Fuori dall’Italia!

28 gennaio 2009

Quattro rumeni il 23 gennaio hanno violentato una ragazza, ma ora sono stati beccati. Sti bastardi di merda devono pagare. Questi romeni sono una piaga. Devo essere espulsi tutti.

A Capodanno un giovane incensurato e benestante ha violentato una ragazza. Sti bastardi fighetti giovani incensurati e benestanti devono essere espulsi tutti.

Un professore delle superiori di 61 anni ha molestato per anni le sue alunne e deve rispondere di almeno un caso di violenza sessuale. Sti bastardi vecchiacci delle superiori la devono pagare! Espulsi dall’Italia pure loro! Subito! E prima degli altri!

D&D 4.0: la prima vera sessione seria

21 gennaio 2009

Finalmente una sessione dal vivo di D&D 4.0. Be’, in realtà questa sarebbe la terza, ma le prime due non contano: la prima perché così “prima” che i giocatori manco sapevano le regole; le seconda non conta perché totalmente delirante, con cazzoneria diffusa e una roba tipo 7 PG ubriachi e folli, che le regole applicate erano molto più simili a quelle di Briscola.
Questo, davvero, è considerabile il primo tentativo di gioco serio.
Partiamo dalla scheda. Di roba al fuoco ce n’è tanta, ma sostanzialmente il lato B del foglio serve relativamente a poco, soprattutto se si hanno le carte potere. I giocatori si perdono ancora nel cercare le info sulla scheda, ma l’importante è che riescano a trovarle in meno di 30 secondi.
Le abilità (ridotte rispetto alle edizioni passate) sono intuitive e ben differenziate, e quelle poche che sembrano interscambiabili danno quel pizzico di varietà che non fa male. Per il momento trovo un po’ incasinate le carte potere e il meccanismo di Attacco vs Difesa. Ma incasinate in quanto nuove.
E infatti, verso fine sessione ho visto totale disinvoltura negli occhi di 3 (su 4) giocatori. Stimo di avere dei giocatori al 100% verso la 5^-6^ sessione.
Combattimenti: due palle grosse come l’Atomium di Bruxelles. Lunghissimi, estenuanti, PF infiniti e PNG tosti già dal primo livello. Già il gruppo non ama troppo combattere, ma se un infimo coboldo c’ha 27 PF faremo notte!
Questo è un problema da risolvere assolutamente e le soluzioni sono poche:
1) sgravare gli incontri mettendo PNG di 1-2 livelli sotto quello del gruppo
2) dimezzare i PF dei mostri e farli partire da sanguinanti (con conseguente ottenimento di metà dei Punti Esperienza).
Io sarei più propenso per la soluzione 1) che non prevede inserimento di Home Rules ma solo incontri più facili.
Problema ancora peggiore per le Sfide di Abilità. Inserite per vivacizzare i tempi morti, sono state vissute con noia e sbattimento. Da una parte penso che la colpa sia mia, che non sono riuscito a trasmettere emozione alle prove, dall’altra penso che siano oggettivamente delle boiate senza senso, facilmente sostituibili da qualche prova singola e un po’ di ruolo in più.
Alla fine della fiera (come direbbe il caro nano chierico), inizio a pensare che il mio gruppo, data la propensione per il gioco di ruolo a discapito del combattimento, sia totalmente sprecato per D&D.

PS per i giocatori. Perché non tentare un altro gioco quando siamo in modalità gruppo super-esteso pacifista?

È arrivato Inter Bastiano!

17 gennaio 2009

null
È difficile spiegarlo con parole, ma la sensazione di stringere tra le mani un libro (in parte) tuo è qualcosa di fantastico. Anche se autoprodotto.
Alcuni lo aspettavano con ansia, altri erano già stati informati del suo arrivo, altri addirittura ce l’hanno già! (quattro fortunelli)
Inter Bastiano è finalmente tra noi. Attendiamo recensioni.

Up & Down #1: Fini & Berlusconi

13 gennaio 2009

Nuova rubrica periodica de La strada in salita.

Up

Fini
Gianfranco Fini: “Il procedimento legislativo a Costituzione vigente prevede l’esame dei testi in commissione e in Aula. È un diritto per il governo porre la fiducia, ma è doveroso esprimere valutazioni di tipo squisitamente politico. L’omaggio al Parlamento si fa se si consente alle commissioni di lavorare e ai singoli parlamentari di esprimersi in Aula.”

Down

Berlusconi
Silvio Berlusconi: “abbiamo giudicato che la fiducia sul decreto anticrisi fosse indispensabile.”

So che tornerà fra 100.525 anni / La moda del Facebook

8 gennaio 2009

Il tempo di smaltire l’alcol di capodanno e possiamo tornare a parlare della moda del 2008, che pare continuare pure nel 2009: Facebook.
Mentre due pezzi da 90 (Gilioli e Mantellini) discutevano sull’utilità del social network o dell’inutilità di fondo di qualsiasi cosa c’entri con Facebook, anch’io, guarda caso, scrivevo un post di argomento simile e tiravo quelle che forse saranno le mie conclusioni definitive (GIURO! Questa è l’ultima volta!*).
Dicevo… Facebook. A novembre ho letto questo post di Luca Conti che mi ha fatto riflettere. Quel che Conti ci descrive è il Facebook ideale:

“Ogni volta che torno da una conferenza, la prima cosa che faccio è inserire i contatti dei biglietti da visita su Facebook e Linkedin, così da mantenere un collegamento anche nei mesi e negli anni a seguire. Facebook ha di suo l’ essere generalista e omnicomprensivo, quasi un microcosmo nella rete, dal quale controllare e gestire le proprie relazioni, con messaggi, chat e condivisione di link, eventi o la partecipazione a gruppi con interessi comuni. Il rischio, soprattutto in una prima fase, è di farsi inglobare e pensare che Facebook sia Internet. Non è così. Come ogni strumento, va usato con il giusto equilibrio: possono nascere opportunità professionali inaspettate o idee frutto della condivisione. Basta solo un po’ di sale in zucca.”

Basta solo avere un po’ di sale in zucca, dice lui.
Però c’è un problema di fondo. Facebook, a seconda di chi lo usa, si trasforma in un’applicazione sempre diversa. Nel 99% dei casi Facebook equivale a cazzeggio e a rimpatriata fra vecchi amici. Che significa questo? Be’, per esempio che non ci sarebbe niente di strano nel vedersi scrivere da un vecchio amico “Eueeeeeeeeeeee coglionazzo! Ieri sera hai sboccato l’anima fuori da quel pub!” e non ci sarebbe niente di strano nel vedersi taggati in una foto di capodanno, vestiti solo con una foglia di fico e dei calzini rossi bucati.
Il problema però si pone quando si tenta di sfruttare Facebook nel modo descritto sopra da Conti.
Tanto per iniziare, potrei aggiungere ai contatti il direttore del giornale per cui scrivo, che di me pare avere una buona opinione. Ma che succederebbe se vedesse sul mio profilo questo (autentico) dialogo?

IO: Tra le foto degli “amici” non c’è il sottoscritto.
ANDRE: Tra le foto degli amici ci sono quelle che ho trovato. Se tu mi mandassi quella tua foto nuda sul cofano di un camion, saresti fra le foto. PORCA!

Esiste un rimedio? Sì, secondo me sì. Ed è semplicissimo.
Raddoppiare i livelli. Amici e conoscenti, pubblico e privato. Chiamateli come volete ma fateli. Il mio fraterno amico di ciucche non può e non deve stare insieme al mio sindaco. E questo perché l’unico attuale modo per tenere il piede in entrambe le scarpe sarebbe cancellare messaggi come quello postato più sopra, e non mi sembra affatto una buona soluzione, visto che in fondo quel messaggio mi fa ridere tutte le volte che lo leggo.

* = Ho tenuto le dita incrociate.

Targà Coni

1 gennaio 2009

[Coni in piemontese si legge Cuni e vuol dire Cuneo]
Solitamente avviene in tutte le regioni d’Italia. Ovunque tu vada c’è sempre una provincia sfigata dove gli abitanti sono rinomati per essere particolarmente incapaci a guidare.
In Piemonte, le dicerie sostengono che la provincia sfigata sia Cuneo, provincia di barotti campagnoli che non sanno guidare.
Signori, è tutto vero.
Buon anno, e che l’assicurazione m’assista.