Giovani idee del ca**o

25 ottobre 2007

Il Ministero alle Politiche Giovanili e Attività Sportive (che molto giovanilmente preferisce farsi chiamare POGAS) lo scorso anno ha indetto il primo concorso intitolato “giovani idee cambiano l’Italia”, destinato a tutti i giovani e volenterosi che avevano voglia di creare una società o un’associazione in uno dei quattro ambiti proposti (ambiente, giovani, sociale e un quarto che non ricordo).
La scadenza della presentazione della domanda era Marzo, poi posticipata ad Aprile a causa di un errore loro. Ebbene, siamo ad Ottobre e non si è ancora saputo nulla. Tempi statali, direte voi. Può essere, il punto però è un altro. Io e un gruppo di amici abbiamo presentato una domanda con un relativo progetto. Abbiamo fatto la richiesta di 10.000 €, che non è poco ma non è nemmeno tanto visto che la soglia massima era 35.000. Abbiamo studiato un’idea che fosse realizzabile e concreta e che, francamente, penso sia una bella idea. Il punto forte della nostra idea è la nuova tecnologia nonché il poco investimento necessario.
Ora però, dato che come dicevo siamo ad Ottobre e non si è visto ancora nulla, ricevo una telefonata: un tizio, un singolo, un non più giovanissimo, mi comunica che ha un progetto. Un bel progetto. Un progetto quasi uguale al nostro seppur non abbia mai sentito parlare della nostra idea. Semplicemente: abbiamo avuto la stessa idea. Amen.
Non voglio entrare nei dettagli del nostro progetto ma il punto è che a causa dei tempi lunghissimi (si avranno gli esiti *forse* a Gennaio) la nostra brillante (ma facilmente pensabile) idea è stata nel frattempo pensata da un altro, sarà realizzata prima di noi e sfrutterà l’onda della novità.
La nuova tecnologia è un investimento se sfruttata appena essa entra sul mercato. La nostra “innovazione” era proprio lì: entrare nel mercato prima che i concorrenti si rendessero conto di ciò (e fidatevi, nell’ambiente sono piuttosto lenti). L’unico pericolo era che un nuovo soggetto entrasse in gioco, e così è stato, in modo tale che per il mercato noi saremo solo dei copioni dilettanti.
Quindi, caro POGAS, grazie per i lunghissimi tempi d’attesa e grazie per le tue stupide clausole del cazzo perché a causa loro abbiamo dovuto aspettare i tuoi comodi e, così facendo, siamo stati raggiunti da chi l’idea l’ha avuta molto tempo dopo.