Rocky VI

17 gennaio 2007

Rocky Balboa
Passo la parola al Matte che si è visto un film per cui io mi sono rifiutato di pagare il biglietto. Di mio aggiungo solo due piccolissime curiosità:

  • In U.S.A. a quanto si evince dal grafico di MyMovies, è stato un flop.
  • Il vero nome di Stallone è Michael Sylvester Enzio Stallone.

A tutti coloro che criticano “Rocky Balboa” dicendo che Silvester Stallone è troppo vecchio per interpretare questo personaggio e che la trama è ripetitiva e banale, posso solo dare ragione.
“Rocky Balboa”, ovvero il sesto e ultimo (?) capitolo della serie del famoso pugile italo- americano, non è sicuramente un capolavoro da Oscar, però è un film piacevole, con una morale importante e un finale commovente.
La storia sembra chiudere il cerchio con il primo “Rocky”; siamo di nuovo a Philadelphia, Adriana è morta e Rocky è un uomo di oltre 50 anni, che si è ritirato da un pezzo dal professionismo e vive di ricordi finchè gli viene proposto di sfidare l’imbattibile campione del mondo in un’esibizione benefica, che sin dal primo round si trasformerà in un incontro di boxe epocale, deciso solo ai punti.
L’insegnamento che “Rocky Balboa” ci vuole dare è che la vita continua malgrado tutte le difficoltà che ci si presentano, che se lo si vuole veramente ci si può rimettere in discussione sfidando sé stessi e i propri limiti.
Il film sarebbe da vedere anche solo per lo stupido cameo di Mike Tyson, per la mitica corsa sulla scalinata, per i pugni contro i capi appesi ai ganci del macello e per l’ironica ripetizione della frase “io ti spiezzo in due”.
Non ci sono né Apollo Creed, né Ivan Drago, però Stallone, bolso e gonfio, regala ancora emozioni e sorrisi.

Matteo

Judo

17 gennaio 2007

O “Come diventare campioni di Judo in trenta secondi”.
Il caro Giulio in questi giorni mi chiedeva consulenza sul Judo. Dato che lui è ancora agli inizi, ha un po’ di difficoltà a ricordarsi tutti i nomi delle mosse. Ecco quindi corrergli in aiuto questo brevissimo filmato scovato qui.
Alcune di queste non verranno mai insegnate per la loro pericolosità. Kanibasami ad esempio è una delle mosse più pericolose esistenti.

La Guida Galattica

17 gennaio 2007

guida galattica
La categoria di post che vado a presentare deve il suo nome al celebre libro di Douglas Adams, La Guida Galattica Per Autostoppisti, nota parodia della ancor più celebre Enciclopedia Galattica di Isaac Asimov e della fantascienza in generale. Una Guida per i viaggiatori sintetica e approssimativa che difficilmente sarà di qualche utilità ai visitatori ma che – non si sa mai – potrebbe sempre servire.

Per chiarire le idee, ecco l’incipit della Guida:

«In molte delle civiltà meno formaliste dell’Orlo Esterno Est della Galassia, la Guida galattica per gli autostoppisti ha già soppiantato la grande Enciclopedia galattica, diventando la depositaria di tutto il sapere e di tutta la scienza, perché nonostante presenti alcune lacune e contenga molte notizie spurie, o se non altro alquanto imprecise, ha due importanti vantaggi rispetto alla più vecchia e più accademica Enciclopedia: Uno, costa un pò meno; Due, ha stampate in copertina, a grandi caratteri che ispirano fiducia, le parole NON FATEVI PRENDERE DAL PANICO. [...] E, nel caso che ci fosse un’inesattezza tra quanto riportato nella Guida e la Vita, ricordate che in realtà è la vita ad essere inesatta.»

Ora, fatte le presentazioni, si può iniziare.