Adesso credo nei miracoli
Cioè, ma vi rendete conto?
Mia nonna tutte le volte che m’incontra mi chiede ancora per che squadra tifo e soprattutto se tifo ancora per la stessa, manco fossi un indiano mercenario qualsiasi. Solo perché quand’ero piccolo (tutti mi scherzavano… (cit.)) ero della Juve e ora sono del Parma. Convinta che io mi metta a tifare per la squadra vincente del momento, convinta magari che in questi giorni stia tifando Inter, così, “tanto per”, come ama dire Matte.
No. Io, è vero, sono diventato del Parma quando il Parma era una grande squadra. Ma ho abbandonato la Juve quando la Juve vinceva, ormai dieci anni fa circa, non certo quando è andata in B.
Folgorato sulla via di Damasco, un pagano juventino convertito alla vera e unica fede gialloblù. Non ultras ma abbastanza accanito da farmi venire la lacrimuccia in quello storico derby per la salvezza contro il Bologna.
E ieri sera di nuovo, con un 3 a 4 contro il Palermo che nemmeno ai tempi di Asprilla e della Coppa Uefa, a gioire per una salvezza non ancora raggiunta ma finalmente possibile. Nei secoli fedele, come i carabinieri, anche durante il crack, anche quando è stato venduto Buffon, anche quando è stato venduto Frey, quando i soldi non c’erano o quando Bresciano segnava il gol dell’ex e non si capiva se non esultava perché aveva rispetto per noi o se stava solo facendo la sua solita pantomima.
Ma non importa, Mark ti abbiamo voluto tanto bene. Non siamo ancora in A, ma ci crediamo: incrociamo le dita per gli scontri diretti e preghiamo per la salvezza.


