14 febbraio 2004
Oggi sono tre anni dalla sua morte. Tre anni da quando sentii la notizia in compagnia di amici, quella sera in tavernetta, mentre si parlava di tutt’altro e una sigla di morte si era insinuata all’istante e aveva già fatto capire che qualcosa era successo. Qualcosa di brutto. Di terribile.
Tre anni da quella volta che, come non mi è mai successo, mi erano venute le lacrime agli occhi per la morte di una persona non a me *fisicamente* vicina, ma di uno di quegli eroi che puoi vedere solo in televisione o, se sei fortunato, che puoi vedere sfrecciare per qualche secondo in strada, quando il giro passa vicino a casa tua.
Marco Pantani è stato un eroe vero, con i suoi lati oscuri e la sua tecnica superiore. È stato l’eroe buono che vince, che cade e che ti aspetti riesca a tornare a vincere. Ma così non è più stato, un po’ per colpa sua e un po’ per colpa del mondo che lo circondava.
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