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11
mag
2007
L’avevo comprato in “periodo sconti Oscar Mondadori” credendo fosse un libro sui treni e in special modo sulla transiberiana che tanto mi affascina in questo periodo.
Mi sono invece trovato davanti a un romanzo breve e ad un paio di racconti surreali e quasi filosofici, recensiti pochi giorni fa anche da fantascienza.com.
Il romanzo breve che dà il titolo all’opera è l’intensa vicenda di un uomo in viaggio che da anni abita in un vagone di un treno. Come lui, anche tutti gli altri passeggeri del treno. Nessuno sa dove il treno stia andando, le rotaie continuano ad andare avanti e ad attraversare lande desolate, la gente nasce, vive e muore tra i vagoni e nessuno si domanda più perché ci si trovi in viaggio e dove si stia andando.
Treno surreale con passeggeri mortificati e rassegnati a una vita sul treno, omologati al rumore dalle rotaie e al vivere semplice e decadente dei vagoni. Solo il protagonista, Andrej, sente improvvisamente che qualcosa in tutto questo non va, che tutto questo non basta più.
Breve e intenso, a volte troppo profondamente Russo da non poter essere capito appieno da un occidentale, con citazioni e richiami a una tradizione russa che manca nel nostro retroterra culturale.
Gli altri due racconti sono molto più orientati all’oriente (bella ripetizione, eh?). Il primo è una riflessione sulla morte, il secondo sulla verità e la vita. Bello il primo, un po’ più macchinoso il secondo.
Decisamente un libro carino, non impegnativo e di lettura veloce. Non così intellettualmente profondo come si vorrebbe far credere, ma godibile e con molti livelli di lettura. L’ultimo e più alto livello potrebbe essere colto solo da chi conosce davvero bene la cultura russa.





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