La grande bugia – Giampaolo Pansa
Categoria: libri
Innanzitutto spendo due parole di ringraziamento per Matteo, che dopo un 2007 in cui ho letto davvero poco (eccezion fatta per i libri scolastici) è riuscito con il suo regalo a farmi tornare la voglia della lettura.
Il libro in questione è “La grande bugia” di Giampaolo Pansa ed è stato una gradita sorpresa. Non avevo mai letto nulla di Pansa, lo conoscevo poco e quel poco che sapevo di lui non era molto lusinghiero: un intellettuale revisionista e un cavalcatore dell’onda berlusconiana. Bene, il libro spiega esattamente questo, che Pansa non è quello che si dice in giro.
Non si tratta del solito libro d’inchiesta a cui Pansa ha abituato i suoi lettori, il titolo “la grande bugia” è riferito infatti non ad un episodio negato della storia, ma a un atteggiamento generale dell’intellighenzia della sinistra italiana che, sistematicamente, ha bollato di revisionismo chiunque abbia tentato di allontanarsi dall’interpretazione canonica degli ultimi giorni di guerra in Italia, alimentando quindi una grande bugia mediatica. Pansa nei suoi molteplici libri ha sostenuto spesso teorie controverse sulla “guerra civile” italiana seguita alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Teorie plausibili e soprattutto “inevitabili”: chiarendo subito che Pansa dice fin dal principio quale delle due fazioni abbia combattuto per la giusta causa, mi sembra anche fuori discussione pensare che ci fossero mele marce in entrambi gli schieramenti, così come sembra logico pensare che non tutti i tesserati del fascio fossero criminali di guerra. Pansa non critica il movimento della Resistenza in sé, ma attacca chi, professori e studiosi, la dipinge come un gruppo di santi, uniti per il paese e liberi da vincoli politici. Quel che viene fuori, con testimonianze e documentazioni non da storico professionista ma comunque autentiche, è un’Italia con molti partigiani di fazioni diverse, alcuni liberali, molti comunisti vicini al partito, e molte teste calde capaci dei gesti più crudeli, come d’altronde accade sempre in guerra.
La critica che gli si può muovere è forse per lo stile del libro, costruito intorno ad un dialogo fittizio con un personaggio inesistente. Quanto avrebbe giovato avere un vero interlocutore che rispondesse a tono all’autore, anziché un burattino che dà sempre ragione a chi scrive?
Secondo punto di critica è la facilità con cui Pansa (e chi lo critica) usa la parola revisionismo. Già. Chi lo critica esagera. Non è questo il revisionismo dannoso. Ma Pansa li segue, perché si considera revisionista, quando invece il termine ha una connotazione negativa per identificare reali stravolgimenti della realtà. Il revisionismo è un grave male, ma Pansa – come sa – non ne fa parte. Per il resto un libro vero, non una verità assoluta, ma solo un’altra dimostrazione che, sempre e ovunque, la verità può fare male e – soprattutto – essere scomoda.



non conosco bene questo tizio, tranne che per la sua notorietà. certo la prima impressione è di antipaticheria (se mai esiste questa parola, ma il senso c’è, no?). però i pregiudizi sono pronti a cadere, se ne avrò l’opportunità e l’interesse…
gennaio 29 2008 alle ore 09:38
periodo critico per parlare di politica italiana…mi viene il dubbio che non ci sia mai stata solidità poltica nello Stivale….forse Cavour e Mazzini…mah!cMQ CHISSà PERCHè QUANdO ho visto scritto La Grande Bugia mè subito venuti in mente un certo personaggio della politica attuale…si quello che aveva detto che ci sarebbe stato lavoro per tutti…ma ora ci riproverà, sempre se non lo mettono in galera, visto che i requisiti ci sono!
gennaio 29 2008 alle ore 12:19
@ Nicce: Già, Pansa non è uno dei più simpatici né come carattere né come argomenti. A suo discapito va detto che molto è costruito. Lui non nega infatti di aver giovato del clamore creatosi intorno alla sua persona. Inoltre non mi dispiace la sua schiettezza e la verve con cui fa nomi e cognomi di chi l’ha tartassato, rispondendo per le rime.
Antipatico a molti anche perché nei suoi libri non utilizza l’approccio da libro di storia ma un escamotage fortemente romanzesco. Ma in fondo (concorderai) non per forza solo sui libri di storia si deve trovare la storia, no? Considero molto più storiografico un albo di Volto Nascosto che una pagina su Wikipedia riguardo al colonialismo italiano.
@ Leo: Una volta tanto, un libro non contro/su Berlusconi.
gennaio 29 2008 alle ore 15:38
meglio Ponzo che Pansa comunque sia
Pansa piena e cuor contento
quando si fa il giornale voglio fare il titolista quad, facciamo metà giornale a testa!
gennaio 29 2008 alle ore 19:30
Il mio problema è : vorrei tanto acquistarlo per poterlo leggere ma…..pur provandoci da circa sei mesi , non trovo affatto il libro in alcuna libreria !
Che si siano messi tutti d’accordo per censurarlo/farlo sparire ?
Claudio
dicembre 9 2009 alle ore 23:09
Non trovarlo è normale, la prima edizione è del 2006 e l’economica è del 2008, dunque rese, ma ordinandolo non dovrebbero esserci problemi ad averlo in una settimana o poco più.
dicembre 10 2009 alle ore 02:59
@ Claudio: Non credo ci siano grandi complotti a suo danno, anche perché -parlo di Torino- le librerie che frequento sono sempre fornitissime di suoi libri.
dicembre 10 2009 alle ore 14:31
bello…. veramente!
mamma mia… quanti dolori provocano ad “alcune sinistre italiane” certi libri…
a volte risultano essere una purga pesante da mandare giù!….
gennaio 19 2010 alle ore 20:47
Bellissimo libro come tutti quelli di Pansa che recuperano una memoria che noi Italiani non abbiamo mai tanto avuto… Posso capire le giustificazioni su alcuni errori in tempo di guerra, ma come si fa a giustificare , oltre ad una uccisione avvenuta dopo la liberazione senza processo, persino il tenere nascosto PER SEMPRE il cadavere ai famigliari della vittima? Questa è solo barbarie e sono stati dei partigiani la commetterla (come altre sono state commesse da altre parti). E’ sul piano degli ideali più alti che la Resistenza ha ragione, però ci sono stati chiaramente degli errori e delle omertà in alcune situazioni concrete. Perchè non si deve dire questa semplice verità? Non si tratta di usare la verità per ribaltare un giudizio storico, ma solo di farla finalmente emergere tutta, senza nascondere nulla. Ben venga Pansa che finalmente ha avuto il merito di dire cose che altri hanno negato o tenuto nascosto – senza vere ragioni che non fossero inconsistenti o meschine.
agosto 31 2010 alle ore 16:12
Vero. Sottolineo la frase “E’ sul piano degli ideali più alti che la Resistenza ha ragione”, perché così è. Appurato che ormai Pansa non è più di sinistra, ci sono elementi che ammettono e studiano questi estremismi deviati, probabilmente di pochi ma comunque esistenti, ma ci sono altri che invece fanno finta di ignorare.
agosto 31 2010 alle ore 22:43