Il taxista degli dei
28 dicembre 2007
Avete rischiato di perdere La strada in salita. Ancora qualche ora e sarebbe scaduto il tempo utile per rinnovare il dominio .it che, a causa della scheda prepagata vuota, non era stato possibile completare prima. Con un saltino in banca nonostante la febbre, tutto è stato risolto. E pensare che quando uno ha la febbre vorrebbe starsene bello bello sotto le coperte, eppure, per cretinate, è due giorni che sto fuori (e starò) a prendere freddo. Risultato? Sogni deliranti davvero improbabili.
Un pantheon di divinità pagane simil-greche sceso in mezzo ai comuni mortali per scoprire il mondo. Io, taxista, che faccio da choffeur alla divinità della luce (o sole, o robe così), un tipo biondo e muscoloso fac-simile di Apollo che vuole visitare New York. Guardo in cielo e c’è gente che vola e io, fesso, sono in taxi. Mentre guido penso a capodanno e al fatto che ognuno di noi dovrà versare al ristorante una somma di circa 20.000 euro. Mi accorgo di aver esagerato e, sempre in sogno, mi dico: “Fabio, non fare i conti in un sogno mentre hai la febbre. Non possono che essere sbagliati”. Fine sogno, mi risveglio e il gatto mi sta togliendo di dosso le coperte.