Ti ricordi?
Ti ricordi i bei tempi in cui su questo blog c’era gente che scriveva e gente che commentava? E si scriveva tanto, o poco, o a tratti, ma si scriveva. E nonostante le cagate, tutto andava avanti.
Torneranno quei tempi?
Ti ricordi i bei tempi in cui su questo blog c’era gente che scriveva e gente che commentava? E si scriveva tanto, o poco, o a tratti, ma si scriveva. E nonostante le cagate, tutto andava avanti.
Torneranno quei tempi?
OVVERO LA NOIA A FUMETTI HA UN NUOVO NOME: N.O.X.
(Vi chiederete che c’entra quest’immagine con la miniserie a fumetti edita dalla Star Comics. Apparentemente nulla, eppure un nesso c’è)
Un albo è poco, ma due sono troppi. Alla fine del numero 1 di N.o.x., pur avendolo trovato a tratti stupido, a tratti ingenuo, a lunghissimi tratti (praticamente sempre) noioso, mi sono detto: “proviamo anche il numero 2 prima di dare un giudizio”, anche perché da come lo presentava Alessandro Bottero sembrava dover esserci il botto in edicola, un prodotto mai visto prima, assolutamente nuovo ed innovativo – o almeno questo è quello che avevo capito io -.
E invece è, più che una storia di spionaggio, una storia noiosa. Ma noiosa forte!
I disegni sono di un piattume indescrivibile, ma d’altronde è difficile rendere differenti personaggi fatti con lo stampino, con l’unica differenza che uno c’ha la frangia bionda e l’altro c’ha gli occhi da bue. E il meccanico? Che minchia fa il meccanico? Non si è ancora visto. Non si è ancora vista una macchina!
Per non parlare dei fastidiosi errori di lettering disseminati ovunque, della presentazione dei personaggi a inizio albo (o tutto con il punto, o tutto senza, non metà e metà. E’ inguardabile!) e di tutta la trama che vorrebbe strizzarti l’occhio, farti capire che leggendo Nox scoprirai cose che altrimenti non sapresti, e invece ti dice quattro banalità e te le spaccia per grande e incredibile novità.
E infine… Il personaggio presentato come Nuno Cardoso, per metà del primo albo viene chiamato… NUNO GOMEZ. Ebbene sì. Crisi d’identità, sconcerto generale. Un personaggio nel corso dell’albo ha addirittura due nomi. Nuno Gomez, proprio come quello in foto.
E questo lo sapete, ma il modo in cui è trattato il popolo dei No Tav in questi giorni è assolutamente vergognoso. Siamo in uno stato democratico o in una nazione sudamericana? Quelle sono le forze dell’ordine che dovrebbero portare la legalità o la militia civil di qualche oligarca?
Sono senza parole.

Asperger. Niente di meglio.
Ok, non è la sindrome più nota del mondo ma purtroppo non è nemmeno la più sconosciuta. Mettere un protagonista con la sindrome di Asperger, così, a primo acchito, a me sembrava una paraculata per fare un personaggio strano con pochi sforzi. La caratterizzazione però viene bene. Yoric è un bel personaggio perché si impegna nel tentativo di migliorare, di capire le sfumature del linguaggio e dell’umore che vede negli altri ma che in lui non sembrano aver attecchito. L’ispirazione da House mi pare evidente: siamo di fronte a uno scorbutico che tratta male tutti, che ha un carattere incomprensibile e un’ironia tagliente, ma se si riuscisse a fare un thriller in salsa House saremmo di fronte a un piccolo capolavoro. Capolavoro, ovviamente, non è.
Fino a qui, tutto bene, come direbbe Marracash. Il problema sta tutto nel genere. Dottor House è un telefilm di dottori? Un -come dicono i fighi- Medical drama? Sì, lo è. E lo è perché si ha un’indagine medica degna di rispetto, perlomeno nelle poche puntate che ho visto.
L’indagine di Dr. Morgue è invece del tutto banale, scontata. Non sto a raccontare il finale, ma basti sapere che l’assassino è trovato dal protagonista in modo fortuito, casuale, del tutto privo di argomentazioni valide.
Non invitate mai 13 persone a tavola perché pensate porti tigna? Attenzione: Dr. Morgue potrebbe accusarvi di omicidio.
Io però in Dr. Morgue nutro speranza: ho comprato il secondo albo e mi accingo a leggerlo. Speriamo bene.
Non scrivo più. E mi sento morire lentamente.
Ci crederesti? Io no, non ci avrei mai creduto.
Non leggo più forum su fumetti.
Non leggo più ML su fumetti.
Non leggo più NG su fumetti.
Non leggo più blog su fumetti.
Da gennaio, ho letto un solo fumetto Bonellide (Dr. Morgue, voto 4), zero Marvel, zero DC e zero Bonelli.
E tutto questo perché non ho tempo. Lo farei, potessi. Ma non ho tempo.
Oggi ho fatto un giro nella rete.
Sfogliando quello che il mio feedreader ha raggruppato nella cartella “fumetti”, ho scoperto che a distanza di anni sono ancora tutti lì a discutere e filosofeggiare sul termine “graphic novel”.
Ogni riferimento a Farmville è puramente casuale :)
Avete la mia approvazione!
Di Dungeons & Dragons non ci si capisce più nulla. La Wizards è tutta un fermento per presentare le nuove uscite del 2011, ma lì in mezzo, di qualità c’è ben poco.
MINIATURE COLLEZIONABILI
Innanzitutto la decisione di mettere fine alla serie di miniature collezionabili perché “senza mercato”. “E te credo!” dico io. A parte i costi proibitivi delle singole scatole, il fatto che siano random, ma soprattutto che siano distribuite in codesto modo, rendono gli acquirenti frustrati e anche un po’ incazzati.
Portiamo ad esempio l’ultima serie: Lords of Madness, l’unica uscita nel 2010. A fronte di una serie fatta di 60 elementi, 8 sono comuni, 18 sono non comuni e 22 sono rare. Come se non bastassero le rare, ci sono anche 12 “molto rare” (una nuova categoria di rare che è così rara che, pur essendo di una serie ancora sul mercato, ha già le singole miniature in vendita nel mercato parallelo a oltre 20 euro al pezzo, fino ad arrivare all’Heroslayer Hydra che nel mercato mondiale raggiunge i 40 euro/dollari e in Italia tocca i 50).
Il problema è ovviamente dato dal numero di miniature presenti nei singoli booster, 6, che nel caso tu ti prenda un booster case ti completa la sfilza di comuni e non comuni, ti dà una bella scorta di rare-very rare, ma che ti ferma dal comprare altro. Avendo già completato le comuni e le non comuni, quante possibilità hai di trovare la rara che ti manca? E, soprattutto, quante mini non doppie troveresti in un nuovo booster? Poche. Su sei, probabilmente una.
La linea destinata prettamente ai giocatori (“Player Handbook Heroes”) è nata morta ed è stata dopo poco sospesa. Poveri idioti. In una confezione da 3 miniature visibili, è sempre presente una donna (“donna: dicesi di quell’essere che è quasi impossibile trovare ai tavoli da gioco di D&D”), quindi tutte le volte che i giocatori acquistano una scatola, una miniatura la possono tranquillamente buttare nel cesso. Proprio un modo per invogliare all’acquisto!
MINIATURE “COLLECTORS”
Prima Orcus e ora i beholder. La nuova via delle miniature potrebbe essere rappresentata da set non random come quello dei beholder. Pezzi ben definiti e a tiratura limitata. L’idea non sarebbe male, ma ho come il sospetto che riusciranno a rovinare pure questa buona soluzione. Un modo per rovinarla, è ad esempio infilare pezzi già presentati nelle vecchie collezioni, un po’ come il Beholder Eye Tyrant.
GIOCHI IN SCATOLA
D&D, forse perché di casa Hasbro, sta ora puntando sui giochi da tavola. Scatole con all’interno un gioco di società dotato di miniature monocromatiche in plastica e un’ambientazione simile a quella di D&D. Insomma, il messaggio di Hasbro è: comprate i giochi in scatola e avrete miniature per D&D.
Ma neanche per sogno.
I LOVE CARTONE: DUNGEON TILES E SEGNALINI
I Dungeon Tiles in cartone sono una bella invenzione. Ambientazioni più disparate, dal deserto ai ghiacci, dal dungeon alla città, i Tiles consentono di creare il suolo su cui svolgere l’avventura senza grandi difficoltà. Il problema sorge quando, al posto delle mini di plastica, ti tocca usare i segnalini di cartone che stanno andando di moda adesso con le scatole Essentials. Cartone su cartone, per spostare un segnalino so già che il dungeon si smonterà sotto i colpi di dita grossolane.
NUOVI MANUALI
Più li osservo, più questi manuali della nuova serie Essentials mi sembrano un D&D 4.5, in parte inutili e in parte doppioni di quel che è già uscito. Anche qui, il lucro è all’ennesima potenza. A quanto pare, la guida del master e il compendio delle regole sono quasi identici nel contenuti. I manuali classici sono invece sempre più noiosi: si parla di lontani piani di esistenza, di nuovi mostri, di nuovi talenti-poteri per i PG, ma nulla di veramente creativo.
L’EDIZIONE ITALIANA
Una delle più grandi innovazioni della quarta edizione di D&D è il supporto digitale. Partendo dai magazine in pdf, passando per il Monster Compendium e il Character Builder, il sito della Wizards.com è una risorsa infinita per master e giocatori. Però, echeccazzo, per pagare una retta mensile io quei prodotti li voglio in italiano.
Così come voglio in italiano le Errata ufficiali, così come voglio in italiano le carte delle miniature (troppo costoso reimpacchettare? Datemi la traduzione via pdf, non c’è problema).
Non che sia un grande problema leggere e tradurre dall’inglese, ma il problema è nella compatibilità nell’immediato. Faccio un esempio banale: se in inglese leggo che un talento mi dà un bonus a “Magic Missile”, non posso e non devo perdere tempo per scoprire che in Italia viene tradotto con Dardo Incantato, soprattutto se per avere la versione inglese devo pagare fior fiori di dollari.
CARTE!
Ai piani alti della Wizards hanno fatto questo ragionamento: le carte collezionabili di Magic vanno bene, le miniature collezionabili di D&D vanno male. Facciamo le carte collezionabili di D&D. Comuni, non comuni, rare, inseriscono il fattore fortuna all’interno del gioco e rendono tutto molto più… Magic. Che merda.

Insomma, questo D&D pare proprio aver preso la strada del fallimento su tutta la linea.

Torino Libri. Aggiungetelo ai preferiti.




Quello che i master di tutto il mondo aspettavano da tempo: una bella confezione tematica, senza random, con dei bei mostroni classici da sfoderare al tavolo da gioco.
I 4 beholder sono in dirittura d’arrivo.

Immagini tratte da Phdgames.com.
Un anno fa, quando avevo tempo e voglia di aggiornare quotidianamente il blog, avevo stilato una lista di buoni propositi cine-letterari per l’anno 2010. Ora che siamo agli sgoccioli dell’anno, direi che possiamo tirare le somme e vedere se sono riuscito a raggiungere almeno uno di quegli obiettivi.
Fra qualche giorno ci riprovo con i buoni propositi per l’anno 2011.
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Io penso che Alfonso Luigi Marra meriterebbe molta più notorietà. Non dico in TV, o in libreria, ma perlomeno su internet. Marra ha tutte le potenzialità per diventare un tormentone di internet, eppure anche Facebook sembra snobbarlo.
Qui di seguito riporterò tutto quello che si trova su internet su di lui:
Chi è Alfonso Luigi Marra?
Wikipedia: Alfonso Luigi Marra (San Giovanni in Fiore (CS), 18 dicembre 1947) è un avvocato e scrittore italiano, già parlamentare europeo.
Avvocato
E’ un avvocato cassazionista con studio a Napoli specializzato in cause contro le banche.
Scrittore
Ha scritto alcuni testi nei campi della psicanalisi (pur non essendo psicanalista), della sociologia, della storia della cultura, della politica e del diritto.
Ha esposto, soprattutto ne La storia di Giovanni e Margherita, una teoria su ciò che egli definisce il “modo di formazione del pensiero”, ovvero il modo in cui l’individuo, sotto la spinta delle pulsioni fondamentali, elabora il suo sapere e giunge alla comprensione dei fenomeni.
Politico
Nel 1987 ha fondato il Partito di Azione per lo Sviluppo, che viene definito “né di destra né di sinistra né di centro” nel documento “Causa della fondazione ed ideologia del PAS”. Sempre nel 1987 ha fondato anche l’associazione “Fermiamo Le Banche”, che si propone di combattere il sistema bancario ed il signoraggio primario e secondario nonché l’inefficienza del sistema giudiziario e la durata eccessiva dei processi.
È stato eletto deputato europeo alle elezioni europee del 1994 nelle liste di Forza Italia, dalla quale si è poi però dimesso, rimanendo iscritto al gruppo politico Gruppo Forza Europa (poi UEN) come rappresentante del PAS.
È stato membro della Commissione per gli affari istituzionali, della Commissione per la pesca, della Delegazione per le relazioni con l’Australia e la Nuova Zelanda, della Commissione per i trasporti e il turismo.
I libri di Alfonso Luigi
La storia di Giovanni e Margherita: parola alla figlia
La storia di Giovanni e Margherita: parola ad Alfonso!
Il labirinto femminile, interviene anche Manuela Arcuri!
Il canale Youtube di Alfonso Luigi
Oltre agli spot, il canale Youtube di Marra presenta anche altri interessantissimi video:
Sara Tommasi e Aida Yespica che discutono (beh, forse discutono è un po’ esagerato) con Marra di Signoraggio (questa è solo la prima di 4 parti).
Su Anobii, i suoi ultimi due romanzi non sono stati letti da nessuno. Facebook purtroppo non sembra apprezzare molto il mio nuovo scrittore preferito. I gruppi sono pochissimi e poco frequentati: