La lettera che segue fate conto l’abbia scritta Federico Moccia. Già che ci siete, immaginatevi come colonna sonora la canzone “Fossi figo” di Elio feat. Gianni Morandi, ma con Moccia al posto di figo e qualche verso cambiato per farla calzare meglio.

Cari amici, cari lettori, cari nemici,
vi scrivo per parlarvi di quello che è recentemente successo durante una mia visita all’Università La Sapienza di Roma. Ero stato chiamato per parlare del mio ultimo film e del mio ultimo libro e, non appena mi sono seduto in aula, dei ragazzetti con la tuta dell’Adidas hanno iniziato a deridermi, ad accusarmi di essere una nullità, a criticare il mio scrivere libri e il mio fare cinema.
Ecco, più che altro io ora mi rivolgo a loro, a quei ragazzetti che m’accusano di avere un non-stile. Io, lì, davanti alle mie attricette tanto care, sono stato gentile, ho risposto in maniera pacata alle infamanti accuse, ma siccome poi le critiche sono continuate su internet e su altri media, io ora ho deciso di dire basta.
È ora di dire basta. È ora di BASTA.
Mi rivolgo a voi, dunque.
Ah stronzi. Ah pupetto con la tuta bianca, ma vedi di annà a studiare che manco sai l’italiano. Mi dici “specie in una platea univesitaria, per me è particolare che lei possa parlare [...]“. Particolare CHE? Aò, ma in che lingua parli? AOOOO, MA COME PARLIIIII? Una delle tante accezioni di “particolare” vede quest’aggettivo come sinonimo di “rilevante”, “notevole”. Sembrerebbe quasi un complimento, ma so che non lo è. Era un insulto, il suo. Un insulto di un ignorante.
Comunque, tralasciamo il “particolare”.
Io rivolgo a voi una domanda: ma perché a me? Di università ne ho girate, e nei vari atenei ho visto cose turche: ho visto Luciana Littizzetto, ho visto Vecchioni che insegnava con la cattedra vuota (nel senso che gli studenti c’erano, ma lui no). Eppure non ho visto mai nessuno chiedere alla Lucianina perché nei suoi libri (editi da Mondadori) non parli quasi mai di politica. E nessuno ha mai criticato Vecchioni. Anzi, il suo passato da professore lo rende un cantante intellettuale. Eppure la mia presenza tra le mura universitarie desta scalpore.
Perché a me, dunque, le critiche? Ve lo dico io perché. Perché siete invidiosi dei miei soldi. Siete invidiosi perché, nonostante il mio stile semplice, ho fatto una vagonata di euro e voi avete il manoscritto nel cassetto e nessuno vi ha mai cagato. Siete accidiosi, perché vi considerate un’elite culturale, ma per quanto mi riguarda siete un’elite culturale di merda. Perché, mi ripeto, voi non ce l’avete con me per i miei libri che fanno schifo, ma perché quei benedetti libri riesco a venderli alla grande. Alla grandissima.
Voi non potete farci nulla, però. Io vendo e sono contento. E allo stesso tempo non potete nemmeno criticare le mie lettrici, perché sono ragazzine ed è giusto che leggano libri da ragazzine. Nessuno si è mai sognato di criticare l’autrice di Geronimo Stilton, perché a leggerlo sono i bambini! E se andasse ospite all’università sarebbe applaudita come tutti, come Calvino, o Pasolini, o addirittura Liala.
Ora, in conclusione, non prendetevela con me o con le mie lettrici. Prendetevela con gli adulti che non leggono i libri che volete voi, e prendetevela con voi stessi, che credete di essere grandi letterati eppure quando Lino Banfi ha ottenuto una Laurea Honoris Causa nessuno gli ha rinfacciato il suo passato di porco da film di terz’ordine. Ennò, perché oltre al rivalutare Banfi, si sono già rivalutati pure i film suoi, compresi quelli in cui ci sono Pierino e la Feneck. Siete un branco di ipocriti. Tutti. Quel che è fine e impegna, e guarda caso, v’interessa, allora è Ok.
Quel che è fine, impegna, ma non v’interessa, allora sarà pretenzioso, snob.
Quel che è di bassa lega e non v’interessa è trash in senso letterale, spazzatura da evitare.
Se infine è di bassa lega ma vi piace, allora è di quel Trash con la T maiuscola, da rivalutare, da rendere cult, così nessuno vi prenderà in giro.
Ok, ora la finisco davvero. Continuate a criticarmi, se volete.
Io tirerò dritto per la mia strada e continuerò a farmi un fottìo di soldi. Oggi, giusto per farvi andare in sollucchero, mi comprerò un Home Theatre da 10 mila euro. Alla facciazza vostra.

Cordiali saluti

Federico Moccia

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mucca ed erba: cos'è meglio mangiare?

Da quanto leggo sul Corriere della Sera di oggi, il Panda originariamente era un animale carnivoro. Secondo alcuni ricercatori di un’università cinese, il Panda in un antico passato preferiva di gran lunga mangiare carne anziché bambù. Si nutriva di spiedini di pollo, braciole di maiale e soprattutto salsicce di mangusta.
I panda, all’epoca, erano in tanti. Riempivano interi ristoranti del Roero per gustare il polletto del Roero e il cinghiale appena cacciato. Con tutta probabilità non disdegnavano l’arrosto con sughetto ai funghi porcini.
Poi, un bel giorno, arrivò il salutista radical chic con la puzza sotto il naso e disse “Bon, io mangio solo bambù”. Anzi, no. C’aveva la erre moscia e, da buon panda salutista ma soprattuto radical chic con la puzza sotto il naso, voleva ostentarla. Dunque disse: “pRefeRiRei non divoRaRe più cReatuRe appaRtenenti alla sfeRa animale. MangiaRe caRne fa male e uRta la mia aRmonia con la natuRa. Io aboRRo la caRne. Da meRcoledi mangeRò solo bambù. Chi mi ama mi segua”.
E si dà il caso che il panda in questione fosse piuttosto amato. Risultato: ora la popolazione mondiale di panda (escluse le Multijet Fiat) è tra i 2.500 e i 3.000 esemplari.
Quindi, la prossima volta che qualcuno vi mostra l’immagine di un agnellino o un coniglietto e vi chiede di diventare vegetariani, citate l’immagine di questo post (grazie ldm313) e ricordate loro la fine che hanno fatto i panda: sono diventati vegetariani. E sono a un passo dall’estinzione.

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Ovviamente il caso del giorno è già su YouTube: Beppe Bigazzi che alla Prova del cuoco spiega come cucinare i gatti.
Mi costa molta fatica difendere Bigazzi, ma in fondo il nostro giornalista culinario preferito (persino meglio di Bonsignore) non fa che illustrare per sommi capi una ricetta autentica che fino a pochi decenni fa era pratica più che comune.

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È da un po’ di tempo che questa idea gira fra mail private e mailing list. Ora finalmente inizia a diventare qualcosa di serio. L’intenzione è creare un gruppo per inventare di sana pianta un’ambientazione fantasy totalmente originale. Le basi di ambientazione potrebbero poi servire per creare giochi di ruolo, romanzi, racconti, cercando di andare oltre ai luoghi comuni di elfi, nani e troll.
Con Ambientazione fantasy intendo tutto il background che si può trovare in un romanzo fantasy e molto di più. Vale a dire creare un mondo, creare una storia e delle genti credibili che possano viverci all’interno.
L’idea è fare un collettivo di menti per trovare nuovi spunti che si discostino dall’ambientazione fantasy classica. Eppure un’ambientazione che possa essere abbastanza facile da adattare alle regole dei più noti giochi di ruolo fantasy senza dover riscrivere da zero il regolamento.
Un’ambientazione “preconfezionata” come quelle di Eberron, Dragonlance, Forgotten Realms (magari non notissime ma famose per i giochi di ruolo) che appunto possa andare bene anche se declinata al gioco e non al romanzo.
Creare un’ambientazione significherebbe creare uno o più mondi, decidere le regole fisiche che lo governano, decidere cosa c’è di fantasy e cosa invece non c’è. Il tutto senza risultare banale o inverosimile.
Ecco, dopo lunghi tentennamenti ho registrato un blog su wordpress a questo indirizzo. Chi vuole partecipare dovrà registrare un account su wordpress e lasciare un commento all’unico post di quel blog. Una volta istituito il gruppo di “lavoro”, si inizierà a “votare” sulle linee guida da tenere. Vi attendo dall’altra parte.

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Sul free press Metro di oggi c’è un breve articolo sui blog. A quanto si legge, i blogger in Italia sono 1,2 milioni. 2,3 milioni di persone li leggono e ben 700mila si informano solo tramite blog.
Secondo questa ricerca, i blogger italiani sono quasi tutti del Nord Est, tra i 35 e i 54 anni. L’argomento più trattato è lo sport, seguito da attualità, intrattenimento e tecnologia.

Insomma, evidentemente sono un blogger atipico: parlo poco di sport, sono del Nord Ovest e ho meno di 35 anni. Eppure, a navigare in rete, il profilo del blogger medio mi pare leggermente diverso da quello proposto.

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Lost parte oggi in Usa e se tutto va bene domani o dopodomani ce la guardiamo pure qui in Italia. Le riflessioni su quel poco che si è visto sono pochissime. Solo una, IMHO, al momento merita di essere espressa:

l’inizio della stagione conclusiva di Lost sarà probabilmente il più grande What if di tutti i tempi.

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SOTTOTITOLO: TUTTA COLPA DELLA RED BULL
Milano alle sei del mattino è una meraviglia. Esco dalla metropolitana e annuso l’aria ancora libera dallo smog. Siamo a ottobre, il giorno prima che cambino l’ora. Vorrei stare qui fuori per scattare qualche foto e godermi la città che si sveglia, ma non posso perché l’Isola mi attende.
La Fnac la trovo al volo, ma è ancora troppo presto e le serrande sono ancora giù, quindi prima faccio una sosta al cesso e al bancone di un bar per non dovermi preoccupare di bisogni fisici per le prime ore della maratona.
Taglio corto: siamo poco meno di 50 e sono le 8 del mattino di sabato. Dobbiamo resistere, svegli, davanti a uno schermo che proietta 3a, 4a, 5a stagione di Lost, non-stop, fino alla sera del giorno seguente. Per il pasto ci penseranno loro: una baguette con salame o prosciutto e un banco fornito di frutta e bevande. Per i problemini fisiologici, per telefonare, o per staccare un attimo dalla routine, avremo invece a disposizione due pause lunghe da 15 minuti e cinque pause brevi da 5 minuti l’una da fare quando ti pare. Sembrano tante, per alcuni, ma non lo sono. Per i fumatori sono mortali.
Mi guardo intorno e vedo un casino di uomini fumetto e di nerd che io in confronto sembro una persona normale (e non lo sono). Poco dopo, mi accorgo che forse la mia preparazione su Lost è più superficiale del previsto quando, collegando i neuroni, non riesco a mettere insieme i numeri della lotteria e della botola. Gente che cita le battute delle puntate, gente che è infognatissimissima, gente che – lo realizzo solo ora – è impossibile da battere. Su Star Trek sarei stato più preparato, ma su Lost, ahimè, non sono ferratissimo.
Mi sento come uno studente che si presenta all’appello dopo aver studiato solo un paio d’ore. Risponde all’appello, guarda di nascosto gli altri studenti che confabulano tra loro di argomenti sconosciuti, e prende l’amara decisione di tornarsene a casa.
“Massì” penso. “Rimango finché c’ho voglia, poi al massimo me ne torno a casa questa sera”. Ma il Marocco è sempre lì, a un passo.
È sabato sera e realizzo quanto sia noioso questo telefilm dopo la suspence della prima visione. Alle 22 mi cala la palpebra e soltanto una puntata su Desmond piazzata in mezzo alla notte riesce a tenermi sveglio.
Poi… avviene l’irreparabile.
Quando sai che per nulla al mondo devi addormentarti, quando sai che in teoria dovresti pure stare attento perché alla fine della proiezione ci sarà il quizzone con domande a tema, che fai? Ti imbottisci di Red Bull.
Glugluglu. Sento la Taurina che entra nelle vene e pompa il cuore. Pompa. Pompa. Pompa un po’ troppo ’sto cuore.
Palpitazioni, sudori freddi, manie ossessivo-compulsive per tutta la notte.
In overdose da taurina e Red Bull, improvvisamente il tempo si dilata. Fidatevi, si dilata. Date un’occhiata all’orologio. Le 3:00 di notte. Fissate lo schermo per quello che a voi sembra un quarto d’ora, poi tornate a vedere l’ora. Le 3:01. Il tempo non passa e il cuore batte a mille.
Questa notte c’è persino il cambio d’ora e tutta la fatica per arrivare alle due di notte improvvisamente svanisce. Siamo di nuovo all’una. Mi guardo intorno. Siamo tutti drogati di Red Bull. Alcuni mollano, altri tengono duro.
Io vorrei mollare, sono sincero. Vorrei tornarmene a casa, o più semplicemente farmi un giro notturno per gli scaffali del mio negozio preferito. E invece no, mi tocca stare lì a guardare quella dozzina di cretini che non fanno altro che andare da una parte all’altra dell’isola. “Basta, me ne vado” penso per un attimo. Ma la metropolitana è chiusa e che minchia faccio alle 4 di notte in giro per Milano? Decido di rimanere lì, di tenere duro ancora per un po’.
Alle 1:52 mando un messaggio a Torino: “Inizio a pensare che non ce la farò”.
Alle 3:18: “Uff sto per esplodere”.
Alle 5:12: “Non mi arrenderò. Costi quel che costi arriverò fino a domani sera”.
Alle 5:42: “Tengo duro”.
Alle 6:56 mi sto veramente rompendo i coglioni, ma così tanto che voglio sapere quanto dovrò soffrire prima di vedere le puntate dell’ultima stagione: “Quante sono le puntate del secondo blocco della quinta stagione?” Ovviamente Linda m’ha risposto con ore di ritardo. Le puntate erano una in più di quelle che pensavo io. Se sei in overdose di Taurina, una notizia del genere ti getta nel panico.
Alle 7:20 mando un messaggio: “Ciao”.
Alle 7:58: “Non mollò”. Con l’accento, ma non ricordo se voluto o no. Non credo.
Alle 8:24 penso al futuro: “Quante sono le puntate della quinta?” Sto facendo dei calcoli. Non me ne frega più nulla di quel che passa sullo schermo, mi interessa solo sapere quando potrò uscire di lì. La risposta mi incoraggia. Facendo due rapidi calcoli, per le 16 le puntate dovrebbero essere finite.
Alle 10:00 arrivo a una conclusione: “Non hai idea di quanto sia noioso Lost”.
Taglio di nuovo corto: sì, sono arrivato fino alla fine della maratona, in compagnia di poco più di 30 persone.
Sono le 16:30 circa. I ragazzi Fnac ci danno un questionario a risposta multipla ma le domande sono facili. Passo senza problemi.
Ce ne distribuiscono un altro. Anche qui, le domande non sono così impossibili. Passo.
Terzo livello. Qui le domande iniziano a essere toste. Due le rispondo a caso e ho culo. Passo.
Quarto livello, l’ultimo. Siamo 7-8, non di più. Le domande sono impossibili (tipo mi chiedono quale codice digita Alex quando fugge dal campo degli Altri) e purtroppo toppo. Tra qualche minuto sapremo il nome del vincitore ma io saluto tutti e me ne vado verso Torino. Non faccio nemmeno un giro in Fnac, compro lo Speciale Dampyr in edicola in stazione ma, dopo 10 pagine di lettura, m’addormento sul treno.
Il viaggio non l’ho vinto, ma in compenso ho una maglia nerdissima con la scritta Maratona Lost e una penna a sfera di plastica con scritto sopra I’M LOST. Ho pure un dvd con i contenuti extra della quinta stagione. È, ad oggi, ancora incelofanato.
Ebbene sì, I’m Lost, ma dalla maratona lo sono decisamente meno.

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Alcuni questo post l’hanno già letto, in quanto ricavato da una vecchia mail. Per tutti gli altri, è superfluo dirlo, si tratta di una storia vera.
Il 27 settembre 2009, giro come mio solito sul sito della Fnac, per vedere se ci sono libri in offerta o altre promozioni da cogliere al volo.
Di offerte non ne ho trovate ma mi sono imbattuto in un bando di concorso molto interessante. Un concorso su Lost: bisogna compilare una scheda, rispondere a tre domande banalissime e inviare tutto a Fnac. Chi vince il concorso, vince un viaggio in Marocco per 2 persone. Scadenza: 27 settembre. È il 27 settembre, ore 23:45. Un quarto d’ora di tempo per
partecipare. Secondo voi, cosa faccio? Partecipo. Al volo.

Le domande non sono nulla di difficile: qual è il tuo personaggio preferito? Perché? Qual è la puntata non ancora fatta che vorresti che i produttori di Lost girassero? Ho un quarto d’ora per rispondere e scrivo quattro cretinate. Personaggio preferito Desmond, perché è un Ulisse dei giorni moderni (Eh? Dove? Quando? Ma davvero? Boh, non lo so, l’ho sparata lì, però c’ha la moglie che si chiama Penelope e la frase “Ulisse dei giorni moderni” è figa). Vorrei vedere una puntata su Desmond che fa questo e quello (sostituire questo e quello con due verbi a caso). 23:55. Spedisco.

Una volta compilata e inviata la scheda, passata la mezzanotte, ho tutto il tempo per leggermi il bando nel dettaglio. Purtroppo quel che prima sembrava un semplice concorso basato sulla fortuna si rivela essere una vera e propria prova di resistenza. Leggo infatti che se la tua scheda viene selezionata, non vinci un viaggio, bensì vinci la partecipazione ad una MARATONA DI 36 ORE NON STOP di Lost.
Chi vince la maratona, vince il viaggio.
Ecco, detto questo… qualche settimana dopo vedo nella posta una mail targata Fnac. Sono stato selezionato. A domani con la seconda parte.

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Di Barbareschi Sciock ne ho viste circa due ore. Io lo guardavo per un solo motivo, Guido Catalano, attualmente considerato il poeta vivente più bravo d’Europa.
Premettendo che della prima puntata non ho visto nulla, su questa puntata non posso che parlar male. Innanzitutto la formula, per nulla innovativa: il presentatore intervista gli ospiti, uno per volta. Sì, elencatemi pure tutte le trasmissioni che lo fanno, se volete, ma tanto non è questo il punto.
Avete presente quando guardate Fazio e dite tra voi “che domanda stupida che gli ha fatto”, o quando vedete la Ventura e vi chiedete “ma chi gliele ha scritte le domande”?. In questa trasmissione le tre frasi che saliranno più spesso alle vostre labbra saranno: “tutto qui?” a causa della banalità di alcune interviste, “che coglione, Barbareschi” per la sua incapacità di andare a fondo, e “di nuovo pubblicità?!” per l’insistente e fastidioso break pubblicitario ogni 5 minuti e rotti.
Luca Barbareschi parte forte con l’intervista a una parlamentare argentina, giovane, di sinistra, che recentemente ha scoperto di essere figlia di desaparecidos. Lei, ovviamente, ha cose interessanti da dire, peccato che siano mortificate da domande banali. Poi Barbareschi la butta in politica parlando di Chavez e Castro, ma la deputata lo siede rispondendogli per le rime. Barbareschi-Ospiti 0-1.
Tocca all’ex fidanzata del figlio di Saddam Hussein. Lui vorrebbe buttarla in caciara, la infila in una vasca da bagno piena di schiuma, ma lei dimostra di essere più intelligente di quel che sembra. 0-2.
Poi chi c’è? C’è un uomo sfigurato che racconta delle sue disavventure e della sua battaglia contro la discriminazione. Si cita l’episodio di quella donna con un braccio solo che presentava un programma per bambini, ma Barbareschi dice che i bambini avevano paura di lei. Lui, giustamente, fa notare che i problemi li hanno sollevati i genitori, non i bambini. Barbareschi-Ospiti 0-3.
Altri ospiti si susseguono senza lasciarmi vividi ricordi da condividere, poi verso la fine della serata arriva Costantino Vitaliano, eletto da Barbareschi vip del nulla (per carità, non avrebbe nemmeno torto), ma Costantino infila due stoccate vincenti e demolisce il conduttore. Cioè, non so se mi spiego… COSTANTINO VITALIANO mette all’angolo Barbareschi. Non Niccolò Machiavelli. Costantino Vitaliano. Prima dimostra che l’effimera notorietà televisiva è stata solo una fortunata parentesi nella sua carriera di modello, poi tira in ballo le accuse di plagio, e Barbareschi -codardamente- fa finta di nulla. Barbareschi-Ospiti 0-5.
Insomma, questo Barbareschi Sciock è stato una delusione. Un programma disegnato su di lui, un one man show con cotillon e intervistati “speciali” alla fine della fiera non è nient’altro che un programma noioso pieno di pubblicità lunghissime.
Ps. Subito dopo Costantino, ho spento la tv. A quanto pare Guido Catalano era subito dopo. Merda. Anzi, MeRRRda.
Ps. E, soprattutto, dov’è lo shock?

5 commenti

Volete provare anche voi? Andate qui per gentile concessione di McDonalds.
No, Obama non è venuto un granché bene, ma vi assicuro che con le vostre facce verrà meglio.

11 commenti

Certo che Barbareschi, prossimo al debutto su La7 con Barbareschi Sciok, è stato accolto bene dagli spettatori, eh?

Incollo qualche commento comparso sulla pagina di presentazione del programma su La7.it

fedu
Barbarechi vergognati… se metà delle cose su di te sono vere…. devi andartene e non percepire più lo stipendio!
StefanoP
Trovo vergognoso che La7 ingaggi un personaggio come Luca Barbareschi, che si permette di dichiarare che, siccome lo stipendio da Parlamentare (!) non gli basta per vivere dignitosamente, è costretto a dedicargli solo metà del suo prezioso tempo… ma perché allora non si dimette e lascia spazio a qualcuno in grado di lavorare a tempo pieno? Pensa davvero di essere così indispensabile?
vittorioromano
Sono felice che il sig. Barbareschi sia in grado, grazie a La7, di arrotondare le sue misere entrate da parlamentare (che consistono in cifre a 5 cifre mensili). Il fatto che egli si occupi delle attivita’ parlamentari solo part-time e’ un affronto nei confronti delle istituzioni e dei cittadini elettori. Aggiungo che considero questa trasmissione come una macchia indelebile per La7, che invece stava facendo molte trasmissioni interessanti.
urukai
VERGOGNA! Boicottiamo La7 per protesta, cerchiamo di guardala il meno possibile o di non guardarla del tutto e se proprio non possiamo fare altrimenti giriamo canale quando c’è la pubblicità (linfa vitale delle tv commerciali).
Genia
scusatemi….ma con tutto il rispetto….mi manca Piroso il venerdì sera con niente di personale :( ma quando torna!!!!!!!!!
66eli
TROVO LA STRUTTURA DEL NUOVO SITO DI LA 7 UN VERO CASINO, NON RIESCO A V EDERE PIù NULLA SOLO SPEZZONI DI PROGRAMMI E PUBBLICITA’
alexgalli
ciao Luca, felice di vederti in video con un nuovo programma. Felice anke che tu ospiti il mio amico CARLO PETRINI. Spero in seguito tu kiami anke SILVIA QUERCI , che adoro!!! Spero tu legga questa mia. alessandroGalli – lucca
multiplone
La7 vergonga , assumere un deputato ( per di più lazzarone) che viene pagato con i nostri soldi. Ricordo una sua intervista in cui dichiarava che 5000 euro non gli bastavano, e quindi doveva fare l “attore” in giro per l’ Italia, doveva fare l’ imprenditore; dove aveva il tempo per fare il deputato ? La7 torna a fare informazione libera , spettacoli di qualità, cultura, non omologarti a RAISET. Valter

5 commenti

Tre anni, e nemmeno me ne ero accorto! Buon compleanno blog, e scusami se ultimamente ti sto trascurando.

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