Firefly

30 gennaio 2007

firefly-logo.jpgOggi si parla di una serie televisiva mai passata in chiaro: Firefly, una serie consigliatami da Hytok e creata dal celebre Joss Whedon di Buffy e Angel, che per questa volta lascia stare il fantastico per occuparsi della fantascienza.
Dimenticate tutte le serie “classiche” alla Star Trek perché qui è tutto diverso. Nessun futuro idilliaco, nessuna fine dei mali del mondo come povertà o guerre. Anzi…
I protagonisti della serie sono un gruppo eterogeneo di un’astronave, tipico delle serie alla Star Trek, ma non fanno parte di nessuna alleanza/federazione di pianeti uniti buoni. Al contrario, i pochi abitanti della Serenity, una nave di classe Firefly, stanno fuggendo proprio da una di queste grandi alleanze, che li cerca per catturare due fuggitivi che sono a bordo. L’equipaggio non è un manipolo di paladini dei buoni, ma è un gruppo di mercanti/pirati spaziali abituati a furti, omicidi, rapine, etc. Ovviamente con un fondo di cuore d’oro.
Ulteriore differenza tra Firefly e il resto, è l’ambientazione: se è noto che i creatori di Star Trek crearono un universo di frontiera simile a quello del far west, in Firefly il Far West diventa quasi reale. Cowboy, vestiti d’epoca e mondi polverosi e decadenti. Tutto questo unito a sceneggiature con dialoghi brillanti e con storie all’insegna dell’avventura. Numerose poi le rivitazioni dei classici cliché da far west: l’assalto al treno, i saloon, i bordelli. Mancano solo gli indiani!
Tre motivi per mettersi a guardare Firefly:

  • Jaine Cobb. Uno dei comprimari, un mercenario senza scrupoli. Avete presente quei personaggi che sono cattivi ma che in fondo sono buoni? No, lui no. È proprio stronzo di suo. Ed è bello per questo.
  • Inara Serra. Per gli estimatori delle belle donne.
  • Malcolm Reynolds. Il capitano. Figura carismatica e piuttosto complessa. Un bel personaggio.

Senza però dimenticare tutti gli altri personaggi, davvero ben caratterizzati, tra cui spiccano i due fuggitivi, il prete di bordo e molti altri.
La continuity non è serratissima ma c’è. In conclusione, una serie non eccezionale ma che è viva e prende.