Dampyr 84 – La congrega della luna calante
Categoria: fumetti
Piccola recensione + piccola polemica. Immersione totale nell’universo dampyriano, unico fumetto che mensilmente leggo volentieri.
Abbiamo tutto, con riferimenti ad almento 4 albi.
Partiamo subito da Ljuba/Lisa e Thorke, acerrimi nemici di Harlan e ormai figure familiari; passiamo veloci intravedendo il criceto Nestore, visto se non sbaglio nel numero 61, Asenath Prynn, morta e sepolta tempo fa, da circa 50 numeri, la Esther del numero 37 e la famiglia Merwick del 41 (e sottolineo 37 e 41).
La critica va prima di tutto alla rubrica della posta e a un Boselli che evidentemente non capisce bene dove vogliano andare a parare i lettori che lo criticano (io non ho mai scritto nulla a riguardo, ma credo di capire quel che gli altri intendono visto che in parte condivido).
Quel che non viene recepito delle critiche è, a parer mio, la critica al sistema e alla frequenza delle “rivelazioni”.
(Uso il termine rivelazioni per evitare confusioni visto che spesso si parla di continuity , riempitivi e storie a sé, termini a cui viene contrapposta (come nella posta di questo mese) la motivazione che le storie a sé in realtà non sono mai tali e hanno sempre un senso per il totale e che nessuna storia è uno riempitivo.)
Le storie a sé sono belle quanto le altre, vedi Incubo Fiammingo o La luce nera (quando era una storia a sé), sono rispettate e apprezzate in egual misura dai lettori, ma purché non si esageri. Se quando uno legge un numero totalmente a sé, tale da sembrare un riempitivo, e il mese dopo legge un altro numero a sé, e il mese dopo vede un Maestro ma il tutto finisce lì, la tanto osannata continuity serrata dove sarebbe? Nel far vedere in una vignetta un criceto? La mancanza di continuity non è imputabile ai numeri più a sé, ma ai numeri più di continuity!
Domanda: In un anno cosa s’è scoperto di nuovo che *chiaramente* appartiene alla continuity principale? Nel 72 abbiamo conosciuto Bastet, nel 73 nulla (benché il numero fosse bellissimo), 74 idem, nel 75 si parla di un Maestro conosciuto ma che non si vede, nel trittico 76-77-78 si affronta il lungo e intrigante viaggio in giappone, col 79 ci si riaggancia a uno dei tanti filoni paralleli e con l’80 si divaga un po’. L’81 ha una bella storia di contorno su Herlik Khan e l’82 idem su Araxe.
Risposta: In circa un anno di buone storie, di sviluppo di trame secondarie, di elementi che non metto in dubbio saranno in futuro importantissimi per la trama generale, la linea narrativa principale non è stata mai sviluppata, a parte leggermente nella storia su Erlik Khan.
Cosa è la trama principale, mi chiederete voi. Mi sembra ovvio che le trame principali siano due: da una parte Draka con tutto quel che ne consegue, la Temsek, Marsden… e dall’altra Praga, Nikolaus e Caleb, Nergal…
Evidentemente però ci dev’essere un fraintendimento. O sullo stile editoriale fatto o sullo stile atteso.
Non sono io a inventarmi che la prima storyline che copre i primi 50 numeri dovrebbe essere incentrata sulla ricerca di Draka e dal 50 al 100 sull’Equilibrio. Eppure nei fatti, quanti di questi numeri trattano davvero quest’argomento *direttamente*? Pochissimi. Caspita, siamo all’84 e sull’Equilibrio quanti numeri ci sono stati?!? Due? Tre allargando il campo. Non è un po’ pochino in due anni?
Vabbé, finisco qui la sterile polemica che tanto mi va bene così. Ma, cavoli, perché non serrare un po’ di più? Perché non arrivare al dunque, dove con dunque intendo risposte.
Si sta poi diversi mesi a piantare dei semi che germoglieranno fra due anni, ma sul momento sono solo semi, e al pubblico farebbe piacere mangiucchiarsi già qualcosa :) Draka ad esempio, dov’è finito? Marsden? C’è bisogno di rivelazioni! Non sarebbe stato meglio tirare le fila di qualche cosa e poi aprire nuove vie come Loch Torridon, il signore delle maschere, il grande fiume più tardi? I lettori, oltre alle storie semplici, vogliono i pezzi grossi! Almeno quelli che conosco di persona, iniziano a trovare dampyr un brodo allungato, viste le frequenti divagazioni che paiono portar lontano dalla via principale (e sottolineiamo paiono, visto che a quanto pare “tutto c’entra”).
A parte la polemica, la storia di per sé sarebbe solo sulla sufficienza, ma tutti questi riferimenti incrociati impreziosiscono il numero e fanno tornare la voglia di costruire quel wikidampyr che questo mese sarebbe stato utilissimo.
Peccato solo che il numero dimostri anche questa volta che Thorke sia battibile solo con un deus ex machina e che ricalchi di volta in volta lo stesso schema narrativo.



Dampyr chi?? il fumetto sul cacciatore di vampiri non vede in scena un vampiro crudele e sanguinario (un Maestro carismatico sarebbe troppa grazia, ma almeno qualche non morto…) da tempi immemorabili.
Le atmosfere lugubri e spaventose dei primi numeri sono ormai uno sfocato ricordo, una chimera per noi fedelissimi lettori, amanti del vero brivido.
Dampyr è un fumetto nato come alternativa al tradizionale panorama dei “disegni parlanti” italiani, che si sta trasformato in un brodino insipido, complessato e melenso.
Perfino Tesla eroina buona, ma attratta inevitabilmente dalle forze del male ha perso molta della sua splendida contradditorietà.
L’autore Boselli, nelle sue scelte editoriali, si sta rivelando un ipocrita e un egoista, propinandoci ormai solo storielle prive di verve narrativa, in cui la continuity è solo simulata.
E le prospettive non preannunciano certo un miglioramento…
marzo 10 2007 alle ore 14:37
Beh ora io non la farei così tragica. Ritengo ancora Dampyr la più bella fra le Bonelli e Boselli uno fra i più bravi sceneggiatori in circolazione.
Concordo sul resto, su Tesla, su Harlan appiattito e buonizzato (rileggere il primo numero fa venire malinconia). Vedere le orde di non-morti scorrazzare per il mondo e sentire la loro incombenza è una sensazione che non provo più da tempo. Forse che ultimamente i Maestri sono stati più solitari.
Ognuno è libero di dirigere la testata come vuole, io non disdegno i numeri “slegati” ma vorrei che ogni tanto si tirassero un po’ di fila.
Nergal un tempo era moolto interessato al dampyr, ma i suoi tentativi sono stati pochi e infruttuosi.
Dopo il bacio Tesla-Kurjak il tutto è finito in una stasi tipicamente bonelliana. Il rapporto Tesla-Samael è congelato anch’esso, facendo perdere tutta quella tensione che sarebbe decisamente più alta se ci fosse una presenza maggiore degli antagonisti.
Ecco sì, basta il turn-over dei nemici. Non posso aspettare per anni per qualsiasi argomento. Ci possono essere argomenti in stand-by, ma di qualcosa si deve pur tenere un filo logico.
Vedi ad esempio la buona prova di Colombo. Ha continuato con la storia della Leonarda e in quattro numeri ha dipanato una piccola saga. Ecco, io vorrei che dampyr fosse più così. Perché non dare delle mini saghe da sviluppare ai vari sceneggiatori? Perché non una a Cajelli e una a Mignacco? Secondo me verrebbe fuori un prodotto ancora migliore.
Quindi ben vengano i riferimenti alle vecchie storie, ma la continuity è un’altra roba.
marzo 10 2007 alle ore 15:26
Anch’io dampyriano, vorrei più sviluppo della tematica principale per eccellenza: l’uccisione di Maestri. Quanto è bella quest’idea di base, in questo fumetto: i nemici non sono tra loro scollegati, ma sono una specie, una camorra, una minaccia nascosta proveniente da un’altra dimensione. Invece per esempio, in Dylan Dog ogni volta c’era un mostro diverso, alieni, licantropi, demoni.. e io mi chiedevo: in un mondo come quello di Dyd, come è possibile che, per esempio, alieni e fantasmi non si incontrino mai tra loro? (il Dyd classico però ha altri meriti, naturalmente). Invece il mondo di Dampyr mi è piaciuto proprio perchè estremamente coerente, retto principalmente da UN tipo di nemici. e non me ne sarei mai annoiato. per me loro, nell’ombra, potenti, dal passato mitico, erano carismatici come i nemici di Jeeg.
comunque l’ultimo numero mi è piaciuto, soprattutto per il personaggio Lisa. il finale un po’ deludente, troppo “deus ex-machina”, come già quello de “Nazikian l’oscuro”.
marzo 11 2007 alle ore 09:40
Infatti secondo me il pregio di questo numero è proprio lo sfruttamento della coerenza interna, l’alleanza tra due nemici storici di Harlan è un espediente credibile, così come fa enormemente piacere vedere un’attenzione quasi maniacale per evitare incongruenze sia di plot interno, sia di dettagli storico-geografici.
In effetti accade più spesso di un tempo che, come dice il marinaio, lo “scontro finale” non sia risolto al meglio.
Spero in un rapido ritorno alle origini, ma senza la comparsa e la morte di un Maestro nel giro di un numero. I Maestri carismatici sono quelli astuti e furbi e guarda caso hanno una morte degna di questo nome (Legba, Omulù, Gorka…). I Maestri venuti fuori male muoiono sempre da idioti, vedi il condor o Ixtlan.
PS: Secondo me un altro che morirà da idiota sarà Vathek.
marzo 11 2007 alle ore 13:25
il problema di Dampyr si riassume in un unico concetto: ci sono tante grandi idee, che vengono abbozzate; che stuzzicano follemente la fantasia dei lettori che vengono tenute in sospeso in eterno, o concluse in maniera banale (l’idea del primo numero della Leonarda era molto bella e inquietante, ma quello che poteva essere un grande Cattivo si è rivelato una copia sbiadita di Thorke).
Come Fabio sa bene, a me continua a tormentare la faccenda dell’immortale di Praga che ha la Sfinge nel giardino. é potenzialmente un grande personaggio; che è stato accennato e dimenticato, tanto che non mi ricordo neanche piu’ come si chiama…
è mai possibile che Harlan camminando per strada non sia mai piu’ passato li’ davanti ????
tutte le ultime storie sono inutili alla consecutio narrativa di Dampyr; le avrei accettate solo in Dylan Dog dove la finalità iniziale non era un discorso monografico, ma una piu’ generica lotta ai “mostri”.
Dopo aver aperto tante parentesi è ora di smetterla di perdere tempo e di cominciare a tirare i fili di qualche discorso, altrimenti molti dei lettori originari cominceranno a stufarsi.
P.S. perchè Corrado Roi non è stato mai piu’ riproposto e perchè non un albo disegnato da Claudio Villa??
marzo 12 2007 alle ore 16:21
Roi era solo di passaggio come guest star ma in effetti, a parte il suo lavoro di copertinista, non so che stia facendo.
Magari ci fosse Claudio Villa! Ultimamente è uscito con un volume cartonato “Devil & Capitan America” in cui si cimenta con i due supereroi marvel.
marzo 12 2007 alle ore 21:59
A proposito di disegnatori, su Dampyr esordirà a breve Luca Raimondo, già visto al lavoro su Brad Barron e sulla prima serie di Jonathan Steele. Un grande, praticamente è come avere Brindisi su Dampyr, solo che a me Raimondo piace più di Brindisi.
Quando al tuo post, caro Quadrilatero, concordo totalmente, parola per parola, lettera per lettera. A quando un brivido VERO? Spero che in estate, con la tripla storia di Vathek ce ne siano. L’ultimo brivido che mi ricordo fu per l’uccisione di Ixtlan, in quella doppietta stupenda che… averne!
marzo 19 2007 alle ore 17:42
Di Raimondo ho letto solo “il mio miglior nemico”, numero che ha consumato la mia fiducia in Brad Barron e m’ha fatto abbandonare.
Lì sinceramente non mi ha convinto molto. L’ho trovato un po’ statico, ma mi fido del tuo parere e aspetto paziente.
Anche se, è da dirlo, su dampyr non ci si può certo lamentare dei disegnatori. Io però sono più per lo stile brecciano tipo Roi, Luca Rossi e il neo-giovine-arrivo Cropera.
marzo 20 2007 alle ore 00:09
Rossi e Cropera fantastici! Roi è un maestro, ma non l’ho mai patito perchè lo trovo assolutamente di maniera. E in tal senso c’è sempre entrato pochissimo con l’umano calore di Dylan Dog. Il Mio Miglior Nemico è un numero di Brad Barron che amai, anche solo per il fatto che si ispirava ai melodrammi di Douglas Sirk, regista che amo molto. Piuttosto: che fine ha fatto Piccininno? Meglio non nominarlo, che è l’unico nel fantastico team di disegnatori di Dampyr che davvero abbassa la media. Io non lo sopportavo nemmeno alle elementari, quando me lo trovavo su Alan Ford!
marzo 20 2007 alle ore 04:09
Piccininno non lo vedo da tempo né lì né altrove. Non mi dispiaceva, ma aveva difficoltà a rendere i volti, in primis quello di Harlan.
Prevedo a breve un intervento di Matteo contro
DottiBaggi, che non sopporta per niente. A me di suo non piacciono solo i capelli, che sembrano sempre laccati e a mezz’aria. Il resto, quando fa storie adatte al suo stile, mi piace assai.marzo 20 2007 alle ore 12:29
visto che ci tieni devo dire che “La Signora della Villa Bianca” e “la miniera di Zyarne” sono stati senza dubbio i due numeri piu’ insulsi della serie, e i disegni di
DottiBaggi rendevano ancora piu’ sofferta la lettura.A mio avviso il Disegnatore per eccellenza di dampyr è Luca Rossi, poi apprezzo anche il tratto di Genzianella.
Per quanto riguarda la guest star Corrado Roi, che purtroppo non vediamo neanche piu’ su DD, è stato assolutamente sprecato per il numero 51 “Tre vecchie Signore”, una storia che dal punto di vista emozionale non è stata granchè significativa.
marzo 20 2007 alle ore 22:08
Naaa… per “la miniera di Zyarne”
DottiBaggi era adattissimo.“La signora della villa bianca” è in effetti uno fra i più brutti, ma verso la trentunesima lettura (citando Ugo Dighiero…) la storia si fa apprezzare. I disegni lì sono in effetti piuttosto piatti come pure nell’ultimo in sudamerica di cui ora mi sfugge il titolo.
marzo 20 2007 alle ore 22:43
Con il tuo commento non fai altro che darmi ragione; disegnatore scarso per numero scialbo..ADATTISSIMO !!!
marzo 21 2007 alle ore 22:47
Sei solo un Materazzi Provocateur.
marzo 23 2007 alle ore 00:30
Attenti, i due numeri che avete citato non sono disegnati da Dotti ma da Alessandro Baggi. E anche La Casa Di Sangue e Il Giorno Della Fenice. Io lo amo da matti, per come sa far recitare gli spazi e per la vertigine che dà, anche se l’avrei visto meglio su Napoleone che su Dampyr. Dotti invece non lo amavo per niente nelle sue prime prove, diversi passi indietro rispetto a quanto faceva su Zagor, ma dalla doppia islandese in poi mi ha convinto del tutto.
aprile 2 2007 alle ore 20:14
ARGH che errore clamoroso! Sarà il cognome simile che me li ha fatti confondere.
In realtà dovremmo sostituire tutti i Dotti dei precedenti commenti con Baggi. Avevo in testa Baggi ma le mie dita continuavano a scrivere Dotti. E Matteo pure che mi dava corda!
Rettifico quel che abbiamo detto prima: Matteo non sopporta Baggi. :D
aprile 2 2007 alle ore 20:32
Che conversazione interessante ho scoperto per caso! Capisco l’impazienza, ma i fili narrativi sono molti più dei due citati e dodici albi all’anno sono pochini per portarli avanti in fretta come taluni gradirebbero. La trama, ahimè, è più complessa di quanto appare e non ho mai detto da nessuna parte che i primi cinquanta numeri avrebbero parlato di Draka e gli altri cinquanta dell’Equilibrio – semmai a Draka si arriva nel n.100, no? . Mentre ho scritto sicuramente, dove non so, forse sul forum di Dampyr, che alcune trame saranno concluse intorno ai nn.120-140. Ma lì sono nate altre polemiche e incomprensioni su una mai annunciata “fine di Dampyr” e così via! Difficile accontentare ogni singolo lettore…
maggio 8 2007 alle ore 11:29
Che visita illustre! Benvenuto su queste pagine!
Sì, vero. Sicuramente i fili narrativi sono decisamente più di due. Però credo anche che quei due, insieme a Thorke, possano attualmente essere considerati i più importanti della serie.
A mio modesto parere vedo Dampyr come una serie che alterna albi su Maestri, albi della continuity principale e albi “altri”, siano essi indipendenti o di altri filoni narrativi.
Ogni numero è collegato (e questo lo apprezzo molto) ma il punto è che ultimamente gli albi “altri” stanno un po’ troppo crescendo, togliendo spazio alle altre tipologie aspettate con ben più ansia dal pubblico.
Di sicuro mi verrebbero le palpitazioni a leggere che sul prossimo albo ci sarà Draka, o Marsden, o Nergal. Non perché siano i miei preferiti, ma perché obbiettivamente nel pantheon dampyriano sono ben più importanti di due paia di fantasmi in Canada o di una casa in Irlanda.
Prendiamo ad esempio La casa alla fine del mondo, di cui ho scritto due righe su questo sito. Numero “simpatico” che magari scopriremo essere… chessò… la dimora estiva di Draka e quindi inerente quel filone narrativo. Rimane il fatto che in questo mese, e magari per altri due anni, sarà solo (si fa per dire) una strana casa abitata dalle ombre di Incubo Fiammingo.
Per quanto riguarda Draka, il passato di Harlan e l’equilibrio, potrei aver mal interpretato qualche fonte, ma a me pareva proprio che fosse così. Sicuramente il messaggio è stato decodificato in modo sbagliato da parte mia. (vedere ad esempio la baraonda di ipotesi sulle storie brevi a colori di Dylan Dog).
Per il resto grazie per il commento: su questo piccolo sito, recensire albi di Dampyr è uno dei passatempi preferiti (assieme al leggerli), e un commento illustre come il tuo ci fa molto molto mooolto piacere.
maggio 8 2007 alle ore 21:20
Ricambio i complimenti al tuo sito-blog. A me piace scrivere storie horror e naturalmente non rinuncio a scrivere “le terminatrici” o “Il mistero di Loch Torridon” solo perchè secondo alcuni non sono così importanti per i filoni principali. In realtà, a parte il “chissenefrega” di fondo (scrivo perchè mi piace scrivere le storie che mi vengono in mente”) ho detto spesso che tutto si tiene, in Dampyr: in quelle due storie, per es, c’erano Sophie, nella prima, e i due musicisti, nella seconda, che saranno importanti, pensa te, per scoprire il mistero di Dolly Mac Laine. I lettori non possono saperlo? Ma i lettori dovrebbero aver fiducia… Se non ce l’hanno, si pososno dedicare ad altre letture, no? Nelle prossime storie ci saranno i ritorni di Jeff Carter, Vathek, Sophie, Draka. La storia di Sophie in Corsica non sarà slegata come sembra perchè… Ma insomma: Fermiamoci qui. La storia procede, e io so dove va; Naturalmente procede con i suoi ritmi.
maggio 9 2007 alle ore 12:01
Aspetta, io ho molta fiducia in dampyr! Moltissima :)
Adoro il suo senso di continuità e lo preferisco addirittura a storie più serrate alla John Doe.
Di sicuro io non ti sto dicendo di scrivere solo un’unica soap opera legata indissolubilmente al numero precedente e al numero seguente. Tu ovviamente sei libero di scrivere quel che preferisci, soprattutto se poi i risultati sono come “le terminatrici” e “Il mistero di Loch Torridon” (il primo è in particolar modo delizioso).
Il punto centrale del ragionamento, che ho tentato di esporre commentando questi tre ultimi numeri, non è la qualità degli albi (raramente Dampyr, a differenza di altri Bonelli, scende sotto il 6) ma quello che più sopra veniva definito Rivelazione.
Diciamo che la Rivelazione per me è un ingrediente che va aggiunto al tutto. La “rivelazione” è anche solo un piccolissimo passo in avanti nella trama, in grado di darci la sensazione di aver scoperto qualcosa in più o di aver aggiunto un tassello al tutto. Ed è la Rivelazione uno degli ingredienti che preferisco di Dampyr: chiamala continuity, chiamala colpo di scena, chiamala rimando ad altri numeri precedenti. Ogni volta la Rivelazione assume forme diverse per adattarsi alle esigenze. Nei numeri più “di continuity” sarà magari in dosi più massicce, negli altri ce ne sarà un po’ meno.
L’unico problema di questi ultimi numeri era proprio la sua quasi assenza.
Lo dicevo ad esempio in Occhi di gelo: se il veggente Dellroy avesse detto una battuta in più su Draka, all’albo gli davo un nove! Quel piccolo gesto sarebbe stato una grande Rivelazione per i lettori, anche se concretamente non ci avrebbe detto nulla in più di quel che sapevamo già.
A quanto sembra, per i mesi prossimi ci sarà da divertirsi. :)
maggio 9 2007 alle ore 19:15
UAO! Il mitico Boselli! Signor Boselli, andrà a Torino Comics?
maggio 10 2007 alle ore 11:26
Devo ammettere che la presenza del signor Boselli su queste pagine è a dir poco sorprendente. Nei miei commenti non sono mai stato molto tenero con Lei e non inizierò ora a fare il ruffiano, sebbene la sua presenza mi faccia molto piacere.
Io sono un pò deluso dall’evoluzione di Dampyr, dalla svolta un pò piatta che hanno preso le storie e soprattutto i personaggi (tanto per fare un esempio Kurjak da vero soldato temprato da mille battaglie sembra che ormai pensi solo piu’ alle donne).
Sono anche deluso dal fatto che nell’ultimo anno la tematica piu’ importante sia stata affrontata solo sull’albo speciale e non sulla serie regolare; per quanto riguarda il fatto che tutte le storie sono legate mi va bene, però andrebbero legate con tempi piu’ vicini e non a distanza di quindici numeri l’una dall’altra.
Detto questo Le auguro di continuare positivamente nel suo lavoro e spero che ci dia in futuro grandi soddisfazioni.
Infine esprimo una richiesta: La prego, Signor Boselli, faccia una storia sull’immortale di Praga, ne sono ossessionato da quando l’ho visto!
matteo
maggio 12 2007 alle ore 21:06
[...] OVVERO COME FARE UNA CIAMBELLA BUONA BUONA, DALL’ASPETTO INTERESSANTE, DALL’IMPASTO MORBIDO, DALLA SOFFICE CONSISTENZA… MA DIMENTICARE IL BUCO. [...]
settembre 10 2007 alle ore 14:25
[...] 4) Il post di cui sei più fiero. Ce ne sono tanti. Innanzitutto fa sempre piacere quando ti dicono che hai fatto un bel post, anche quando non è vero. Ecco, mettiamo dentro tutti quelli. Aggiungiamo poi che il preferito dalla gente non è per forza il preferito dall’autore: questo su Sandro Buratti, che non mi piace un granché, è stato il più visitato di sempre, con un picco di più di 500 visitatori unici avuti in un giorno. Come dimenticare poi l’intervento di Mauro Boselli (sperando non sia un fake!) su una recensione di Dampyr? I raccontini su “i protagonisti” mi piacciono molto, e pure Matteo Saltafossi vs. Berlusconi. Insomma, cara strada in salita, sono fiero di te. Tra tre settimana compi un anno e qui si farà gran festa! [...]
dicembre 15 2007 alle ore 13:29