
LUNGO EXCURSUS CHE PARTE DAI FORUM DEI FUMETTI E FINISCE DI NUOVO AI WU MING E AD ALTAI
Già lo dissi tempo addietro: io sono un gran lettore di fumetti Bonelli e Bonellidi eppure, nella mia lunga e onorata carriera di lettore, mi sono sempre ben guardato dall’iscrivermi ai forum fumettistici.
Il motivo è presto detto: all’interno dei forum fumettistici di questo piccolo paese quale è l’Italia, c’è la divertente possibilità di entrare in contatto con disegnatori e autori dei nostri fumetti preferiti. Nel caso capitasse a me, o al mio amico Sundance Kid, questo vorrebbe dire poter fare qualche domanda ogni tanto, leggere qualche loro “perla di saggezza”, far loro sapere quali sono gli albi che ci sono piaciuti di più e di meno… e bon.
Purtroppo non tutti i fumettofili sono come me e Sundance.
Innanzitutto ci sono i nerd in cerca di amicizie prelibate (“Eh, sì. Io e Roberto Recchioni siamo amici, ormai.” dice il Nerd n.1 al Nerd n.2 alla fiera di fumetti di paese), ma ci sono soprattutto i wannebe fumettari che se potessero limonerebbero duro con i loro autori preferiti per poter diventare a loro affini, ricchi, belli, famosi e pubblicati (come il Lando di Cajelli già citato sul tumblr). Come sempre, esistono gli estremi, purtroppo: capisco bene l’elogio motivato, l’apprezzamento di un’opera che forse davvero ci fa impazzire, ma questi individui fanno sistematica opera di adulazione, diventano vere e proprie groupie acerebrate… E come se non bastasse, mi stanno accerchiando. Lasciano commenti allo zucchero filato in quasi tutti i siti che visito regolarmente, una volta incensando il tratto di un disegnatore, un’altra volta citando canzoni che sanno piaceranno allo sceneggiatore di cui sono innamorati, un’altra volta ancora elogiando gratuitamente per ogni minima cretinata (“Grande XXX, i tuoi post sul giardinaggio sono sempre bellissimi”), e ormai hanno invaso anche i blog degli scrittori non di fumetti, perché ogni wannabe fumettaro, anche se non sa l’italiano, ha comunque un romanzo nel cassetto da sponsorizzare.
Orbene, ora trasgredisco agli ordini del Governo e incito all’odio nei confronti delle due categorie sopra descritte: i fan leccaculi vanno estirpati a cartoni sul muso, i wannabe leccaculi vanno cosparsi di benzina e gettati nei forni a legna dei pizzaioli.
Per qualche motivo, però, ai fumettisti, i leccaculi iniziano a dare fastidio solo quando diventano molesti. Quando fanno complimenti, no, non danno fastidio. Molto più fastidiosi, per loro, sono i criticoni (come sintetizza in una breve metafora Tito Faraci).
Appurata la mia posizione sui leccaculi, passiamo ai criticoni. Partendo dal presupposto che internet sia un luogo democratico dove ognuno può dire la sua, sono dell’idea che alcuni talvolta esagerino. Ci sono criticoni e criticoni, sia chiaro: quelli che criticano sistematicamente i lavori di qualcuno (che quindi un po’ sono fissati, ma magari hanno dei buoni motivi) e gli stalker della critica, gli infognati persi per la loro ossessione. Che differenza c’è tra i detrattori normali e gli stalker? Che i detrattori normali, se non apprezzano un autore, non lo seguono. Gli esagerati, i fissati, li seguono apposta per poterli criticare.
Ecco, io mi sono imbattuto in uno di questi ultimi, ma me ne sono reso conto solo a una settimana di distanza (e tutto per colpa di Twitter che nella versione italiana non fa vedere i re-tweet). Ieri sera ho scoperto che qualche giorno fa i Wu Ming hanno linkato sul loro twitter la mia recensione di Altai. Ecco dunque giungere frotte di fan dell’Ex Luther Blissett pronte a leggere cosa scrivevo.
Fin qui tutto nella norma. A parte il fatto che, oltre ai fan di Wu Ming, c’era pure un detrattore particolarmente fervente, tal Peterlioa, che poi ho scoperto avere pure uno o più blog dedicati all’argomento. Ecco, Peterlioa mi fa: “La scheda sembra scritta direttamente dai Wuming. Ahi, prodigi di aNobii…”.
Non so, forse sono ingenuo io, ma la prima cosa che penso è che a questo Peterlioa gli sia piaciuto così tanto lo stile con cui ho scritto la recensione da paragonarmi addirittura ai Wu Ming stessi, suoi scrittori preferiti. Non la considero una delle mie recensioni migliori, ma evidentemente a lui è piaciuta. Poi un altro utente mi illumina: No, Peterlioa non intendeva quello. Secondo lui, io sono un sockpuppet gestito da un Wu Ming o un caro amico di quest’ultimo/i, pronto a recensire in maniera positiva il libro dei miei cari amici wuminghi. Non sono dunque nemmeno considerato un leccaculo della prima parte del post… sono proprio un membro del Governo Ombra della teoria del complotto che vuole spingere Altai al primo posto in classifica, Governo Ombra a cui sono iscritti ovviamente i membri del collettivo, più qualche loro amico di blog che io nemmeno seguo (tipo la Lipperini, di cui -forse- Peterloa ha una fissazione così grande da averle dedicato un contro-blog da preoccupanti derive da stalker). Io! Proprio io che fino a una settimana fa credevo che le identità del collettivo letterario fossero ancora sconosciute, proprio io che avevo recensito negativamente il romanzo “solitario” di uno dei Wu Ming! E tutto questo solo perché loro hanno linkato la recensione.
No, non penso che i criticoni vadano arsi vivi come i leccaculi: talvolta in loro un po’ di materia grigia c’è, solo che non viene spremuta a dovere. Concludo evitando di mandare un “get a life” innecessario (perché uno mi potrebbe fare specchio-riflesso per questo post), e do un appassionato consiglio ai detrattori di tutto il mondo: non siate così ossessivi con le vostre manie perché passerete automaticamente dalla parte del torto; sembrate psicopatici, sembrate i Tartaglia, le Maiolo, leggermente disturbati e con il chiodo fisso in testa. Ma vi sembra il caso di aprire blog monotematici che fanno il verso ai blog famosi? Vi sembra il caso di lanciarvi in una crociata contro gli autori di cui -è chiaro- siete invidiosi del successo?
Lo capisco, davvero, lo capisco. Vi sono autori che sponsorizzano il loro romanzo in modi a dir poco ambigui, esagerati, forse persino fraudolenti, ma non credo proprio che ai Wu Ming serva una pubblicità del genere.
Insomma, spassionatamente, lo dico per il vostro bene: lasciate perdere queste vostre monomanie… che è meglio per tutti, voi inclusi.
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