Quando sono nato
Quando sono nato la vivevo diversamente.
Quando sono nato, in macchina di mio padre c’erano un sacco di musicassette e un mangianastri.
Quando sono nato, ho visto i primi cartoni animati della Disney in videocassetta; lungometraggi che contenevano unicamente disegni creati a mano animati.
Quando sono nato, nelle mie tasche c’erano le lire e quando andavo in vacanza all’estero tenevo da parte qualche monetina che difficilmente avrei trovato in Italia ( le mie preferite erano le pesetas bucate).
Quando sono nato, il mio numero di telefono iniziava con 64 e quando arrivò il cellulare il mio numero iniziava con lo 0.
Quando sono nato, tutte le auto erano targate TO, MI, PA, SV, GE, NA, Roma..e mio padre riusciva ad insultare i pirati della strada accostandogli la provenienza.
Quando sono nato, si sarebbe potuto scaricare una scatola, un pacco o una ragazza…sicuramente nessuno avrebbe scaricato un film o una canzone.
Quando sono nato, Studio Aperto aveva le sembianze di un telegiornale.
Nessuno si sarebbe immaginato di poter far foto con un telefono, tanto meno di poter vedere in tempo reale una persona dall’altra parte del mondo dal proprio computer di casa.
Quando sono nato, eravamo molti più amici degli arabi.
Quando sono nato, guidando in centro non avrei avuto l’ansia da ZTL cercando le telecamere.
Quando sono nato, in tv si discuteva molto di meno e si giocava molto di più e anche Buona Domenica era una bella trasmissione.
Quando sono nato si telefonava con i gettoni e nei campeggi per telefonare c’era sempre molta coda.
Quando sono nato, ci si dava appuntamento in piazza o davanti alla scuola, mai su messenger.
Per certi versi siamo stati noi a chiudere un’era e sempre noi siamo stati i primi ad aprirne un’altra; siamo l’ultima generazione che se un prodotto costa 70 euro, pensiamo a quanto costerebbe in lire.
Rossela aveva ragione… domani è un altro giorno.


