Il Basty
Il Basty è una bestia strana. Anche lui s’è fatto il Cammino di Santiago, pedalando con il Matte e il Fabi, sognando magari di poterlo fare in sella a una motocicletta al fianco di Ernesto Che Guevara, o al massimo con una sua fascia sulla fronte.
Anche il Basty c’era e anche lui s’è stancato. Ha sudato, ha imprecato, ha insultato… in pieno spirito da pellegrino (non è questo lo spirito del pellegrino? Ah… allora noi tre abbiamo frainteso).
Al ritorno dalla Spagna però ha confessato di non volerlo fare mai più. Mai più vacanze faticose. Quest’anno Alghero e il prossimo anno, forse, Brasile. Santiago? Mai più.
Il Basty ieri sera era mezzo nudo, lo so, da qualche parte per Torino, con una birra in mano, una maglietta legata al collo, una bandiera sventolante e i pantaloni a vita bassa che gli facevano spuntare fuori il sedere.
Il Basty, lo so, ieri sera ha sfoderato la sua seconda voce da Ultrà, quella cupa e profonda che neanche un basso sa fare, dopo essersi visto la partita, o su Sky, o su Mediaset Premium con il commento di Pellegatti.
Il Basty ieri sera si è ricordato di una piccola cosa successa alcuni mesi fa. Si è ricordato di quando aveva detto agli amici che non avrebbe mai più fatto il Cammino di Santiago, ma, subito dopo, si è anche ricordato di quello che poco dopo aveva promesso a quegli stessi amici, di quello che aveva osato scommettere, non limitandosi alla rasatura totale in caso di Champions vinta, come hanno fatto i suoi amici, ma spingendosi decisamente oltre.
Dopo due anni di attesa, ieri sera il Milan è tornato in finale e ha vinto. Nemmeno nei film e nei romanzi succedono cose del genere: tutto era perfetto, tutto era studiato alla perfezione affinché il popolo milanista potesse piangere di gioia dopo aver battutto non una squadra a caso ma quel Liverpool che l’aveva beffato nel peggiore dei modi in quel dannato stadio a Istanbul.
Ebbene, ieri sera (lo so, lo sento) il Basty ha pianto e ha urlato. Poi, dopo circa mezzora di urla forsennate e baci e abbracci ai commensali, si è ricordato della promessa fatta, ha guardato negli occhi il Matte e ha detto:
Quando si parte?



Back to Santiago 2008!
un nuovo, faticoso, polveroso, sudato viaggio sulle strade della storia (?)
maggio 24 2007 alle ore 09:46
Si vede che era destino…..e comunque ieri sera quello a torso nudo era matteo
maggio 24 2007 alle ore 10:31
Siccome non c’ero, la ricostruzione della serata è corretta?
maggio 24 2007 alle ore 11:16
Ho deciso di raccontare io la serata…quindi comincio.
Mi ero già visto con i Menoni e Andrea dal pomeriggio, come è da tradizione nelle partite importanti. Ovviamente in questo arco di tempo abbiamo discusso su come vedevamo la squadra, le nostre sensazioni, le nostre paure, non tralasciando ovviamente quella tragica finale che, a instanbul nel 2005, ci aveva visti clamorosamente sconfitti. Dalle 17.00 in avanti la tensione era pazzesca….non pensavamo ormai ad altro, tanto che provavamo a immaginare cosa sarebbe successo in caso di vittoria, e soprattutto cosa avremmo fatto in caso di sconfitta. Quel che mi ricordo è che tutti avevamo grande fiducia nei ragazzi, pensavamo a quanta grinta avessero in corpo, soprattutto per questa partita, come dire…..il destino ci ha concesso una seconda occasione, non possiamo buttarla via. Alle 20.00 inizia il pre partita, praticamente non si parlava più. Ricordo che Fabrizio disse quanto in quel momento avrebbe voluto fottersene del calcio, per non provare quella tensione, che giuro ti mangia lo stomaco. Alle 20,30 arrivano anche gli altri, nell’ordine: Alberto, Alberto (padre di Fabry), Valeria(sorella di Fabry)
maggio 25 2007 alle ore 12:02
Matteo, Alessandro (fratello di Andrea e principale espone della vecchia fossa dei Leoni), Claudio e mio padre. A cinque minuti dall’ inizio siamo tutti seduti, le squadre si stanno schierando in campo e all’ improvviso faccio partire il coro FORZA LOTTA VINCERAI…….in casa di Andre è una bolgia…quel grido lo hanno sentito fino ad Atene, ma questo vuol dire che siamo veramente, veramente tesi. Io come al solito sono tra Andrea e Alessandro, perchè è così che vuole la tradizione. Matteo si trova al fondo della fila….come dice sempre lui lì si trova la tribuna d’onore, mentre il resto è curva. L’ unico problema è che il Milan gioca molto, molto male e il Liverpool, che due anni prima non aveva visto praticamente palla, non ci concede un centimetro e probabilmente nella prima frazione meriterebbe il vantaggio. Ma al 45′ succede quello che non ti aspetti. Kakà viene steso da Carragher al limite dell’area. Tirerà Pirlo…..siamo tutti col fiato sospeso, anche perchè sapevamo che o la sbloccavamo così, oppure non avremmo mai segnato. Di quel momento ho pochi flash nella mente: Pirlo che parte e la palla che entra in rete….poi il DELIRIO. Gente che salta, che si butta a terra, che insulta, che si abbraccia…insomma….l’INFERNO!!!!!Solo in un secondo momento capiamo che la deviazione decisiva è quella di Inzaghi. Finisce il primo tempo…ma adesso, ripensando alla rimonta di Istanbul, eravamo ancora più tesi, perchè sapevamo tutti che I Reds erano incazzati neri e che gli ultimi 45 minuti sarebbero stati i più lunghi della stagione…Ricordo che nell’intervallo Matteo si era avvicinato a me per chiedermi se avevo già cominciato a gonfiare le gomme della bici, provocando tra l’altro la mia incazzatura, perchè lo ammetto io sono scaramantico…forse troppo. Inizia il secondo tempo e dopo 15 minuti ci accorgiamo che i l Liverpool comincia a perdere qualche colpo, probabilmente stancato dal loro incessante pressing. Al 70′ c’è l’unica occasione pericolosa ai danni del Milan, ma Steven Gerrard, solo davanti a Dida si fa ipnotizare e spreca clamorosamente….ma questo è il calcio. All’82′ Kakà smarca Inzaghi solo davanti a Reina..Superpippo è freddo e riesce a infilare lo spagnolo dopo averlo driblato…è il 2 -0, è il gol che può valere la vendetta. Credo di aver urlato così poche volte per una partita di calcio….forse al gol di Grosso con la Germania o al rigore di Shevchenko nella finale di Manchester. Ora in casa Gizzi è delirio puro…tutti ci buttiamo uno addosso all’altro creando un’ammucchiata incredibile al centro della stanza….Matteo come al solito subisce l’invasione in tribuna della curva, che ormai è un tripudio di festa e insulti…ma calma. Mancano ancora 8 minuti più recupero e un gol potrebbe complicare le cose….Ci risiediamo. A un minuto dal 90′ Kuyt segna il gol per i Reds…sono attimi che non passano più, ma al terzo minuto di recupero l’arbitro fischia la fine…..è fatta, il milan è campione d’Europa per la settima volta nella sua storia…vendetta è stata fatta…ci abbracciamo tutti….cominciamo a cantare cori contro l’Inter, contro la Juve…è in quel macello che vedo Matteo….ride e io so perchè…mi avvicino, lo guardo negli occhi e gli dico:”Matte!!!Quando si parte?” La serata però non finisce qui, perchè io, Andrea, Alberto Gaudio, Ricky, i Menoni e Claudio decidiamo di andare a Torino a festeggiare, a cantare, a saltare, insomma a rendere onore a quella magica serata, alla serata del Milan CAMPIONE D’EUROPA!!!!
maggio 25 2007 alle ore 12:56
Se vuoi te lo pubblico come articolo.
maggio 25 2007 alle ore 14:17
se vuoi fallo pure….nn c’è problema
maggio 25 2007 alle ore 14:51
[...] ma ora si pone il problema del nome: come chiamarla? Birra Neronerino? Birrabbasty? (in onore di Basty, bello scuro) Brodaglia scura [...]
aprile 11 2009 alle ore 22:24