Postato da Quad il 18 maggio 2009
È incredibile come Il Giornale riesca a fare disinformazione anche parlando di cultura. Saranno disposizioni dall’alto o solo zelo personale? Paolo Bianchi riesce a buttarla in politica, e ovviamente politica anti-”comunisti”, anche scrivendo una generale nota sulla Fiera del Libro, perché ormai è chiaro: scrivere di libri è passato di moda.
Leggendo l’articolo viene pure il dubbio che Bianchi, anziché andare in Fiera, se ne sia stato in albergo a fumare, accontentandosi di leggere il programma e guardando il Lingotto dalla finestra. Altrimenti non si spiegherebbero sviste degne dell’ultimo dei principianti. Un esempio? Beh, tanto per cominciare Chiamparino da Di Pietro non ci è mai andato. Ma Bianchi non lo sa. Non ci è andato neppure lui.
Postato da Quad il 18 maggio 2009
Di veri e propri blog ne leggo pochi, giusto quelli degli amichetti e qualche star infilata nel mucchio.
Pulsatilla non è nel gruppo. Non ce l’ho nel feed reader, ma nonostante questo a volte mi capita di leggerla. E ci aggiungo “con piacere”, perché lo stile mi piace e a volte riesce anche a colpirmi.
A leggere qualche riga ogni tanto m’ero fatto un’idea della blogger che c’è dall’altro lato dello schermo e il giudizio era (abbastanza) buono.
Poi però l’ho vista e sentita ad Artù con Gnocchi e a Otto e mezzo dalla Gruber.
Nulla di personale (scusa eh!) ma la sbatto direttamente nella categoria di quelli “che a pelle ti stanno sulle palle”. Senza perché. A pelle, appunto. Allitterazioni di p a gogo.
Chissà quanti amici di blog mi starebbero profondamente sui cosiddetti e chissà a quanti io starei sui loro! Ma non divaghiamo.
A proposito di persone che stanno sui cosiddetti e di volti in tv, ce n’è uno, Filippo Facci, che a differenza di Pulsatilla mi stava sulle balle anche solo a leggerlo. Penna tagliente, parole scelte con cura, invettive precise. Poi però, lo vedi in tv e la penna tagliente diventa lingua biascicante, le parole scelte con cura diventano parole a rilento e le invettive precise diventano farfugliamenti decisamente poco pro-auditel. Insomma, il Facci è ben più adatto alla carta che allo schermo. Eppure, nonostante le difficoltà televisive, la fedeltà dimostrata negli anni nei confronti del suo amato editore è stata finalmente ricompensata: ora Facci ha una rubrica su Canale 5, all’interno di Mattino 5 con la D’Urso e Brachino.