La volpe di fuoco

12 gennaio 2007

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Sembra incredibile ma quella che sto per raccontare è una storia vera.
Ho fatto un sogno strano. Molto strano. Ero in un ospedale nel reparto maternità di un ospedale sconosciuto.
Io non ero io… avevo un’altra faccia.
C’erano dieci culle, ognuna di esse ospitava un neonato.
Nove di questi neonati tendevano all’azzurro ed erano belli e vigorosi, uno aveva invece la pelle arancione e alle infermiere faceva un po’ pena perché era bruttino (a me sembravano tutti uguali).
Poi alle mie spalle arriva un vecchio, il tipico vecchio saggio da film, e mi fa: “Guardalo… Lui crescerà forte e sano. Gli altri nove, invece, moriranno prima della maggiore età. Lui è speciale… lui ha la volpe di fuoco dentro.”
Fine.

Credo sia necessario un immediato ricovero del sottoscritto in una struttura abilitata a visite psichiatriche costanti. Da notare che lì per lì, anche da sveglio, io non ho collegato azzurro, rosso, volpe di fuoco a Explorer e Firefox…
Nota per il futuro: a cena evitare di mangiare peperoni e fagioli borlotti contemporaneamente.

The prestige

12 gennaio 2007

The prestige è un bel film diretto molto bene da Christopher Nolan (lo stesso di Batman Begins) e supportato da un cast di attori molti valido. A partire dai dure protagonisti Hugh Jackman e Christian Bale (anche lui già visto in Batman Begins) ma senza dimenticare Scarlett Johansson, Michael Cane e un irriconoscibile David Bowie nei panni di Nikola Tesla.
Tutto inizia quando due giovani illusionisti, assistenti di un mago affermato, si scontrano dopo un grave incidente sul palco che ha provocato la morte della moglie di uno dei due (Hugh Jackman).
Da qui parte una serie di vendette reciproche lungo tutta la loro vita. Vendette che, col passare del tempo, si fanno sempre più spietate ed elaborate: da una parte la vendetta, dall’altra la volontà di fare il trucco perfetto e lasciar a bocca aperta gli spettatori dei loro teatri, cercando di migliorare i propri numeri e scoprire i segreti dell’avversario.
Nella Londra di fine ’800, il film è quasi perfetto. Ma pecca proprio al momento di applicare gli insegnamenti che i due maghi ci danno per tutto il tempo: la seconda fase, la svolta, il film non riesce a farla troppo bene. Non nel finale.
Il film disorienta, come dovrebbe fare un mago, ma non nasconde bene il vero trucco. È così quindi, molta gente uscirà di sala bisbigliando ai vicini “io l’avevo capito” e il segreto tanto a lungo celato non sarà spiazzante se si passeranno le due ore del film ad analizzare il film. Per il resto, il film è bello e intrigante e la storia avvincende. Consigliatissimo.
9

Every magic trick consists of three parts, or acts…
The first part is called the Pledge…
… the magician shows you something ordinary.
A deck of cards, or a bird…
…or a man.
He shows you this object, and pledges to you its utter normality…
Perhaps he asks you to inspect it…
to see that it is indeed real…
…unaltered…
…normal.
But, of course, it probably isn’t.
The second act is called the Turn…
The magician takes the ordinary something…
…and makes it do something extraordinary.
Now you’re looking for the secret. But you wouldn’t find it…
Because, of course, you’re not really looking…
you don’t really want to know. You want to be fooled.
But you couldn’t clap yet. Because making something disappear isn’t enough. You have to bring it back.
That’s why every magic trick has a third act. The hardest part… the part we call… the prestige.

Terza tappa – quando scoprimmo che la guida non serviva

12 gennaio 2007

O meglio, sarebbe servita se avesse detto le cose giuste. La guida in questione era spesso vaga sulle cose davvero importanti per i pellegrini in bici e si perdeva in lunghi e inutili discorsi su cose di importanza minore.
Sentieri sbagliati anche oggi, ma molto meno sbagliati di quelli di ieri. Un’altra tappa da inserire nel gruppo delle faticose: problemi tecnici, Pamplona e l’arrivo a Cizur Menor, siamo nel Cammino e i pellegrini aumentano. Siamo già alla terza tappa e ci chiediamo se arriveremo mai a destinazione.

DSCN1088.JPG Mille ostacoli che si potevano evitare