Archivio per il giorno marzo 28th, 2007


Il saccente aveva torto

Postato da Quad il 28 marzo 2007

Chuck Norris
(Immagine rielaborata da questo originale)
In realtà l’avevo dimenticato, l’avevo messo nel cestino delle persone inutili e, come capita a volte sul desktop, ora mi accorgo che è ancora lì dentro da anni.
Lo ricordo con fastidio ancora adesso, quel tipo saccente che non so perché era uscito con noi quella sera.
Quell’individuo non l’ho mai più visto, fortunatamente, ma ricordo con disappunto quell’aria da chi la sa lunga, quando invece si vedeva lontano un miglio che non sapeva un’emerita sega.
Il saccente. Sì, anch’io a volte sono saccente. Ma lui di più.
I peggiori istinti dell’uomo, in sua presenza, escono in superficie e ti trasformano in un animale votato allo sterminio dei saccenti. Se sei sfortunato, dalla disperazione ti trasformi in un animale votato al suicidio. In questo modo, almeno, sei sicuro di non sentire più quel che dice.
Ebbene, quell’emerita testa vuota, tra le tante cretinate dette, al fatto che io dicessi che bere aspirina e Coca Cola non facesse nulla, aveva risposto che:
“NO NO NO! Mio padre è medico e mi ha confermato che mischiare aspirina e Coca Cola, a causa dei loro reagenti chimici, ti scombina tutto il cervello!”
Sorvolo sul fatto che uno che dice “ti scombina il cervello” non dovrebbe avere il diritto di parola. Sta di fatto che passando sul sito di Paolo Attivissimo, ho finalmente la conferma definitiva che IO avevo ragione (aggiungerei un “come sempre” ma diventerei saccente), che suo padre è un medico da radiare e soprattutto che LUI aveva torto.

Caro vecchio Dylan

Postato da Matteo il 28 marzo 2007

New entry nella strada in salita. Il primo post di Matteo.
Il Dylan Dog secondo MATTEO
Finalmente oggi è uscito il numero 247 di Dylan Dog dal titolo “Tutti gli amori di Sally”.
Noi amanti del brivido e dell’horror ne avevamo un gran bisogno dopo l’ultimo deludente numero di Dampyr, e l’indagatore dell’incubo non ci ha delusi.
La storia non è in sè eccezionale e sconvolgente, anzi nel suo intreccio è abbastanza prevedibile, con il solito nemico mostruoso, la solita fanciulla da salvare (che Dylan stranamente non si porta a letto), le solite cretinate di Groucho, il solito finale tipo X- files, che lascia tutto in sospeso..
Quello che, però, gratifica in Dylan Dog è che gli autori non hanno (quasi) mai tradito la caratterizzazione iniziale del personaggio, offrendo ai lettori un prodotto che in certi casi ha i suoi limiti, ma che garantisce il “patto” che una casa editrice si dovrebbe impegnare a rispettare.
Dylan talvolta è un pò ripetitivo, però nel corso dei suoi venti anni di pubblicazione, si è saputo evolvere gradulmente, senza traumatizzare gli affezionati lettori e proponendo storie che non richiedono un ripasso continuo di numeri pubblicati anni prima, e che possono, quindi, attirare coloro che si sono persi per ragioni anagrafiche le prime pubblicazioni.
Piccole note su questo numero: testi di Pasquale Ruju (una garanzia) e disegni del bravo Piero Dall’Agnol, di ritorno sulle pagine di Dylan dopo tre anni di assenza.

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