? Neutralità? Tutti discorsi vuoti, quando al governo c’è il proprietario di un’emittente che manda in onda un servizio così e nessuno dice nulla. Nessuno tranne il solito rompiscatole, ovviamente.
maggio 20 2009 alle ore 20:19
In un certo senso, l’editoria del privato la capisco: parlar male del proprio datore di lavoro è sempre brutto. Quante volte la Stampa ha taciuto su Fiat? Quante volte Mediaset ha taciuto su Berlusconi?
Ecco, il problema dell’esempio di Hytok è che non solo si è taciuto. Lì si ha proprio mentito.
Insomma, la carta dei doveri del giornalista è carta straccia, per alcuni.
maggio 21 2009 alle ore 17:51
Quasi per tutti in Italia…
maggio 22 2009 alle ore 08:36