8 gennaio: Scelta la materia della terza prova. Come tutti gli anni dall’applicazione della nuova riforma, al Liceo Linguistico abbiamo “lingua straniera”. Ma va?
11 gennaio: S&P’s fa i complimenti all’italia: il rapporto deficit/PIL è sceso dal 4% al 1,3%. Un risultato “impressionante”.
15 gennaio: Il Papa annulla la visita all’Università La Sapienza di Roma. Pazienza. I Puffi compiono 50 anni.
16 gennaio: A seguito di fatti personali che non stiamo qui a ricordare, Clemente Mastella si dimette.
21 gennaio: Mastella lascia la maggioranza inneggiando a Neruda. Peccato che la poesia citata sia di uno spagnolo sconosciuto.
22 gennaio: Muore in circostanze sconosciute l’attore Heath Ledger.
24 gennaio: Cusumano (Udeur) dice sì e il suo amico Barbato (Udeur) gli sputa addosso. Nel frattempo Nino Strano (An) gli urla “squallida checca”. Lo stesso individuo, coadiuvato da Domenico Gramazio (An), per festeggiare la caduta di Prodi ingolla mortadella e versa Champagne sulle storiche e pregiate sedie di Palazzo Madama. Tutto il centrodestra applaude gridando.
26 gennaio: La giornata della memoria dell’olocausto. Totò Cuffaro si dimette.
28 gennaio: I mattoncini Lego compiono 50 anni.
29 gennaio: Al via il processo di Erba. Ottima prova recitativa di Azuz.
30 gennaio: Nasce la Rosa Bianca. Cos’è? Boh. Nel processo SME Berlusconi è assolto. Riporto il titolo del Tg1 catturato dal Marinaio: Berlusconi assolto dal reato di falso in bilancio. Il falso in bilancio non è più reato dopo che una legge del suo governo l’ha depenalizzato. Il premier dichiara: “Sono commosso, finalmente giustizia è fatta”.
31 gennaio: Anche l’UE dice che Rete4 è illegale. Ma non è una novità. Milan e Inter sono prosciolte, come Berlusconi, “perché il fatto non costituisce reato”. Con una sola legge ha salvato capra, cavoli e pure l’Inter.
Innanzitutto spendo due parole di ringraziamento per Matteo, che dopo un 2007 in cui ho letto davvero poco (eccezion fatta per i libri scolastici) è riuscito con il suo regalo a farmi tornare la voglia della lettura.
Il libro in questione è “La grande bugia” di Giampaolo Pansa ed è stato una gradita sorpresa. Non avevo mai letto nulla di Pansa, lo conoscevo poco e quel poco che sapevo di lui non era molto lusinghiero: un intellettuale revisionista e un cavalcatore dell’onda berlusconiana. Bene, il libro spiega esattamente questo, che Pansa non è quello che si dice in giro. [...]
L’ultimo taglio, 26/01/2008 Mentre tutti gli altri ministri con la valigia in mano s’affannavano a riempire di sederi amici le poltrone del sottopotere, ieri Tommaso Padoa-Schioppa ha chiuso ottanta sedi periferiche del Tesoro e messo in mobilità centinaia di impiegati e dirigenti. Non so se abbia fatto la cosa giusta. Di sicuro ha fatto quella contraria. Un tagliatore che continua a tagliare persino nel giorno dell’addio, incurante della scia di impopolarità che si lascia alle spalle: sembra quasi surreale, in un Paese come il nostro. Immaginiamo lo stupore di Pecoraro Scanio e di Mastella, che ha appena cantato le lodi della lottizzazione dei primari ospedalieri come quintessenza della politica. Del resto Padoa-Schioppa non è un politico. È un banchiere che in un attacco di narcisismo masochista ha accettato di fare il ministro dell’Economia: il mestiere più detestato dagli italiani dopo l’arbitro di calcio, specie adesso che l’economia ha perso la maiuscola e va a rotoli un po’ ovunque, da noi con particolare vigore. La storia ci dirà che tipo di ministro è stato. Ma la cronaca è già in grado di raccontarci che tipo di uomo è. Coerente e cocciuto. Aggettivi oggi fuori moda, ma non fra quelli della sua generazione, venuta al mondo all’inizio della guerra o subito prima. Poi è successo quel che è successo e nel 1947 è nato Mastella. Massimo Gramellini – La Stampa
Proprio nella sera in cui finisco la seconda stagione di Prison Break e decido di guardarmi una puntata di My name is Earl e una di 24 in deposito da una vita, chi ti becco in entrambe le serie? Haywire! La coincidenza è così grande che ci dev’essere qualcosa sotto. Nella stessa sera, per giunta, mi cade da un’altezza di 10cm il disco esterno con all’interno le puntate di Prison Break da passare all’amico Matteo (che in questo momento mi maledirà), di 24 e di My name is Earl. Il disco ora è illeggibile e Matteo, che aveva già la bava alla bocca, dovrà pazientare un altro po’.
Ok, sarà anche colpa mia, ma la Packard Bell che ha fatto un cavo poco più lungo di un dito non è esente da colpe. Nota: il karma è anche andare a vedere Alvin Superstar e scoprire che l’attore protagonista è quella faccia da schiaffi di Earl! Nota 2: Vedete quel menù sopra al titolo che dovrebbe aiutarvi a navigare fra i post del sito? Bene, non funziona.
Solo per qualche ora userò questa skin come test, ma non preoccupatevi: tra meno di 24 ore tutto tornerà come prima.
Non capisco bene perché, con questa nuova skin le pagine inerenti il cammino di Santiago non sono visualizzabili… Pazienza, vorrà dire che perderò qualche visitatore. Nel frattempo, se non vi crea troppo disturbo rispondete a questo semplice test e aiutatemi a decidere.
UPDATE
Grazie per la partecipazione… Non è che siete stati poi così utili ma vabbeeene. Ora tutto è tornato normale. UPDATE 2
Via di mezzo volevate? E via di mezzo vi ho dato, almeno per ora. Ho aggiornato il tema con l’ultimo disponibile ma ovviamente dovrò poi farci alcune aggiustatine per farlo tornare “personalizzato”.
La sudditanza psicologica di alcuni forum “dedicati” ad alcuni nuovi personaggi bonellidi è imbarazzante. In questi lidi ameni evidentemente si ha paura di dire la parola “insufficiente”, preferendo sostituirla con insensati “ottimo”, anche quando la parola “ottimo” non solo è fortemente immeritata ma in alcuni casi addirittura ai limiti della blasfemia. Ma passiamo alle letture del mese, in cui gli ottimi sono fioccati per ben due volte. [...]
L’anno scorso su un altro sito ormai in disuso avevo già scritto la mia invettiva contro la celeberrima Trust, l’odiosa marca di oggetti tecnologici per computer che dà più problemi che soddisfazioni (Anzi, se vi affidate alla Trust scordatevi le soddisfazioni che avrete solo problemi). Quest’anno, a un anno di distanza, i problemi con questa azienda continuano e raggiungono vette mai sfiorate prima.
Se prima infatti le magagne arrivavano con l’usura, questa volta ci sono già ancora prima di partire. Ma andiamo con ordine. Tutte le volte che devo comprare un mouse, una tastiera o cose simili, vado in un centro commerciale e inizio a confrontare i prezzi. È per questo, dunque, che nonostante mi fossi per mesi ripetuto “niente Trust e niente mouse senza fili”, alla fine io sia andato a prendere proprio un mouse senza fili… di marca Trust. La marca in questione è in effetti decisamente la più economica.
Il mouse perfetto per me deve avere
3 tasti o 2 tasti + rotellina
2 tasti laterali per fare avanti e indietro (una volta che li hai non puoi più farne a meno)
il filo. Perché non c’ho voglia di cambiare le batterie, anche se sono batterie ricaricabili.
e gli unici presenti lì a MediaWorld erano un Logitech da 59€ e uno da 99€. Troppo per un mouse. Ladri. Opto allora per un modello economico (ma che almeno abbia i tasti laterali!). Devo quindi scendere a compromessi e accettere il wireless, ma l’unico wireless con i tasti laterali è proprio il Trust. A malincuore lo compro. 19€.
Arrivo a casa e stacco il vecchio mouse Trust che nella notte mi ha lasciato e non ha più dato segni di vita. Attacco questo, leggo le istruzioni, SEGUO le istruzioni, attacco tutto, accendo il computer e lancio il tutorial per l’installazione. SORPRESA: il menu in flash non è navigabile con la tastiera… e il mouse ovviamente non funziona ancora. Dico ma siete fuori? Fate un disco di installazione di mouse usabile solo da mouse?!? Ma se l’ho comprato è perché forse non ce l’ho, no? Poco male, non sono così incompetente da non riuscire a far partire il setup dal disco. Installo. Riavvio. Stop.
Il mouse non va.
Rileggo le istruzioni. Riavvio. Il mouse non va. Aspetto altre otto ore per la carica delle batterie. Disinstallo il driver. Reinstallo il driver. Riavvio. Il mouse non va.
Se vi chiedete perché questo post sia in categoria “blog bio” vi rispondo perché senza mouse non riesco a modificare la categoria. Non avete idea di quanto poco usabili siano molti siti che all’apparenza sembrano perfetti. Sgrunt.
PS: link e immagini arriveranno quando avrò ripristinato l’uso del mouse. Idem dicasi per le visite ai blog amici.
Quella che avete davanti agli occhi è nientepopodimenoche l’ultima puntata dell’avventurosa storia a puntate di Matteo Saltafossi.
A tre mesi di distanza dall’ultima puntata, il nostro Matteo si ritrova in mezzo a una strada della periferia di Milano: davanti a sé ha il Sardo che lo sta per uccidere e alle sue spalle un altro Matteo Saltafossi dalle motivazioni imprecisate. Berlusconi è morto, l’uomo che gli aveva sparato al parco… pure. Matteo sta lasciando involontariamente dietro di sé una scia di morte, ma ora siamo alla resa dei conti, siamo all’ultima puntata. Non perché il finale sia vicino ma solo ed esclusivamente perché mi sono stuficchiato. Avevo detto che lo scorso episodio non sarebbe stato l’ultimo… sono stato di parola e infatti ultimo non lo è stato.
Eccovi dunque la conclusione della storia… conclusione che però sarà solo l’inizio… di qualcosa di diverso che illustrerò nei prossimi giorni. [...]