L’editoria del futuro
Quotidiani online e quotidiani cartacei. Dopo l’entusiasmo della conferenza di Sabato, avrei voluto scrivere post e post sull’argomento, ma pian piano il tutto è stato trasferito nel più utile e più proficuo materiale per la tesi di laurea. Cosa dire qui, allora? Innanzitutto potrei mettere insieme qualche considerazione personale che è rimasta fuori dalle pagine tesistiche.
L’occasione è la presentazione del libro di Vittorio Sabadin edito per Donzelli, “L’ultima copia del New York Times“. Ospiti Massimo Gramellini, Giulio Anselmi, Lucia Annunziata, Michele Mezza, Carlo Verdelli.
Forse un po’ banale Gramellini, ma il suo ruolo era quello di coordinare, interessante la Annunziata e Mezza.
Interessante anche Verdelli, ma stranamente non fa neanche un accenno al nuovo social network della Gazzetta dello Sport, sembrando quindi non totalmente aggiornato sui fatti e addirittura un po’ fuori luogo, così come Anselmi, che ad un certo punto è partito con la fiera della banalità e ha detto quattro luoghi comuni su internet e l’informazione.
Come sottolineato da Gramellini, stranamente non si è stati catastrofisti, non si è parlato di web come contaminatore di qualità, ma come possibilità e occasione. Tutto ormai è scontato e deciso: il giornale online non è più uno dei possibili futuri ma è il futuro. Bisogna solo capire che aspetto prenderà. Evolverà, e questo è poco ma sicuro. Diventerà 2.0… vale a dire? Farà come Gazzetta e consentirà di creare blog e commentare articoli? Tutto lì? Per me il web 2.0 per l’informazione prenderà un’altra strada quando si renderà conto che, in fin dei conti, sia ai lettori che al giornale, il pubblico che commenta non serve a nulla se dietro non ha un minimo di selezione e criterio.
Magari farò qualche altra considerazione dopo la capatina al mare perché oggi il tempo è poco e tiranno.


