Questo sito è un bordello

29 aprile 2008

adsenseNon mi riferisco alle accese discussioni su fatti più o meno sensibili, non mi riferisco nemmeno alla dubbia moralità di alcuni amichetti (ciao Bianconiglio!). Sto invece parlando delle pubblicità di Google.
Prima la vaginoplastica (che, dico io, che c’entra con questo sito?!?), poi un link (scoperto ieri) di un’organizzazione di investimenti e guadagni piramidali con truffa annessa. Oggi invece chi ti becco nel post di Jericho? Il maxi poster di Brigitta Bulgari!

Jericho – stagione 1

29 aprile 2008

Erik KnudsenStasera ho finito di vedere la prima stagione, in ritardo di un anno rispetto alla programmazione di RaiDue che ai tempi ho amabilmente saltato a pié pari.
Bello. Definirlo la risposta della CBS a Lost mi sembra eccessivo, anche se i paragoni non possono che esserci. Isolati sì, ma al centro dell’America, dopo una serie impressionante di bombe atomiche che hanno inginocchiato il paese. Questo l’incipit della prima (e in pratica unica) stagione. A parte quel “isolati”, non c’è nulla di Lost, in verità. I personaggi sono tarati male e solo con la fine della stagione iniziano ad assestarsi. La trama all’inizio labile si fa via via più serrata e i personaggi stonati e inutili sono soppressi, cambiano ruolo o semplicemente sono accantonati. Skeet Ulrich è Jake Green, il superprotagonista tuttofare, figlio del sindaco, con un passato oscuro e due gnocche che gli fanno il filo. Un personaggio troppo esagerato per essere vero e, talune volte, persino troppo esagerato per essere apprezzato. L’attore lo ricordo con piacere per l’altra fantastica superserie “Miracles” (recuperatela sul mulo), anch’essa soppressa dopo poche puntate ma meritevole di un ben più nutrito pubblico. Sarà mica Skeet a portare sfiga? Tornerò prima o poi (prestissimo) a parlare di Skeet, sia perché dovrò recensire pure la seconda stagione di Jericho, quelle sette puntate fatte per far contenti i fan, sia perché direi volentieri due paroline anche su Miracles. PS: nella foto, un giovane serial killer.

Su chi buttarsi?

23 aprile 2008

Ci sono tanti autori di cui ho letto solo un’opera, massimo due, ma di cui vorrei leggere non dico tutto ma bonaparte. Ci sono altri autori che invece non ho mai letto e che sono nella lista delle letture da fare “prima o poi”. Ecco, il prima o poi è ora. Camilleri, Grisham, persino Faletti, Simenon, Martin (che ho già deciso di rimandare al 2009), Lucarelli, Ludlum, Palahniuk, Lansdale. A parte Martin, tutti gli altri sono assimilabili a quel genere che spazia dal giallo al thriller al noir che a me non ha mai entusiasmato molto.
Quindi… la domanda sorge spontanea: da chi iniziare? E con quale romanzo? Sondaggino. [...]

La farfalla e il tornado di film

20 aprile 2008

«Il battito delle ali di una farfalla in Brasile può scatenare un tornado in Texas» così sentenziò Edward Norton Lorenz, padre della teoria del caos e inconsapevole ispiratore di un’interminabile lista di film. L’esimio meteorologo è morto due giorni fa in Massachussets dopo una lunga malattia, probabilmente peggiorata alla visione di “Oxford Murders – Teorema di un delitto”, uno dei film più brutti dell’anno.

Le avventure di Inter Bastiano
“La grotta dei Lanzimenosi” 2

19 aprile 2008

Ecco quindi la seconda parte de “La grotta dei Lanzimenosi” in cui scopriremo finalmente il destino di Ianno Iannon. Bianconiglio ci tiene a specificare che il capo dei Lanzimenosi è ispirato (come si evincerà dal nome) a un grandissimo cantante del secolo scorso, nonché uno dei più stimati cantanti di Bianconiglio. Ci sono tre citazioni nascoste… Vediamo chi le trova!
Fabrizio ieri sera ha pubblicamente detto di voler provare a scrivere un episodio delle Avventure di Inter Bastiano. Aspettiamo fiduciosi anche il suo contributo.
Buona lettura, Quadrilatero
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Le avventure di Inter Bastiano
“La grotta dei Lanzimenosi”

17 aprile 2008

Eccoci nuovamente all’appuntamento con le avventure di Inter Bastiano. Alle redini torna il creatore della serie, Bianconiglio, con un’opera divisa in due parti ma ugualmente divertente. Scorretta e sboccata nella miglior tradizione bianconigliesca, questa sua terza avventura (quarta nel totale) approfondisce ciò che già si sapeva dalle avventure precedenti: il vice-sceriffo Ianno Iannon è sparito e nessuno -finora- sa dov’è finito. Purtroppo data la natura particolarmente prolissa di questa categoria di post ho notato pochi commenti alle favolette di Bianconiglio. Se volete comunque farvi quattro risate di bassa lega, leggete e recuperatevi gli arretrati.
Buona lettura – Quadrilatero

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Lulu

17 aprile 2008

Royalties e Lulu. Con Io uccido, Faletti ha venduto più di 3 milioni di copie. Ipotizzando un suo incasso personale del 10% (mettiamo un prezzo di 14€ di media tra i cartonati e gli economici) avrà sì e no guadagnato 4 milioni di euro. Un botto. Ma mettiamo il caso che Faletti avesse provato strade alternative e infine pubblicato con Lulu (vero, non avrebbe avuto lo stesso successo, la stessa pubblicità, gli stessi editor, la stessa distribuzione, ma stiamo facendo solo un’ipotesi), in formato economico, con libri venduti a 10€, avrebbe guadagnato 21 milioni di euro.
Con alcuni ne ho già parlato, ritengo Lulu un ameno luogo composto per il 95% da falliti e/o incapaci, ma forse un 5% di gente brava che saprà usare bene il mezzo c’è.

Prison Break – stagione 2

16 aprile 2008

TANTISSIMI SPOILER
Tribolando, s’è finita anche ‘sta seconda stagione. Prison Break stagione 2 prende una piega decisamente diversa dalla stagione 1. Perché? Beh, innanzitutto perché non si deve uscire di prigione ma lasciare il più in fretta possibile il paese, e poi perché molti ingredienti a cui eravamo abituati vengono meno mentre altri spuntano fuori diventando consuetudine.
Se la prima stagione era un tutt’uno con picchi d’intensità sparsi per la stagione, questa seconda tornata sfrutta decisamente troppo l’espediente del cliff finale per lasciare in sospeso lo spettatore.
Metà (dico così a caso) dei protagonisti diparte. E quando dico “diparte” intendo “schiatta”. L’altra metà corre per gli U.S.A. con alterne fortune, per confluire quasi tutta a Panama entro il termine della stagione. Il cambio di registro che mi dicevano è palpabile. A poche puntate dalla fine si percepisce un nettissimo cambio di rotta che spinge verso un vero e proprio nuovo filone narrativo. Vedremo se varrà ancora la pena. Per ora, questa seconda stagione si è rivelata, al pari della prima, un gioiellino.