Dampyr 85 – Occhi di gelo

Postato da Quad il 6 apr 2007
Categoria: fumetti

Occhi di geloCome il mese scorso.
La storia è piacevole e leggermente legata al numero precedente: Harlan e Kurjak prendono l’aereo e se ne vanno via dalla location di Marzo.
Anche stavolta senza Tesla, finiscono qui in Canada per caso e si trovano immischiati in una storia di fantasmi che parte e sembra investigativa, ma invece fortunatamente non lo è. L’entrata in scena dei protagonisti è ritardata di parecchio (come vuole la migliore tradizione dampyriana) e presenta un coprotagonista carismatico come Dellroy Washington, che è diventato subito il mio pupillo dell’albo, mentre i vari inservienti dell’aeroporto sono solo abbozzati.

Disegni. Bartolini scazzato? Alterna molte pagine di grande effetto ad altre piatte e svogliate. Si stufa dei luoghi chiusi, preferendo sfogarsi sullo spazio aperto, e dà il massimo con l’effetto neve, che cresce e si fa più minacciosa con il passare delle pagine. L’arrivo della tormenta è palpabile e realistico, un po’ meno realistico il volto di Harlan, che inizio a pensare sia la bestia nera di quasi tutti i disegnatori della serie. (o è proprio Harlan che è brutto di suo?!?)
Inquietanti i quattro bambini, vestiti e tratteggiati come i bimbi extraterrestri de Il villaggio dei dannati. Peccato solo che dopo che Washington dice di percepirne “tanti”, mi aspettavo una valanga intera di bambini e non solo quattro.
Dellroy Washington è affascinante e sono sicuro che tornerà in scena in altri numeri, ripescato dall’infinito tutto-quel-che-c’è-rimane di Boselli. Meno male! Una volta tanto, la bella caratterizzazione di Cajelli non porta la figura più carismatica dell’albo a morire nelle sue prime 100 pagine (vedi il rasputiniano Volkoff o il killer Yacek). Il direttore mi sembrava con una faccia a metà strada tra quella di Sam Neill e Horatio Cane (e invece mi dicono che è William H. Macy).
Le impronte di mani sulla coperta sono da brividi lungo la schiena. Brrr!
E ora, il solito discorsetto. Come dice Harlan, ci mancava un episodio in mezzo alla neve… ma, cribbio, è da un anno che i grandi Maestri non vengono chiamati in causa! Queste storie chiamatele come volete, ma questa, come tutte le altre dei mesi prima, è una storia a sé, autoconclusiva e (ai nostri occhi) slegata dalla continuity principale. Non potevano mettermi questa storia (o la scorsa) un po’ più in là, e qui mettere un bel Maestrone?
Ok, che non si vive di soli Maestri, ma qui siamo a dieta da un po’ troppo tempo. Potrà anche essere la più bella storia del mondo ed essere fondamentale per il prosieguo, ma rimane il fatto che qui si vuole vedere i MAESTRI GROSSI!! In conclusione due numeri (ultimo e penultimo) buoni ma “posizionati” male.
Rimanendo però su quest’albo, una cosa che avrebbe alzato moltissimo il voto sarebbe stata una frase ad effetto di Washington su Draka, proprio in quelle due pagine finali di congedo.
Perché non una frase tipo “Tuo padre, sento che in questo momento è in un posto pieno di neve come questo… e ti sta aspettando”, o magari un “tuo padre lo vedrai molto presto.
E invece Dellroy cosa ti va a dire?
“Per sanare gli screzi con tuo padre… ci vorrà tempo.” È come se, tramite il personaggio, la redazione avesse detto “la continuity verrà annacquata per ancora diversi mesi… Nessun nodo al pettine a breve. Scordatevi di rivedere tanto presto Draka e continuate a soffrire.”
A proposito, lo ripeto ancora sviluppando ciò che fu detto un mese fa: perché non dare a ciascun autore una storyline da sviluppare? Così come Colombo con Nazikian, una sottotrama da 3-4 numeri, indipendente o meno dai maestri, ma che faccia respirare a pieni polmoni la sensazione di storia che avanza in una lenta e costante marcia, e non a scalini intermittenti lunghi un intero anno.
Un’altra cosa bella di questo mese? Il terminare senza spiegare tutto. Il finale lega indissolubilmente questo numero al prossimo, visto che, bene o male, dovranno spiegare come sono andati via dal Canada. In complesso comunque un buon albo, con tra l’altro una bellissima copertina.

10 commenti a “Dampyr 85 – Occhi di gelo”

  1. matteo

    Eccoci di nuovo a commentare la solita “storiella riempitiva” e tendenzialmente inutile.
    Fossimo a scuola e Dampyr fosse il titolo del tema da sviluppare, il prof. di italiano su “Occhi di gelo” non potrebbe fare altro che scrivere nel giudizio: “contenuto discreto, ma sviluppo fuori dalla traccia!!”.
    Dampyr dovrebbe parlare di vampiri e solo occasionalmente affrontare altre tematiche, ma dal numero 50 in avanti la tendenza è radicalmente cambiata.
    Il numero di questo mese non è bruttissimo, però il soggetto banale mortifica un ottimo autore come Cajelli e la storia entra nel vivo solo le ultime dieci pagine.
    Ripetitiva, poi, è l’idea del medium cieco; Mulawa era piu’ che sufficiente…
    Aspettiamo come un messia Luca rossi sul prossimo numero; perlomeno i disegni saranno all’altezza del VERO dampyr..


  2. CBicp

    Sono negli stati uniti da ottobre…e ci resto fino a giugno.
    Ho chiesto a mia madre di comprarmi dampyr ogni mese (e Gea, e Dectective Dante, e John Doe).
    Leggere i tuoi posts mi fa venire voglia di farmeli spedire qua !!!
    Vabbe’…resisto due mesi piu’…poi me ne andro’ in qualche pineta con un pacco di fumetti…stacchero’ anche il cellulare !!!

    Buona Pasqua


  3. Quadrilatero

    @ Matteo: Di Mulawa m’ero dimenticato. Diciamo che è un topos abbastanza usato.
    Ti ricordo che l’ultima di Luca Rossi non t’era piaciuta per niente.
    “Solo occasionalmente di altre cose” non direi, però in effetti ultimamente i Maestri si sono dati alla macchia.

    @ CBicp: Beato te che te ne stai negli U.S.A.
    Da Ottobre a Giugno sono un bel po’ di mesi! Ne avrai di roba da leggere. Con Gea farai in fretta a metterti al passo, DeDa non lo leggo, ma ti consiglio di iniziare la lettura da JD e tenerti Harlan per ultimo.
    Tendo sempre a non dare troppi spoiler, ma con i post su dampyr spero di non rovinarti la lettura rivelando troppe cose!
    Contraccambio gli auguri di Pasqua.


  4. Max

    ehm…che dire…proverò a leggerlo, a ‘sto punto!


  5. Acidshampoo

    Il direttore Jean-Luc è la copia sputata di William H. Macy, protagonista di Fargo e Panic, attore feticcio dei Coen e Paul Th. Anderson, e attualmente al cinema con Edmond. Mentre Paula è Patricia Clarkson, la zia Sarah O’Connor di Six Feet Under. Li avevo riconosciuti subito e me l’ha confermato Bartolini sul forum di Dampyr.
    Comunque un buon albo, solo che una storia d’assedio scritta da Cajelli, veniva perfetta per mostrare le situazioni più di pura exploitation di quel godibile sottogenere. Mentre alla fine mi è parso che il tocco bizzarro di Cajelli si sia sentito meno rispetto alle sue prove precedenti e il risultato non è così accattivante come speravo.


  6. Quadrilatero

    Ecco chi era! Il mitico tizio di Fargo! A riconoscere i volti celebri non sono proprio capace!


  7. Quadrilatero

    E intanto sul suo blog, Cajelli segnala che Dellroy Washington ha le fattezze di John Lee Hooker.


  8. matteo

    Cajelli o qualcuno degli autori di Dampyr, se leggessero il post e i nostri commenti, potrebbero anche risponderci.
    sarebbe interessante conoscere il punto di vista di chi sta dall’altra parte della barricata e non solo quello di noi lettori inbufaliti per le storie sempre piu’ scialbe…


  9. Quadrilatero
    Materazzi Provocateur Premio per il Materazzi Provocateur 2007

    Matteo, il premio è tutto tuo. :)
    Siamo dei pischelli, La Strada In Salita non arriva *ovunque* come ti potrebbe sembrare. Ho 20-30 visitatori al giorno, mica 200.000!


  10. Brianza

    Uè ragazzi, finalmente l’ho letto anch’io questo numero.
    Che dire… non mi ha esaltato molto, soprattutto il finale.
    Comunque l’idea di base era strafica e quindi, siccome quest’estate ho messo un po’ di soldi da parte, ho intenzione di comprarmi la Sergio Bonelli Editore.
    Ah, ragazzi… Oggi si laurea il Matteo. Io non potrò venire perché sono in Brianza. Saluti a tutti! CCCazzo!


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