Riflessioni e domande dopo due giorni al mare
Rimandiamo le riflessioni serie sui giornali, sul giornalismo e il destino del mondo (save the cheerleader, save the world!) ai prossimi giorni e concentriamoci un attimo sui due giorni di pre-vacanze estive trascorsi a Finale.
1) Mi spiegate com’è possibile che su tutto il tratto da Finale, passando per Savona e poi pure in direzione Torino, le code iniziavano subito dopo una galleria e finivano subito prima di entrare nuovamente in galleria?
Le mie teorie sono due: o c’è un semaforo che quando c’è coda regola il passaggio delle automobili per evitare che le macchine siano costrette a passare interminabili quarti d’ora in gallerie poco aerate; o c’è un istintivo meccanismo psicologico che fa accelerare i guidatori e li fa attraversare velocemente la “zona a rischio” con galleria, in modo tale che le code, per compressione di spazi tra le auto e per tempo, siano solo prima e dopo, e mai durante una galleria.
2) Perché quand’ero piccolo (e fino a pochi anni fa) andare al mare significava andare in posti dove tutto era più caro e tutto costava più del dovuto, mentre ieri e l’altro ieri ho trovato pizzerie che mi mettevano la pizza margherita a 3.50 contro i 5.00 delle pizzerie di qui?
3) Perché molte donne si mettono in topless davanti al fidanzato? Io, se la mia ragazza si mette in topless, m’incazzo. Perché so che l’uomo è porco.
4) Perché le edicole sul lungomare sono fornitissime? Ho comprato la ristampa di Mister No delle Edizioni IF che in edicola da queste parti non avevo mai visto.
5) Perché i sandaletti da mare di plastica, quelli che usano spesso i bambini, non hanno il successo che meriterebbero? Io li comprerei volentieri, soprattutto per andare a Finale, perché le pietre in riva al mare sono devastanti, e anche quelle in mare non scherzano.


