Tabella progressione telefilm

31 maggio 2007

Vale a dire, “tabella con ciò che devo prima o poi guardare”.
Niente casalinghe disperate, niente CSI, niente polizieschi e nemmeno niente amati law & order, che tanto li guardo quando capita e non seguo con costanza.
I rossi sono quelli da vedere, i verdi ovviamente sono i già visti e i gialli sono quelli in progressione. Ieri sera, spinto da mia madre, ho visto la prima puntata di Supernatural. Non malaccio. Ugly Betty invece lo inizio oggi.
In pratica… dimentico qualcosa di interessante? Consigli?
Nota: non seguo quasi mai dottori e gialli, quindi il non aver inserito Dr. House e soci non è un errore.

4400
1
2
3
4
Lost
1
2
3
Battlestar Galactica
1
2
3
Farscape
1
2
3
4
5
Heroes
1
Supernatural
1
the Practice
1
2
3
4
5
6
7
8
Stargate SG1
1
2
3
4
5
6
7
[...]
Stargate Atlantis
1
2
3
4
Ugly Betty
1
Prison Break
1
2
3
Babylon 5
1
2
3
4
5
24
1
2
3
4
The Dead Zone
1
2
3
4
5

UPDATE: Aggiunti 24 e The Dead Zone.

Lost – terza stagione

29 maggio 2007

Ben, molto enigmaticoSottotitolo: Sceneggiatori di Lost, morirete fra atroci sofferenze. (NO SPOILER)
Ormai anche i polli del mio vicino sanno che Lost andrà avanti fino alla sesta stagione, proponendo per i prossimi tre anni secici episodi a stagione.
Ebbene, ier sera abbiamo visto l’ultima puntata di Lost trasmessa in U.S.A. grazie al fantastico lavoro dei vari team di traduzione che in meno di una settimana ci hanno tradotto un episodio doppio da un’ora e mezza.
Il titolo è “Through the looking glass”. Il motivo del titolo, oltre alla citazione di Alice e di Star Trek, è spiegato nell’episodio: “The looking glass” è l’ennesima base degli Altri.
Ero un estimatore di Lost e dei suoi creatori, ero fiducioso e ne difendevo il lavoro quando, giustamente, qualcuno li criticava e ipotizzava che il tutto sarebbe diventato una farsa. ‘Sti protagonisti sempre su e giù sull’isola a cercare qualcosa e a scoprire qualcos’altro a detta di molti non avrebbero concluso molto.
Ecco, questa volta quelli di Lost sono davvero indifendibili. Non so, poi magari mi sbaglio, ma questa ultima puntata pone le basi per le altre tre stagioni e fa presupporre che niente sarà più come prima. Niente. Ma se niente sarà più come prima, ha ancora senso chiamare la serie Lost?
Con ritardo, inizio a pensare che
a) Lost sia un’enorme cretinata.
b) gli sceneggiatori siano dei genii incompresi (da me)
Tiro le somme del terzo anno: Jack niente di che, Locke odiabile da molti, Charlie fa tenerezza, Desmond è il mio mito incontrastato, Sayid è sputato a Basty, Nikki è wow, Juliette quasi, Ben è intrigante.
PS stupido:
Nell’ultimo episodio compare per pochi secondi il piccolo Walt. Anche se nel telefilm dovrebbero essere passati pochi mesi dal disastro aereo, il bambino è ovviamente cresciuto di tre anni ed è diventato enorme.

UPDATE: Capiamoci, questa terza stagione rimane a mio giudizio la più bella fra le tre: ritmo incalzante, colpi di scena, evoluzioni dei personaggi e soluzione di enigmi in tempi rapidi. Dopo aver letto le interviste dei produttori, inizio a capire il finale di stagione. No, non è poi così male come mi sembrava.

Manuale del perfetto politicante comunale

28 maggio 2007

Ho votato la maggioranza uscente di sinistra. Gli altri non esistevano.
Non esistevano come idea politica e non esistevano come identità. In una sola frase? Non sapevano fare politica.

Ora, per tutti voi politicanti, elencherò 10 punti stupidi, stupidissimi, quasi elementari, per poter essere eletti in un piccolo paesino come il nostro.

    1. Non fondare la tua campagna elettorale su un NO per una questione sociale se gli altri due partiti in lizza la pensano esattamente come te. È necessario il valore aggiunto e tu non lo stai dando.
    2. Non mettere, per nulla al mondo, due parenti nella stessa lista. I parenti disposti a votare per loro potranno votarne solo uno e il bacino di “fedeli” sarà ridotto.
    3. Non mettere in lista chi ha un parente stretto in un’altra lista. O, se proprio lo vuoi fare, fallo per ostacolare l’avversario. I voti si spaccheranno per entrambi, ricordalo.
    4. Ricorda sempre che la campagna elettorale parte da distante: sii attivo, di’ la tua alle riunioni di condominio, rompi i coglioni all’amministratore ma lascia stare gli altri inquilini.
    5. Vai in piazza più che puoi.
    6. Fonda un’associazione, una cooperativa, possibilmente ONLUS e con scopi caritatevoli.
    7. Non usare MAI, e quando dico MAI intendo ASSOLUTAMENTE MAI, il disco registrato via telefono. Io per principio non voto chi mi telefona e fa partire il disco.
    8. Sui bigliettini pubblicitari, scrivi in italiano.
    9. Pondera bene quel che dici, e ricorda che se dici “abbasserò le tasse” rischierai di essere odiato a morte in caso le tasse non venissero abbassate, ma verrai anche odiato se a causa della diminuzione di tasse, tu non avessi più i soldi per fare un tubo.
    10. Anche se siamo in un paesino, sii professionale.

E tanto lo so, qui da noi vincerà la sinistra.

“Elenca i 5 incipit letterari preferiti”

27 maggio 2007

Stimolato da CBicp, partecipo a una catena di Sant’Antonio da blogger. Elencare i 5 incipit letterari preferiti.
L’incipit è una bestia brutta, è qualcosa che ti rimane dentro, che ti fa decidere con che velocità leggerai il resto del libro: incipit brutto e la lettura proseguirà a rilento, incipit bello e il libro verrà divorato in men che non si dica.

Nota: Con Explorer ci sono alcune immagini che rompono il layout. Con Firefox no. Ho messo width 20%, ma Explorer lo interpreta come 20% dello schermo, mentre Firefox lo interpreta come 20% della colonna centrale.
[...]

“Alta tensione” ad Atene

26 maggio 2007

milan_alta_tensione.jpgHo deciso di raccontare io la serata…quindi comincio.
Mi ero già visto con i Menoni e Andrea dal pomeriggio, come è da tradizione nelle partite importanti. Ovviamente in questo arco di tempo abbiamo discusso su come vedevamo la squadra, le nostre sensazioni, le nostre paure, non tralasciando ovviamente quella tragica finale che, a Istanbul nel 2005, ci aveva visti clamorosamente sconfitti.
Dalle 17.00 in avanti la tensione era pazzesca….non pensavamo ormai ad altro, tanto che provavamo a immaginare cosa sarebbe successo in caso di vittoria, e soprattutto cosa avremmo fatto in caso di sconfitta. Quel che mi ricordo è che tutti avevamo grande fiducia nei ragazzi, pensavamo a quanta grinta avessero in corpo, soprattutto per questa partita, come dire…..il destino ci ha concesso una seconda occasione, non possiamo buttarla via.
Alle 20.00 inizia il pre partita, praticamente non si parlava più. Ricordo che Fabrizio disse quanto in quel momento avrebbe voluto fottersene del calcio, per non provare quella tensione, che giuro ti mangia lo stomaco.
Alle 20,30 arrivano anche gli altri, nell’ordine: Alberto, Alberto (padre di Fabry), Valeria (sorella di Fabry). Matteo, Alessandro (fratello di Andrea e principale espone della vecchia fossa dei Leoni), Claudio e mio padre.
A cinque minuti dall’inizio siamo tutti seduti, le squadre si stanno schierando in campo e all’ improvviso faccio partire il coro FORZA LOTTA VINCERAI……. in casa di Andre è una bolgia… quel grido lo hanno sentito fino ad Atene, ma questo vuol dire che siamo veramente, veramente tesi. Io come al solito sono tra Andrea e Alessandro, perchè è così che vuole la tradizione. Matteo si trova al fondo della fila….come dice sempre lui lì si trova la tribuna d’onore, mentre il resto è curva.
[...]

My darker right side

25 maggio 2007

Inizio ad apprezzare questo Sarkozy. Subito dopo le elezioni se ne è partito per le vacanze in attesa che Chiraq sloggiasse e ora, appena arrivato, inizia subito a tirare botte in giro.
Questa è carina: nelle scuole ci sarà l’obbligo di alzarsi all’entrata dei professori e bisognerà rivolgersi a loro con il “voi”.
“Gli esperti si dichiarano contrari”. Gli esperti evidentemente non si sono accorti di che marmaglia stia venendo su: maleducata, spregiudicata, così malsana che per certi versi i video su Youtube sono solo il lato più scanzonato. Ci va rigore, severità, professionalità. Ai professori bisogna dare del Voi e, se necessario, anche viceversa.
Anche se il cuore mi sta a sinistra da sempre, ultimamente ho alcuni pensieri affini a quelli dell’altra sponda. Sto invecchiando, sto diventando più conservatore. Se continuo di questo passo a sessant’anni voterò Lega.
il_metodo_quadrilatero.jpg

Il Basty

24 maggio 2007

Il Basty interpretato da quello che fa Sayid in Lost, Naveen AndrewsIl Basty è una bestia strana. Anche lui s’è fatto il Cammino di Santiago, pedalando con il Matte e il Fabi, sognando magari di poterlo fare in sella a una motocicletta al fianco di Ernesto Che Guevara, o al massimo con una sua fascia sulla fronte.
Anche il Basty c’era e anche lui s’è stancato. Ha sudato, ha imprecato, ha insultato… in pieno spirito da pellegrino (non è questo lo spirito del pellegrino? Ah… allora noi tre abbiamo frainteso).
Al ritorno dalla Spagna però ha confessato di non volerlo fare mai più. Mai più vacanze faticose. Quest’anno Alghero e il prossimo anno, forse, Brasile. Santiago? Mai più.
Il Basty ieri sera era mezzo nudo, lo so, da qualche parte per Torino, con una birra in mano, una maglietta legata al collo, una bandiera sventolante e i pantaloni a vita bassa che gli facevano spuntare fuori il sedere.
Il Basty, lo so, ieri sera ha sfoderato la sua seconda voce da Ultrà, quella cupa e profonda che neanche un basso sa fare, dopo essersi visto la partita, o su Sky, o su Mediaset Premium con il commento di Pellegatti.
Il Basty ieri sera si è ricordato di una piccola cosa successa alcuni mesi fa. Si è ricordato di quando aveva detto agli amici che non avrebbe mai più fatto il Cammino di Santiago, ma, subito dopo, si è anche ricordato di quello che poco dopo aveva promesso a quegli stessi amici, di quello che aveva osato scommettere, non limitandosi alla rasatura totale in caso di Champions vinta, come hanno fatto i suoi amici, ma spingendosi decisamente oltre.
Dopo due anni di attesa, ieri sera il Milan è tornato in finale e ha vinto. Nemmeno nei film e nei romanzi succedono cose del genere: tutto era perfetto, tutto era studiato alla perfezione affinché il popolo milanista potesse piangere di gioia dopo aver battutto non una squadra a caso ma quel Liverpool che l’aveva beffato nel peggiore dei modi in quel dannato stadio a Istanbul.
Ebbene, ieri sera (lo so, lo sento) il Basty ha pianto e ha urlato. Poi, dopo circa mezzora di urla forsennate e baci e abbracci ai commensali, si è ricordato della promessa fatta, ha guardato negli occhi il Matte e ha detto:
Quando si parte?

Rappresentazione di un combattimento

22 maggio 2007

Dieci minuti di libertà hanno dato vita a questo stile minimalista (molto intenso ed espressivo) adatto a rappresentare un momento topico di una scena accaduta ieri sera.

Xemnas, bardo – omino verde mare
Laertho, ladro – omino nero
Astar Sole, paladino – omino azzurro
Re Elgus, nonno di Astar – omino dorato
guardia – omino rosa
predatore abissale – bestia verde
fauce abissale – bestia marrone
03-011.jpg

Riflessioni e domande dopo due giorni al mare

21 maggio 2007

Rimandiamo le riflessioni serie sui giornali, sul giornalismo e il destino del mondo (save the cheerleader, save the world!) ai prossimi giorni e concentriamoci un attimo sui due giorni di pre-vacanze estive trascorsi a Finale.
1) Mi spiegate com’è possibile che su tutto il tratto da Finale, passando per Savona e poi pure in direzione Torino, le code iniziavano subito dopo una galleria e finivano subito prima di entrare nuovamente in galleria?
Le mie teorie sono due: o c’è un semaforo che quando c’è coda regola il passaggio delle automobili per evitare che le macchine siano costrette a passare interminabili quarti d’ora in gallerie poco aerate; o c’è un istintivo meccanismo psicologico che fa accelerare i guidatori e li fa attraversare velocemente la “zona a rischio” con galleria, in modo tale che le code, per compressione di spazi tra le auto e per tempo, siano solo prima e dopo, e mai durante una galleria.
2) Perché quand’ero piccolo (e fino a pochi anni fa) andare al mare significava andare in posti dove tutto era più caro e tutto costava più del dovuto, mentre ieri e l’altro ieri ho trovato pizzerie che mi mettevano la pizza margherita a 3.50 contro i 5.00 delle pizzerie di qui?
3) Perché molte donne si mettono in topless davanti al fidanzato? Io, se la mia ragazza si mette in topless, m’incazzo. Perché so che l’uomo è porco.
4) Perché le edicole sul lungomare sono fornitissime? Ho comprato la ristampa di Mister No delle Edizioni IF che in edicola da queste parti non avevo mai visto.
5) Perché i sandaletti da mare di plastica, quelli che usano spesso i bambini, non hanno il successo che meriterebbero? Io li comprerei volentieri, soprattutto per andare a Finale, perché le pietre in riva al mare sono devastanti, e anche quelle in mare non scherzano.

L’editoria del futuro

18 maggio 2007

L'ultima copia del New York TimesQuotidiani online e quotidiani cartacei. Dopo l’entusiasmo della conferenza di Sabato, avrei voluto scrivere post e post sull’argomento, ma pian piano il tutto è stato trasferito nel più utile e più proficuo materiale per la tesi di laurea. Cosa dire qui, allora? Innanzitutto potrei mettere insieme qualche considerazione personale che è rimasta fuori dalle pagine tesistiche.
L’occasione è la presentazione del libro di Vittorio Sabadin edito per Donzelli, “L’ultima copia del New York Times“. Ospiti Massimo Gramellini, Giulio Anselmi, Lucia Annunziata, Michele Mezza, Carlo Verdelli.
Forse un po’ banale Gramellini, ma il suo ruolo era quello di coordinare, interessante la Annunziata e Mezza.
Interessante anche Verdelli, ma stranamente non fa neanche un accenno al nuovo social network della Gazzetta dello Sport, sembrando quindi non totalmente aggiornato sui fatti e addirittura un po’ fuori luogo, così come Anselmi, che ad un certo punto è partito con la fiera della banalità e ha detto quattro luoghi comuni su internet e l’informazione.
Come sottolineato da Gramellini, stranamente non si è stati catastrofisti, non si è parlato di web come contaminatore di qualità, ma come possibilità e occasione. Tutto ormai è scontato e deciso: il giornale online non è più uno dei possibili futuri ma è il futuro. Bisogna solo capire che aspetto prenderà. Evolverà, e questo è poco ma sicuro. Diventerà 2.0… vale a dire? Farà come Gazzetta e consentirà di creare blog e commentare articoli? Tutto lì? Per me il web 2.0 per l’informazione prenderà un’altra strada quando si renderà conto che, in fin dei conti, sia ai lettori che al giornale, il pubblico che commenta non serve a nulla se dietro non ha un minimo di selezione e criterio.
Magari farò qualche altra considerazione dopo la capatina al mare perché oggi il tempo è poco e tiranno.